L’Osservatorio sui mercati creditizi, a cura del Servizio Research di Banca MPS, fornisce un aggiornamento sulla dinamica dei principali aggregati a livello di sistema bancario (prestiti, raccolta diretta e tassi d’interesse), con un confronto a livello europeo e in relazione anche all’evoluzione del ciclo economico…..
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Raffaella Stirpe – Area Pianificazione Strategica, Research & IR
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Il lavoro si articola in 4 sezioni:
– prestiti: si analizza, con riferimento anche al mercato internazionale, l’evoluzione della totalità dei prestiti e delle sue componenti (per durata e per settori); l’attenzione quindi si sposta sugli impieghi vivi declinati per aree geografiche e regioni;
– raccolta diretta: si studia l’andamento della raccolta bancaria confrontandolo con quello europeo, si osservano anche le dinamiche delle varie componenti (PCT, obbligazioni, conti correnti); si ha poi il focus sull’evoluzione dei depositi sul territorio nazionale (aree geografiche e regioni);
– tassi di decadimento: si utilizza tale indice per dare un quadro sulla qualità del credito, sia a livello settoriale che territoriale;
– tassi d’interesse: si esamina l’andamento dei tassi d’interesse attivi distinguendo tra nuove operazioni e consistenze, famiglie e imprese, particolari forme d’impiego (credito al consumo, prestiti per acquisto abitazione). Per i tassi d’interesse passivi si osservano le evoluzioni delle varie forme tecniche (obbligazioni, conti correnti, ecc.). Si dà evidenza anche dei margini (mark-up e mark-down) e degli spread.
Fonte dei dati: i dati esposti nelle tavole e nei grafici dell’Osservatorio si basano su elaborazioni del Servizio Research delle seguenti fonti esterne: Banca d’Italia, BCE, ABI, Istat.
NOTA METODOLOGICA e FONTI
Le dinamiche dei principali aggregati di bilancio delle banche dal mese di giugno 2010 sono state stimate depurandole dall’effetto delle modifiche intervenute con il recepimento del Regolamento BCE/2008/32 nelle segnalazioni statistiche di vigilanza. L’applicazione del regolamento ha determinano un incremento a giugno 2010 dei “Prestiti a residenti nell’area dell’euro” per circa 65,3 miliardi di euro (di cui: 6,1 miliardi di euro riferito a “Prestiti a società non finanziarie residenti in Italia” e 58,8 miliardi a “Prestiti a famiglie residenti in Italia”) da attribuire a prestiti cartoralizzati o altrimenti ceduti, che non soddisfano i criteri di cancellazione previsti dai principi contabili internazionali (IAS), in analogia alla redazione dei bilanci. L’applicazione di tali criteri ha comportato la re-iscrizione in bilancio di attività precedentemente cancellate. Si è registrato, inoltre, sempre a giugno 2010 un incremento della voce “Depositi con durata prestabilita oltre i due anni” per circa 151 miliardi da attribuire a somme rivenienti da cartolarizzazioni e altre cessioni dei prestiti utilizzate per finanziare le “attività cedute e non cancellate” e dall’acquisto di titoli delle proprie cartolarizzazioni non cancellate.
Anche la rilevazione dei tassi di interesse, a partire da giugno 2010, è stata modificata come previsto dal regolamento BCE/2009/7, portando una discontinuità nelle serie storiche. Da questa data, infatti, i tassi sui prestiti escludono oltre alle sofferenze e alle posizioni ristrutturate anche gli incagli (partite deteriorate). Inoltre, fino a maggio 2010, per la rilevazione del tasso c/c attivi, sono assimilati ai c/c attivi gli anticipi su effetti, altri titoli di credito e documenti sbf e gli anticipi per operazioni di factoring. Da giugno 2010 il tasso sui conti correnti attivi include tali operazioni limitatamente ai prestiti rotativi (*)
. Infine le carte di credito, in precedenza comprese nel credito al consumo, sono incluse nella voce conti correnti attivi e pertanto non sono comprese tra le nuove operazioni ma solo nelle consistenze .
