Italia. La produzione industriale è attesa in recupero a marzo dopo il calo registrato nei primi due mesi dell’anno……
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Ci aspettiamo un output in crescita di 0,8% dopo il calo di mezzo punto visto a febbraio. Il contributo dell’energia dovrebbe essere circa nullo. La variazione annua calerebbe in territorio negativo in termini grezzi, ma migliorerebbe da 2,5% a 4,1% se corretta per gli effetti di calendario. Nel trimestre la produzione sarebbe in rotta per una lieve flessione, coerente con un contributo al valore aggiunto pressoché nullo. Sebbene le indagini di recente abbiano segnalato un minor dinamismo, la tendenza espansiva per l’attività industriale è attesa riprendere nei prossimi mesi.
Stati Uniti. Il CPI ad aprile è previsto in aumento di 0,3% m/m (2,5% a/a), dopo -0,1% m/m a marzo. L’energia dovrebbe essere in rialzo sostenuto, dopo la correzione di -2,8% m/m vista a marzo. L’indice core dovrebbe registrare una variazione di +0,2% m/m, come a marzo, con qualche rischio verso il basso; la variazione tendenziale dovrebbe portarsi a 2,2% a/a, da 2,1% a/a, proseguendo su un trend in rialzo che dovrebbe durare da marzo alla parte centrale del 2018. Ad aprile, come anche a marzo, il rialzo su base mensile dovrebbe essere vicino a 0,15% m/m, e confermare che non ci sono per ora segnali di significativa accelerazione della dinamica dei prezzi; in particolare, l’abbigliamento potrebbe segnare una seconda correzione mensile consecutiva, e soprattutto la sanità dovrebbe essere in rallentamento a 0,2% m/m, dopo diversi mesi di rialzi solidi.
Regno Unito. Il Monetary Policy Committee della Bank of England dovrebbe lasciare il tasso ufficiale (Bank rate) invariato a 0,50%. Il governatore Carney aveva parlato già di riunione potenzialmente interlocutoria, ma poi le aspettative di rialzo sono crollate soprattutto sulla scia delle notizie economiche. Infatti, i dati sull’economia reale sono stati al di sotto delle attese, nelle ultime settimane: la crescita del PIL è mezzo punto sotto le stime della banca centrale; le statistiche sul credito al consumo hanno mostrato un netto rallentamento della crescita tra febbraio e marzo, in un contesto di rapido restringimento delle condizioni praticate dalle banche. Anche le statistiche di inflazione sono inferiori alle previsioni della BoE. Inoltre, è possibile che la banca centrale cominci a essere più preoccupata per i rischi di collasso dei negoziati su Brexit.
Ieri sui mercati
Italia. Forza Italia ha dato via libera alla Lega per negoziare un accordo di governo con il Movimento Cinquestelle, senza che ciò comporti una rottura dell’alleanza elettorale di centrodestra. Forza Italia non voterà la fiducia, e potrebbe invece astenersi o non partecipare al voto. Se le trattative fra Lega e Cinquestelle avranno esito positivo, sulla base della composizione ufficiale dei rispettivi gruppi parlamentari, la nuova maggioranza di governo partirebbe con 167 seggi al Senato, su un totale di 318, e 346 seggi su 629 alla Camera. Soprattutto al Senato, quindi, i margini sarebbero piuttosto risicati. La convulsa giornata politica di ieri ha prodotto un allargamento soltanto marginale del premio al rischio con la Germania.
