Ieri sui mercati: L’annuncio dell’accordo fra l’amministrazione Obama e l’opposizione repubblicana sulla proroga dei sussidi e una serie di sgravi fiscali (v. sotto) ha stimolato un forte aumento dei rendimenti obbligazionari. Il rendimento della T-Note decennale è balzato al 3,26%; il rendimento del Bund decennale ….
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Da seguire:
Area euro
– Nessun dato di rilievo
Stati Uniti
– Nessun dato di rilievo
Ieri sui mercati
L’annuncio dell’accordo fra l’amministrazione Obama e l’opposizione repubblicana sulla proroga dei sussidi e una serie di sgravi fiscali (v. sotto) ha stimolato un forte aumento dei rendimenti obbligazionari. Il rendimento della T-Note decennale è balzato al 3,26%; il rendimento del Bund decennale ha toccato il 3,0%, trascinandosi dietro anche il resto del mercato europeo. Spread sovrani nella zona euro in calo sulla scia del passaggio del budget irlandese: Irlanda -18pb a 540pb, Grecia -8pb, Spagna -3pb a 225pb, Italia -4pb a 153; in controtendenza il solo Portogallo, +15pb a 329, ma dopo un calo vertiginoso che aveva già riportato lo spread ai livelli di fine ottobre. Volatilità sostenuta sul cambio euro/dollaro, ma con valori medi stabili fra 1,32 e 1,33; forte la sterlina sul dollaro (1,583), mentre quest’ultimo rimbalza nettamente sullo yen (83,8). Ben sostenuti i corsi delle materie prime: le quotazioni del petrolio hanno superato quota 90 dollari.
Area euro
– Irlanda. Il Parlamento ha approvato il budget 2011 con 82 voti a favore e 77 contrari, spianando la strada all’implementazione del programma di sostegno UE-FMI.
– L’Ecofin ha dato il via libera al piano di sostegno all’Irlanda, come atteso. Riguardo alla riforma della governance economica, è stata fissata all’estate 2011 la data limite per raggiungere un compromesso fra Parlamento Europeo e Consiglio sulle proposte di regolamento comunitario, mentre la parte concernente il sistema di gestione delle crisi sarà ridiscussa al Consiglio Europeo del 16-17 dicembre “con l’idea di prendere una decisione definitiva”. Nel documento finale non vi è traccia della proposta di gestione comunitaria delle emissioni sovrane: come Juncker ha lamentato, infatti, la Germania ha “respinto l’idea ancor prima di esaminarla”.
– Germania. La produzione industriale è balzata ben oltre le attese di consenso, con un aumento di +2,9% m/m ad ottobre dopo essersi contratta il mese precedente di -1,0% m/m. Sull’anno l’output ha accelerato a 11,7% a/a da 7,7% a/a.
– Germania. Gli ordini all’industria ad ottobre sono rimbalzati di 1,6% m/m dopo il crollo (-4,0% m/m) del mese precedente. Sull’anno, gli ordini hanno accelerato a 18,1% a/a da 13,9% a/a. Inaspettatamente sono cresciuti più gli ordini domestici (+2,4% m/m) che gli ordini dall’estero (+0,8% m/m)..
Stati Uniti
– Il presidente Obama ha presentato una proposta di compromesso fiscale con i repubblicani che elimina ogni rischio di restrizione fiscale nel 2011-12, con misure complessivamente pari a circa 920 miliardi di dollari. Se si troverà un accordo anche con i democratici e il pacchetto verrà approvato, gli Stati Uniti saranno l’unico paese industrializzato nel 2011 ad avere una politica fiscale e una politica monetaria ambedue espansive. Le novità di politica fiscale ci porteranno probabilmente a rivedere verso l’alto la crescita prevista per il 2011 da 2,5% verso il 2,8%. Segnaliamo però che la decisione di attuare misure con effetti devastanti sul deficit del prossimo biennio (che resterebbe probabilmente vicino al 9% del PIL) senza toccare in alcun modo il nodo della sostenibilità di lungo termine dei conti federali espone gli Stati Uniti a problemi fiscali crescenti dal 2012 in poi.
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Comunicazioni importanti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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