(*) Prestiti rotativi: finanziamenti utilizzabili dal debitore senza preavviso, nei limiti di credito approvati, per i quali non c’è obbligo di rimborso periodico dei fondi, e il cui margine disponibile si ricostituisce in funzione dei rimborsi effettuati
Key Points
– A dicembre 2010, la dinamica dei prestiti bancari ai residenti in Italia ha fatto registrare un tasso di crescita tendenziale pari al +4,3%, in lieve calo rispetto a novembre +4,7%, ma in deciso aumento rispetto a dicembre 2009 +2,2%. L’accelerazione ha interessato sia i prestiti a medio lungo termine (+3,9% a dicembre e novembre 2010, +3% a dicembre 2009), che a breve termine +5% a dicembre rispetto al +0,5% di un anno prima.
– I prestiti alle imprese hanno continuato la loro crescita, facendo registrare un +2,3% a dicembre (-2,3% a dicembre 2009); hanno contribuito alla performance soprattutto i prestiti a lungo termine (oltre 5 anni, +6,6% a dicembre 2010, +5,5% a dicembre 2009). Resta sostenuto l’andamento dei finanziamenti alle famiglie, con un +7,6% anche se in calo dopo il massimo raggiunto ad agosto (+8,6%). I tassi di crescita dei prestiti alle imprese e alle famiglie in Italia sono i più alti tra i principali paesi europei.
– Per gli impieghi vivi, a fronte di un tasso medio nazionale del +3% al totale clientela, le aree che contribuiscono maggiormente alla crescita sono il Nord Est (+4%) e il Mezzogiorno (+3,6%). Questo andamento viene rispecchiato anche negli impieghi ai settori produttivi (Italia +1,6%, Nord Est +3,4%, Mezzogiorno +3,5%).
– A dicembre 2010 il tasso annuo di crescita della raccolta bancaria è di +2,8% (+8,3% a dicembre 2009). La componente che traina la crescita è quella dei pronti contro termine (+82,6% a dicembre 2010, – 26,7% a dicembre 2009), mentre si conferma la debolezza delle obbligazioni (-1,7% a dicembre) e dei conti correnti per i quali da novembre 2010 è iniziata una crescita negativa (-2% a dicembre).
– Il tasso di decadimento, nel terzo trimestre del 2010 ha finalmente arrestato la sua crescita che proseguiva da ben 2 anni. L’indice migliora per le imprese (2,63% a settembre 2010, 2,65% a giugno 2010), mentre continua a crescere per le famiglie (1,55% a settembre, 1,49% a giugno). Tra le aree geografiche quella che risulta ancora in difficoltà è il Mezzogiorno, per le imprese presenta, infatti, tassi di decadimento ben al di sopra della media nazionale (4,2% del Mezzo giorno, 2,62% dell’Italia).
– A dicembre 2010, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti in essere a famiglie e società non finanziarie (3,62%), è sceso sia rispetto al mese precedente (3,65% a novembre), sia rispetto al dicembre 2009 (3,76%). Anche i tassi sui prestiti in essere della componente delle imprese e di quella delle famiglie, sono scesi (per le famiglie 4,31% a dicembre, 4,35% a novembre; per le imprese 3,15% a dicembre, 3,17% a novembre).
– Continuano invece lentamente a salire sia i tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese, 2,79% a dicembre rispetto a 2,73% di novembre; sia quelli su nuove operazioni alle famiglie 2,97% a dicembre, rispetto a 2,88% di novembre.
– In leggero rialzo anche il tasso sui depositi (inclusi PCT) in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie: a dicembre 2010 è risultato pari a 0,70% rispetto allo 0,68% di novembre. È lievemente aumentato anche il tasso delle operazioni pronti contro termine, passato dall’1,47% di novembre all’1,58% di dicembre 2010, e il rendimento delle obbligazioni bancarie: dal 2,87% al 2,91%.
