– Sul monetario torna a salire Euribor su tutte le scadenze ad eccezione del tasso a 3M rimasto sostanzialmente invariato; l’1M fissa a 0,754%. Invariato il Libor USA sulle scadenze a …
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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breve, in leggero ribasso su quelle a lunga. La BC thailandese ha incrementato il costo del denaro dello 0,25% portandolo al 2,25% per contenere i rialzi dei prezzi in atto nel Paese.
– In Area Euro rendimenti in rialzo su tutta la curva, con movimento più marcato sul segmento a lunga scadenza. Andamento analogo per i rendimenti USA mentre continua a scendere il 10Y italiano ed in misura decisamente maggiore il 2Y. L’attesa asta dei titoli di stato portoghese ha superato il test dei mercati: il governo lusitano ha collocato €599Mln di titoli scadenza 2020 con rendimenti in calo, ed altri 650Mln di euro di bond scadenza 2014 con rendimenti in rialzo; buoni i bid-to-cover. Secondo gli analisti ed anche secondo Axel Weber è prematuro l’ottimismo sul contenimento della crisi del debito, visto che gran parte del successo dell’asta odierna dipende dal ruolo molto più attivo che recentemente ha assunto la BCE comprando bond lusitani nel tentativo di abbassarne i rendimenti. Concluse con successo anche le aste odierne di titoli tedeschi. Per il secondo giorno consecutivo si riducono i differenziali di rendimento vs bund 10Y di tutti i periferici dell’Area, in particolare in Grecia, Irlanda e Portogallo. In calo i CDS 5Y degli stessi paesi, particolarmente quello ellenico.
– La moneta unica risale sopra quota 1,305 contro dollaro. L’euro avanza nei confronti delle principali controparti ma rimane poco mossa contro la sterlina.
– Tra le commodity continua a salire il petrolio a New York (+1,2%) dopo che il consueto report DoE ha evidenziato un calo maggiore del previsto delle scorte americane. Il caffè raggiunge i massimi dal 1997; sale anche il frumento (+2%) ed i rame (+1,4%).
Discaimer

Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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