Intesa Sanpaolo. – L’indice ESI della Commissione europea è sceso meno del previsto a giugno a 112,3 da un precedente 122,5. In media, nel secondo trimestre,…
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di Anna Grimaldi senior economist della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo
l’indice ESI si è attestato a 112,5 da 114,0 dei primi mesi dell’anno.
– I cali incrementali nel secondo trimestre dell’ ESI e di altre indagini di fiducia presso le imprese confermano che il picco di questo ciclo è alle spalle e che la crescita del PIL si stabilizzerà probabilmente a poco meno di 0,4% tt, il ritmo di espansione registrato nei primi mesi dell’anno.
– La disaggregazione settoriale rivela che il calo dell’indice sintetico a giugno è spiegato da un peggioramento della fiducia dei consumatori (-0,3 a -0,5) e da un morale meno euforico nelle costruzioni (da -1,5 a 5,6) dopo mesi in continuo aumento. La fiducia delle imprese è rimasto invariata nel manifatturiero (a 6,9) e nei servizi (14,4) mentre è risalita leggermente nel commercio al dettaglio (0,8 da 0,7)
– I dettagli dell’indagine mostrano un calo della domanda in quasi tutti i settori (vedi Figura 3) ma da livelli ancora elevati.
– Per quanto riguarda i prezzi di vendita, le attese per i prossimi mesi sono cresciute nell’industria e nei servizi, sono rimaste sostanzialmente invariate nel commercio al dettaglio. Le aspettative di prezzi più alti o stabili nei servizi e nel commercio al dettaglio, settori più legati alla dinamica della domanda interna, suggeriscono che la ripresa sta lentamente alimentando pressioni sui prezzi interni (cfr. Grafico 4). Stamane le stime flash hanno mostrato un aumento nell’inflazione spagnola e italiana. Nel primo pomeriggio (14:30), le stime per la Germania dovrebbero mostrare un calo dell’inflazione di 0,1 al 2,1%. Finora l’aumento dell’inflazione è dovuto principalmente al rimbalzo della componente energetica, ma i maggiori costi energetici e la solida crescita economica, unitamente a una crescita salariale più forte in alcuni paesi, dovrebbero alimentare un lento aumento dei prezzi core verso l’1,5 % – 1,6% entro la fine del 2018.
– Employment expectations advanced across sectors suggesting that healthy improvement in labour market conditions and solid job creation will continue in the coming months.
– Le aspettative sull’occupazione sono avanzate in tutti i settori, suggerendo che il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e la solida creazione di posti di lavoro continueranno nei prossimi mesi. C’è margine perché gli indici di fiducia calino ulteriormente prima di temere un rallentamento di questo ciclo espansivo. Stimiamo che un livello di 100 dell’indice ESI sia compatibile con una crescita del PIL nell’area dell’euro poco inferiore all’1,0%.
– I dati di oggi sono moderatamente incoraggianti in quanto suggeriscono, in linea con l’aumento dei PMI di giugno, pubblicati lo scorso venerdì, che il rallentamento dell’attività non si sta accentuando. La decelerazione della crescita del PIL nella zona euro è arrivata prima del previsto, ma la perdita di slancio è ancora modesta e da livelli molto elevati. La crescita del PIL rimarrà sopra il potenziale nella restante parte di quest’anno e molto probabilmente per la maggior parte del 2019.
Fonte: BONDWorld.it
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