– Lo spread complessivo, differenziale fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie, è risultato a dicembre 2010 pari a 2,21% in ribasso rispetto a novembre 2010 (2,28%). Anche lo spread a breve ha avuto un calo a dicembre (3,61%), dopo che a novembre aveva raggiunto quota 3,70% .
Prestiti
A dicembre 2010, la dinamica dei prestiti bancari ai residenti in Italia, corretti per l’effetto delle cartolarizzazioni, ha fatto registrare un tasso di crescita tendenziale pari al +4,3%, in leggero calo rispetto a novembre (+4,7%), ma in deciso aumento rispetto a dicembre 2009 (+2,2%).
Considerando la disaggregazione per durata, si nota come il segmento a medio lungo termine (oltre 1 anno) si è mantenuto stabile rispetto a novembre (+3,9%); quello a breve termine (fino a 1 anno) ha fatto segnare una crescita del +5,0%, in calo però rispetto al mese precedente +6,2%. La componente a medio lungo termine è quella che pesa di più sul totale prestiti: 66,8% a dicembre (65,9% a dicembre 2009); nel biennio2008-2010 però, la componente dei prestiti a breve termine ha registrato un CAGR più alto (+3,69%) rispetto a quella dei prestiti a m/l termine (+3,47%).
La variazione congiunturale dei prestiti è stabilmente in territorio positivo. Nonostante un calo a dicembre (+1,5%) rispetto a settembre (+2,4%), il trend trimestrale sembra essere ancora impostato positivamente; ci si aspetta quindi un ulteriore rafforzamento nel breve periodo.
Prestiti per settori
Alla fine del 2010 l’ammontare dei prestiti al settore privato del sistema bancario italiano è risultato pari a 1.402 miliardi di euro; rispetto a fine 2009 il flusso netto di nuovi prestiti è stato di circa 57 miliardi di euro. A dicembre 2010 resta sostenuto l’andamento dei finanziamenti alle famiglie, con un +7,6% anche se in calo dopo il massimo raggiunto ad agosto (+8,6%). I finanziamenti alle imprese hanno proseguito la loro fase di ripresa con un +2,3%, a dicembre, dopo aver iniziato il 2010 con valori attorno al -3%.
Prestiti a Imprese: la dinamica di tali finanziamenti in Italia risulta superiore sia all’Area Euro (-0,4%), sia agli altri principali paesi europei, quali la Germania (-0,9%) e la Francia (+1,4% a dicembre, ma in calo rispetto a novembre 2010).
Prestiti a Famiglie: il tasso di crescita tendenziale dei finanziamenti alle famiglie pari al +7,6%, risulta il migliore fra i principali Paesi dell’Area Euro. In particolare, hanno segnato un incremento del +4,2% nella media Area Euro, del +0,6% in Germania, del +6% in Francia. La crescita è stata determinata soprattutto dai mutui per l’acquisto di abitazioni il cui tasso annuo di crescita è risultato, in Italia, pari al +7,5% (superiore a quanto osservato nella media Area Euro: +4,3%.)
Prestiti e ciclo economico
A dicembre i prestiti a società non finanziarie in Italia (+2,3%) hanno avuto una maggiore tenuta rispetto a quelli dell’Area Euro (-0,4%), nonostante il Pil nazionale sia cresciuto meno di quello europeo (+1,3% italiano contro il +2,0% area euro).
Rispetto alle variabili reali, si nota come il sostegno creditizio non sia mancato nel periodo più acuto della crisi. La produzione industriale ha preceduto la risalita degli impieghi, ma a settembre 2010 sebbene riporti una crescita del +4,4% ha subito una rallentamento rispetto a giugno 2010 (+8,2%). Continua, invece il ritmo di crescita sia degli investimenti (+5% a settembre, +3,4% a giugno) che delle esportazioni (+8,7% a settembre, +8,1% a giugno).
