La BCE ha dato inizio a un ciclo moderato di rialzi. I rischi per la dinamica inflazionistica sono ancora verso l’alto e i tassi bassi su tutte le scadenze…….
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La politica monetaria rimane ancora accomodante, la BCE, quindi, “monitorerà strettamente” i rischi per la dinamica inflazionistica futura. Continuiamo a vedere altri due rialzi di 25pb di qui a fine anno.
La BCE, come largamente atteso, ha alzato il tasso principale di rifinanziamento di 25pb all’1,25%. Come in passato, la BCE ha mosso simmetricamente di 25pb anche il tasso marginale di rifinanziamento (al 2,0%) e il tasso sui depositi (allo 0,5%). L’ampiezza del corridoio di oscillazione del tasso Eonia rimane, quindi, di 150 punti base. La BCE ha discusso la possibilità di riallargare il corridoio a 200 punti base, ma Trichet ha lasciato intendere che i tempi non sono stati giudicati maturi. Come a marzo scorso, la BCE giudica ancora come bilanciati i rischi sulla crescita ma continua a vedere rischi verso l’alto per l’inflazione. I principali rischi per la dinamica del CPI derivano ancora dalle commodity e da eventuali rialzi della tassazione indiretta e prezzi amministrati.
A nostro avviso il rialzo di aprile non rimarrà isolato, ma è il primo di un moderato ciclo di rialzi (Trichet al riguardo si è mantenuto la massima flessibilità, dichiarando che la BCE non ha deciso se il rialzo sarà il primo di una serie). Nel comunicato stampa si legge che “l’aggiustamento dell’attuale stance di politica monetaria particolarmente accomodante è garantito alla luce dei rischi per la stabilità dei prezzi”…”rimane di cruciale importanza che i recenti rialzi della dinamica inflazionistica non alimentino pressioni inflative più diffuse e non generino un rialzo delle attese d’inflazione”. La BCE nota inoltre che la dinamica degli aggregati monetari è in recupero anche se rimane su livelli moderati. Tuttavia, lo stock di liquidità accumulato nel sistema prima della crisi rimane ampio e può contribuire ad alimentare nel medio termine pressioni sulla dinamica dei prezzi.
Con tassi ancora bassi su tutte le scadenze, la politica monetaria rimane accomodante. La BCE quindi monitorerà da vicino i rischi per la dinamica futura dei prezzi al consumo. Nel ciclo rialzista del 2005, l’espressione monitor closely veniva alternata alla strict vigilance per segnalare una pausa nel sentiero di rialzi. Ci aspettiamo quindi tassi fermi quantomeno alla riunione di maggio. La retorica usata dalla BCE lascia la porta aperta a interventi sui tassi anche prima dell’estate. Tuttavia, il nostro scenario centrale vede il refi a 1,75% per fine anno e quindi al 2,0% per marzo 2012. Dopo di allora, la BCE vorrà fare una pausa più lunga per verificare gli sviluppi sul fronte dell’inflazione e della crescita.
La scelta della BCE si conferma di natura preventiva dal momento che ad oggi il rialzo dell’inflazione è largamente spiegato dalla dinamica di energia ed alimentari. Tuttavia, rimane di cruciale importanza che l’aumento del CPI headline non si radichi in modo più diffuso dando origine a effetti di seconda battuta. Trichet ha ribadito che la BCE rimarrà “estremamente in allerta” a riguardo e si è esplicitamente appellato alle responsabilità delle parti sociali. Un moderato ciclo di rialzi ha lo scopo di portare i tassi reali in territorio marginalmente positivo per inizio 2012, ma su livelli ancora inferiori alla dinamica della domanda interna. Trichet ha notato che la decisione di rialzare i tassi potrebbe risultare sì particolarmente penalizzante per i Paesi periferici già travolti dalla crisi sul debito sovrano, che si troveranno a dover fronteggiare anche tassi più elevati (e nei quali la maggior parte dei mutui è a tasso variabile), tuttavia ha sottolineato che questi Paesi sarebbero penalizzati anche da un rialzo dell’inflazione, altresì assai probabile date le rigidità del mercato del lavoro.
La BCE è ancora in una fase di riflessione sulla natura della facility che dovrà risolvere il problema delle addicted bank. Trichet ha posto l’enfasi sulla complessità del problema data la stretta correlazione tra merito di credito sovrano e quello delle banche. In assenza di una medium term facility è difficile che la BCE voglia rimuovere il full allotment sulle operazioni di finanziamento.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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