Market Close: L’Euribor continua a salire

– Sul monetario sale l’Euribor su tutte le scadenze con il tasso ad 1 mese allo 0,780%. Invariato il Libor USA sulle scadenze a 3M e 6M, in leggero ribasso il tasso a 1M, mentre sale leggermente il 12M. La BC polacca ha aumentato il costo del denaro di 25 bps al 3,75%, come da attese. La candidatura di Weber, presidente della Bundesbank e membro della BCE, alla successione di Trichet sembra acquistare peso ai danni di Mario Draghi, dopo che Belgio e Slovacchia hanno annunciato proprie candidature alla presidenza, con una mossa che rischia di incrinare il campo dei sostenitori del Governatore italiano a favore del suo collega tedesco. …


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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– In Area Euro rendimenti in ribasso con movimento più marcato sul tratto a breve della curva. Andamento analogo per i rendimenti italiani. In USA scende maggiormente il 10Y. Positiva l’asta di titoli portoghesi ad un anno in agenda oggi: raccolti 750 milioni di euro con tassi di interesse in ribasso e buon bid-to-cover. Differenziali di rendimento vs bund 10Y in allargamento in Irlanda e Grecia. In calo i CDS 5Y dei periferici dell’Area Euro, in particolare quello ellenico.
– L’Euro avanza contro le principali controparti, con la moneta unica che incrocia intorno a 1,35$. «La Germania non abbandonerà l’euro per tornare al marco»- queste le parole della Cancelliera Merkel, che respinge in modo altrettanto netto l’ipotesi di una divisione in due della moneta unica, con un Euro Nord forte ed un Euro-Sud debole. Ancora in rialzo la sterlina nei confronti del dollaro dopo i buoni dati sull’occupazione UK.
– Sul mercato delle commodity, l’oro (+0,2%) sale per il terzo giorno consecutivo sui timori di un «dollaro debole»; il platino balza ai massimi dal 2008. In ribasso il rame (-1,6%), mentre sale il gas naturale (+1,4%) sulla speculazione che il consueto report governativo in programma domani evidenzi scorte inferiori alle attese; bene il frumento (+1,5%).


Discaimer

discaimer

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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