Determinanti della domanda di prestiti delle SNF(var% a/a)
Focus: Impieghi vivi per area geografica
La variazione annua degli impieghi vivi a clientela residente in Italia, a dicembre 2010, è pari a +3%; contribuiscono a tale risultato soprattutto il Nord Est e il Mezzogiorno, rispettivamente con il +4% e il +3,6%. Nel Nord Ovest il tasso di crescita è pari al +2,8%, mentre nel Centro al +1,9%.
L’andamento degli impieghi nel Mezzogiorno si mantiene al di sopra della media nazionale, anche se da settembre 2010 lo spread si sta riducendo; al di sotto della media nazionale sono il Nord Ovest e il Centro. Il Nord Est invece ha avuto un andamento pressoché coincidente con quello nazionale, ma da giugno 2010 ha registrato un ritmo di crescita superiore.
Focus: Impieghi vivi per settori e regioni
Gli impieghi vivi a famiglie consumatrici a dicembre 2010 hanno avuto una crescita del +6,9%. Le regioni che hanno registrato un tasso di crescita al di sopra di quello nazionale sono state soprattutto quelle del Centro (Toscana, Marche e
Lazio). Le altre aree sono sotto la media nazionale, con qualche eccezione (Liguria +8,9%, Abruzzo e Molise +8%).
Il trend dei settori produttivi a dicembre 2010 fa registrare ancora un dato positivo +1,6% (+1,1% a novembre). Ciò è spiegato in gran parte dalla buona dinamica delle piccole imprese (+4,9%); mentre per le imprese medio grandi la crescita è ancora lenta +0,8%. Quasi tutte le regioni registrano un tasso di crescita positivo (da segnalare Liguria e Calabria +6,3%, Puglia +5,4%). Il Centro continua invece una crescita negativa con il Lazio che fa registrare -2,7%.
Raccolta diretta
Anche a dicembre si conferma il rallentamento nella crescita della raccolta bancaria. Il dato tendenziale di dicembre è di +2,8% contro il +3,4% di novembre; quello congiunturale si ripresenta positivo dopo che ad agosto e settembre aveva fatto registrare variazioni negative (+1,9% a dicembre, -0,8% a settembre).
Nonostante il contenuto livello dei tassi di interesse, nel confronto internazionale, si conferma il miglior andamento dei depositi (inclusi pronti contro termine) delle banche italiane rispetto alla media dell’Area euro. A giugno 2010, il gap è arrivato fino a 8 punti percentuali, ma si sta lentamente riducendo sia a causa di un rallentamento nella crescita dei depositi italiani (+5,8 a dicembre, +6,5% a settembre) che di una lenta ripresa in quelli dell’area euro (+2,1 a dicembre, +2% a settembre) .
Raccolta diretta – componenti
A dicembre 2010, l’aggregato complessivo della raccolta delle banche italiane a clientela residente (depositi in conto corrente, depositi con durata prestabilita, depositi rimborsabili con preavviso, pronti contro termine e obbligazioni), ha fatto registrare un tasso di crescita tendenziale pari al +2,8%, (+3,4% a novembre 2010, +8,3% a dicembre 2009).
L’osservazione delle diverse componenti mostra come i depositi da clientela residente (PCT inclusi) abbiano registrato un tasso di crescita pari a +5,8% (in calo rispetto al +6,1% di novembre 2010 ); mentre si continua a registrare la debolezza delle obbligazioni (incidenza sul totale raccolta pari a 38,8%) la cui variazione annua a dicembre è risultata pari a -1,7% (-0,4 % a novembre 2010, +10,7% a dicembre 2009), il dato peggiore degli ultimi 3 anni.
I pronti contro termine (incidenza su totale raccolta pari a 7,5%) confermano la forte ripresa che avevano avuto dall’inizio del 2010: a dicembre tale aggregato ha segnato una crescita annua di circa +83% (+80% a novembre 2010, +45% ad ottobre). Da novembre, per i conti correnti (incidenza sul totale raccolta pari a 36%) è iniziata una crescita negativa confermata anche a dicembre -2%; la variazione congiunturale a dicembre però è tornata ad essere positiva (+1,7%) dopo ben 5 mesi di crescita negativa. Positivo è invece l’andamento dei depositi con durata prestabilita (incidenza sulla raccolta uguale al 2,7%) e rimborsabili con preavviso (incidono per il 13,4% sul totale raccolta) che a dicembre 2010 hanno avuto una crescita annua pari rispettivamente a +7,3% e +8,5%.