Stati Uniti. Il PPI ad aprile aumenta meno di quanto atteso dal consenso, con una variazione di 0,1% m/m (consenso: 0,2% m/m), dopo +0,3% m/m a marzo. L’indice headline è frenato da una correzione di -1,1% m/m nel comparto alimentare, e l’energia, per via della correzione stagionale, segna un marginale rialzo di 0,1% m/m. Anche l’indice al netto di energia e alimentari è in rialzo di 0,1% m/m. I prezzi dei beni sono invariati su base mensile, e al netto di alimentari ed energia sono in rialzo di 0,3% m/m, in linea con il trend recente, spinto anche dal deprezzamento del dollaro. I servizi registrano un aumento molto più contenuto rispetto ai tre mesi precedenti (+0,3% m/m a febbraio e marzo, +0,5% m/m a gennaio). L’indice aggregato aumenta di 2,6% a/a, da 3% a/a di marzo; l’indice al netto di alimentari energia e commercio è in rialzo di 2,5% a/a. Le indicazioni per l’inflazione al consumo sono di moderazione. I prezzi dei servizi per i consumatori (al netto di commercio, trasporto e scorte) calano di -0,2% m/m. Diverse voci nel comparto sanità hanno rallentato, determinando un rallentamento della variazione annua. Anche se l’inflazione nel comparto dei servizi sanitari rimane in rialzo rispetto al 2017, si dovrebbe registrare un ritmo di aumenti più contenuto nei prossimi mesi. La previsione per il CPI di aprile, in uscita oggi, ha rischi verso il basso; la variazione mensile dovrebbe essere vicina a 0,15% m/m, come a marzo, e l’arrotondamento potrebbe determinare un rallentamento rispetto al trend recente, a 0,1% m/m.
Stati Uniti. Bostic (Atlanta Fed) ha detto che non sarebbe sorpreso di vedere l’inflazione modestamente al di sopra dell’obiettivo, dati livelli attuali. Questo, a suo avviso, non richiederebbe di per sé una risposta di policy più aggressiva. Anzi, è un segnale di una politica “ben calibrata” che si sta muovendo verso la neutralità. Secondo Bostic l’economia è vicina al pieno impiego, ma “non significativamente al di là di quel punto”. Inoltre non è ancora chiaro quale sia l’effetto della riforma tributaria sulla crescita e l’incertezza sul commercio internazionale sta frenando gli investimenti. Bostic recentemente ha detto che per ora resta favorevole ad altri due rialzi nel 2018.
Giappone. Il sommario delle opinioni alla riunione di politica monetaria del 26 aprile riporta consenso sulla valutazione positiva dello scenario di crescita e sottolinea l’importanza di dare spiegazioni chiare di quello che intende per “uscita” e “normalizzazione”. I partecipanti sottolineano che la data in cui si raggiungerà l’obiettivo del 2% indicata nel rapporto trimestrale è solo una proiezione: ad aprile tale data è stata spostata in avanti. Il documento pubblicato oggi vuole “comunicare chiaramente che l’impegno della banca di raggiungere l’obiettivo del 2% il più presto possibile non è cambiato affatto, anche se la data prevista per il raggiungimento del 2% è stata rivista”. I verbali, in pubblicazione fra qualche settimana, confermeranno che la BoJ manterrà il proprio bias espansivo fino a quando non sarà chiaro che l’inflazione è in dirittura di arrivo verso il 2%.
Cina. L’inflazione dei prezzi al consumo è scesa dello 0,2% m/m in aprile portandosi a 1,8% a/a da 2,1% in marzo, grazie al calo dei prezzi degli alimentari (-1,9% m/m dopo il calo del 4,9% m/m in marzo) e al rallentamento dell’inflazione nel comparto dei prezzi di medicinali e servizi sanitari e di quello di istruzione e spettacolo. I dati sull’inflazione sono in linea con il calo delle componenti prezzi dei PMI nei primi mesi del 2017, e confermano l’allentamento delle pressioni inflative che dovrebbe continuane nel corso dell’anno. L’evoluzione delle tensioni commerciali con gli USA e del quadro geopolitico in Medioriente pone tuttavia dei rischi al rialzo sui prezzi delle materie prime, e dunque sul comparto dei prezzi degli alimentari e dei carburanti.
Fonte: BONDWorld.it
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