Market Close: CDS 5Y irlandesi e portoghesi su livelli record

– Sul monetario Euribor in calo su tutte le scadenze ad eccezione del tasso a 12M in leggera risalita; l’Euribor 1M fissa lo 0,754%. Sostanzialmente invariato il Libor USA sulle scadenze a breve, in leggero ribasso su quelle a lunga. Jean-Calude Trichet intervenuto nella sua veste di numero uno del Global Economy Meeting ha dichiarato che l’economia mondiale sta registrando …


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita

Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


«una ripresa migliore delle precedenti stime anche se resta più forte nei paesi emergenti e che «il consolidamento dei bilanci pubblici nel mondo è un elemento molto importante» cosi come è importante «tenere sotto controllo le aspettative di inflazione «. Secondo indiscrezioni la Bce sarebbe intervenuta oggi sul mercato acquistando bond portoghesi ed irlandesi.
– In Area Euro rendimenti in ribasso su tutta la curva; in ribasso anche i rendimenti USA, in particolare sul lungo periodo, mentre in Italia rialzo marcato per il 10Y. Ancora timori per quanto concerne la situazione dei debiti sovrani dei paesi dell’Area Euro con il Belgio che si aggiunge alla lista dei sorvegliati speciali. I differenziali di rendimento vs bund 10Y continuano ad allargarsi in Italia e Spagna (il differenziale di rendimento fra il decennale italiano e quello tedesco è tornato intorno alla soglia psicologica dei 200pb), mentre si riducono in Grecia, Irlanda e Portogallo. Continua a salire il costo per assicurarsi contro un eventuale default dei periferici dell’Area, con i CDS 5Y di Portogallo ed Irlanda verso livelli record, sui timori che i costi di funding per questi paesi stiano risultando insostenibili. In controtendenza il CDS greco.
– La moneta unica recupera leggermente intorno 1,295$, ma non lontano dai minimi da quattro mesi sul biglietto verde. Euro debole contro Yen.
– Tra le commodity in rialzo il petrolio (+1,4%) dopo la mancata riapertura della Trans-Alaska Pipeline, conduttura che porta il 15% della produzione statunitense. Sostanzialmente stabile l’oro. In rialzo frumento (+0,7%) e mais in scia a previsioni meteo sfavorevoli che potrebbero comprometterne i raccolti in Brasile ed Argentina.


Discaimer

discaimer

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.