Focus: Depositi (con PCT) per area geografica
A dicembre 2010, la variazione annua dei depositi a clientela residente in Italia è pari a +7,9%; contribuisce a tale risultato soprattutto il Centro con il +27,5%, crescita giustificata essenzialmente dalle consistenti operazioni di Pronti Contro Termine del settore “enti preposti al funzionamento del mercato” (es: Cassa di Compensazione e Garanzia) che insiste nella provincia di Roma. L’area mantiene un andamento costantemente al di sopra della media nazionale. Da evidenziare che l’aggregato territoriale dei depositi differisce da quello sul totale nazionale per l’assenza dei dati della Cassa Depositi e Prestiti.
Il Nord Ovest e il Mezzogiorno hanno fatto registrare dei tassi di crescita negativi (-1,6%, -1,5%). L’andamento di queste due aree geografiche dal dicembre 2008, risulta comunque essere sempre al di sotto della media nazionale. Il Nord Est, con una crescita del +6,4%, fino a giugno 2010 ha mantenuto un andamento a tassi inferiori alla media nazionale; il forte aumento di giugno 2010 (+17%) è da ricondursi all’accresciuta attività di società veicolo (con sede legale in Veneto), dopo l’attuazione del Regolamento BCE2008/32.
Depositi (con PCT) per settori e regioni
I depositi a famiglie consumatrici a dicembre 2010 hanno avuto un tasso di crescita negativo -2,4%. Le uniche regioni che hanno riportato un valore positivo sono il Lazio (+0,3%) e l’Abruzzo (+0,2%). Le altre hanno avuto tassi di crescita
negativi anche al di sotto della media nazionale, da segnalare l’Emilia Romagna con -5,9%. I depositi alle imprese hanno registrato un +1%. Le aree del nord riportano entrambi tassi di crescita positivi (Nord Ovest +4,4%, Nord Est +5,2%), spinti soprattutto dal Piemonte (+8,5%) e dal Friuli Venezia Giulia (+9,6%); il Centro e il Mezzogiorno hanno invece un tasso di crescita negativo , rispettivamente -6,3% e -1,6%; da evidenziare il Lazio con – 10,8%.
Tasso di decadimento
Per quanto riguarda la qualità del credito, si analizza il tasso di decadimento, cioè il rapporto tra il flusso di nuove sofferenze e prestiti in essere. Dopo circa due anni di continua accelerazione, tale indice si è stabilizzato nel corso del 2010: nel secondo e terzo trimestre, infatti, si è mantenuto stabile intorno al 2,06%.
Le imprese (incluse le famiglie produttrici) che hanno sempre mostrato un trend più marcato di crescita, a settembre 2010 hanno invece evidenziato un leggero calo: 2,63% rispetto al 2,65% di giugno. Per le famiglie consumatrici il trend è ancora in rialzo, 1,55% a settembre 2010 (1,49% di giugno), anche se si mantiene sempre al di sotto della media nazionale.
Lo spaccato territoriale dell’indice per le società non finanziarie mostra andamenti diversi a seconda dell’area geografica. Le aree del Nord fanno registrare un calo del tasso (1 punto base sia per il Nord Ovest che per il Nord Est). Il Centro e il Mezzogiorno invece continuano a crescere, il primo passa da 2,6% a 2,8%; e il secondo supera il 4%, aumentando di 25 punti base su giugno 2010, e restando ben al di sopra delle altre aree (tra Nord Ovest e Mezzogiorno si ha uno spread di circa 2 punti percentuali). Il sistema produttivo del Nord sembra avere quindi una maggiore resistenza nelle fasi di crisi e una migliore capacità di ripresa; al Sud è invece ancora in atto un’acuta fase di sofferenze.
