– Sul monetario continua a crescere l’Euribor su tutte le principali scadenze, scende solo il tasso 1M che segna lo 0,924%. In discesa il Libor sulle scadenze a 6M e 12M, sale invece sul 3M. Malgrado Weber sia ormai uscito dalla corsa alla presidenza della Bce continuano le sue dichiarazioni sulla politica monetaria, con …
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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parole che mettono in evidenza la preoccupazione per i rischi inflattivi, rischi secondo quando riportato bollettino della Bce diffuso questa mattina rimangono contenuti ed in linea con la stabilità dei prezzi di medio periodo. Rimangono invariati i tassi per la BOE, fissati allo 0,50%.
– In Area Euro rendimenti benchmark tedeschi in calo su tutta la curva, ma in particolare sul tratto a breve. In aumento gli spread nei principali paesi periferici, ad eccezione del Portogallo sebbene il tasso sul titolo 10Y abbia toccato un nuovo massimo storico dopo l’introduzione dell’euro a 7,64%. La correzione, secondo rumors di mercato, giunge in seguito alla decisione della Bce di acquistare titoli del debito pubblico portoghese sul mercato. Gli operatori continuano comunque a rimanere scettici sulla capacità del paese di riuscire a fronteggiare la crisi senza ricorrere al piano di aiuti, come già successo per Grecia ed Irlanda. Intanto il governo portoghese ha già ridotto di 500Mln € l’offerta di titoli di stato con scadenza a un anno che collocherà in asta il 16 febbraio p.v. Ancora incerta la situazione irlandese. Ieri il governo irlandese ha dichiarato che l’iniezione di nuovo capitale nelle banche verrà ritardata fino all’insediamento del nuovo esecutivo (elezioni il 25 febbraio p.v.) Gli investitori temono che possa essere rinegoziato il piano di salvataggio forzando le banche ad un haircut sul debito senior.
– I timori collegati ai debiti sovrani indeboliscono la valuta unica che scambia in prossimità di 1,36 vs $. Stabile il cross nei confronti dello Yen.
– Mercato non positivo per le commodities: petrolio poco mosso malgrado l’Opec abbia rialzato le previsioni sulla domanda di petrolio, che nel 2011 crescerà dell’1,62% (contro il +1,23% precedentemente stimato) a 87,74 milioni di barili l’anno. Il frumento torna a scendere (-0,3%) dopo una settimana di rialzi; altalenante il rame che oggi segna un leggero ribasso (-0,3%).
Discaimer

Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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