Tassi d’interesse attivi – consistenze
A dicembre 2010, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti in essere a famiglie e società non finanziarie, è sceso sia rispetto al mese precedente (3,65% a novembre), sia rispetto al dicembre 2009 (3,76%). Anche i tassi dei prestiti in essere delle imprese e delle famiglie, hanno registrato un lieve calo a dicembre 2010; i primi si sono stabilizzati attorno al 3,15% e i secondi attorno al 4,31%. Eseguendo il confronto con i tassi sulle consistenze dell’Area euro, si nota come i tassi applicati in Italia sia alle imprese che alle famiglie siano al di sotto di quelli europei; per le imprese abbiamo a dicembre un 3,15% contro il 3,44% dell’area euro, mentre per le famiglie un 3,5% italiano contro il 3,7% dell’area euro.
Tassi d’interesse attivi – nuove operazioni
In lieve rialzo, i tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese: a dicembre 2010 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 2,79% (2,73% a novembre 2010). In leggero calo i tassi sulle operazioni fino a 1 milione 3,24% a dicembre rispetto a 3,31% a novembre 2010; continuano invece a crescere i tassi sulle operazioni oltre un milione 2,56% a dicembre, 2,39% a novembre.
Il tasso sui prestiti in euro alle famiglie sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni continua a risalire (2,97% a dicembre), dopo il minimo toccato a giugno (2,52%); il TAEG su questo tipo di operazioni è sempre stato in linea con il tasso applicato, da ottobre si è leggermente distaccato (3,18% a dicembre). Il tasso sulle nuove operazioni di credito al consumo prosegue invece a calare, arrivando per la prima volta dopo 4 anni sotto il 7% (6,69% a dicembre); il TAEG, dopo il brusco calo di giugno 2010, sembra stabilizzarsi a dicembre intorno all’8,33%.
Tassi d’interesse passivi
Il tasso sui depositi in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie, a dicembre 2010 (0,70%) è aumentato di un solo punto base rispetto a novembre (0,69%) e di soli 2 pp rispetto al dicembre 2009 (0,68%). Nel 2010 ha avuto un andamento oscillante, registrando il valore minimo a maggio 2010 (0,59%).
I tassi sui conti correnti sono passati dallo 0,28% di gennaio allo 0,36% di dicembre (+8 punti base in 12 mesi). In particolare negli ultimi mesi, è aumentato sia il tasso delle operazioni pronti contro termine, che è passato dall’1,47% di novembre all’1,58% di dicembre, sia il rendimento delle obbligazioni bancarie: dal 2,87% al 2,91%. Il tasso medio della raccolta bancaria da clientela (che comprende il rendimento dei depositi, delle obbligazioni e dei pronti contro termine in euro applicati al comparto delle famiglie e società non finanziarie), si è collocato a dicembre 2010 all’1,52% (1,48% a novembre 2010 e dicembre 2009).
Margini e spread
Il mark-down, dopo l’attesa risalita partita nell’estate 2010 (è passato da 0,17% a giugno a 0,49% a novembre), ha fatto registrare un leggero calo passando a 0,45% a dicembre.
Il mark-up invece (che risente anche di una discontinuità statistica per effetto delle nuove segnalazioni di vigilanza), ha continuato a scendere dall’inizio del 2010, arrivando a dicembre a 3,16%, ben 63pb in meno rispetto a gennaio 2010.
Lo spread complessivo, differenziale fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie, è risultato a dicembre 2010 pari a 2,21% (26 punti base al di sotto del valore di dicembre 2009) in ribasso anche rispetto a novembre 2010 (2,28%). Il valore di dicembre 2010 è la risultante di un valore del 3,73% del tasso medio dell’attivo con clientela famiglie e società non finanziarie e di un livello dell’1,52% del costo medio della raccolta da clientela rappresentata da famiglie e società non finanziarie. Anche lo spread a breve ha avuto un calo a dicembre (3,61%), dopo che a novembre aveva raggiunto quota 3,70% (3,90% a dicembre 2009).
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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