Secondo la release preliminare diffusa dal Federal Statistical Office, la crescita reale tedesca destagionalizzata ed aggiustata per i giorni lavorativi nel primo trimestre 2011 ha registrato un’espansione dell’1.5% qoq, in fortissima accelerazione dallo 0.4% qoq di Q4 10 (non rivisto). Si tratta della crescita …
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi

congiunturale più forte da Q2 2010. Lo stesso ufficio statistico tedesco evidenzia che nel primo trimestre 2011 è stato pienamente colmato e anzi anche superato il livello di output pre-crisi. La crescita registrata nel primo trimestre dell’anno beneficia di un effetto confronto positivo con il quarto trimestre 2010, quando il GDP era stato in parte frenato da condizioni meteorologiche particolarmente fredde. Il tasso di crescita tendenziale corretto per i giorni lavorativi ha mostrato una marcata accelerazione in Q1 11 al 4.9% yoy dal 3.8% yoy del quarto trimestre. La crescita tendenziale si conferma così in area positiva per il quinto trimestre dopo cinque contrazioni consecutive. Anche il tasso di crescita tendenziale non destagionalizzato e non corretto per i giorni lavorativi ha accelerato al 5.2% yoy dal 3.8% yoy riportato nel trimestre precedente, confermando anche in questo caso una crescita positiva per il quinto trimestre dopo cinque forti contrazioni. Si tratta del tasso di crescita tendenziale più forte dalla riunificazione tedesca. Secondo l’ufficio statistico tedesco, l’andamento economico in Q1 è stato ottenuto con un incremento del numero degli occupati, saliti a 40.4 milioni (552.000 occupati in più rispetto a Q1 10).
Con la diffusione del dato di Q1 è stata diffusa anche la revisione dei dati di crescita dei quattro trimestri del 2010. Le revisioni hanno portato a minimi cambiamenti nelle crescite trimestrali, senza apportare modifiche alla crescita annuale del 2010, rimasta a 3.6%.
Anche se il dettaglio del PIL non è ancora disponibile (verrà rilasciato il 24 maggio con il dato finale), il Federal Statistical Office ha fatto sapere che su base congiunturale un forte contributo positivo è stato dato principalmente dalla domanda domestica, a sua volta trainata dall’espansione molto marcata degli investimenti in macchinari, degli investimenti in costruzioni e dei consumi privati. Anche importazioni ed esportazioni hanno continuato a crescere, ma il bilancio netto della bilancia commerciale ha dato un contributo meno marcato alla crescita del GDP complessivo.
La crescita positiva dei consumi privati annunciato dall’ufficio statistico tedesco risulta più forte delle proxy mensili dei consumi tedeschi. Le vendite al dettaglio reali, infatti, sono cresciute solamente dello 0.2% qoq in media nel trimestre. E’ comunque da notare come le retail sales tedesche non siano un’ottima proxy per la componente consumi dei dati di contabilità nazionale, in quanto non includono la parte relativa ai servizi e alle auto. Anche le immatricolazioni di auto, però, hanno messo a segno solo una modesta crescita nel trimestre (1.8% qoq). In generale, nel 2011 ci aspettiamo una ripresa dei consumi privati in Germania, sia pure modesta, favorita dal marcato miglioramento del mercato del lavoro.
Il contributo positivo degli investimenti in equipment e machinery è in linea con quanto mostrato dalla produzione industriale nel comparto manifatturiero, che in Q1 è risultata del 2.3% superiore a quella di Q4, quando a sua volta era risultata del 2.9% superiore a quella di Q3, confermando l’idea di una buona crescita degli investimenti in equipaggiamenti e macchinari. La capacità utilizzata, infatti, è tornata molto vicina ai livelli pre-crisi e le principali survey manifatturiere continuano a dare segnali di espansione. In generale ci attendiamo anche per i prossimi trimestri una forte crescita degli investimenti in strutture e macchinari, che dovrebbe essere uno dei principali driver della crescita tedesca in tutto il 2011, anche se dovrebbe in qualche modo rallentare con il progredire della ripresa.
Il contributo positivo degli investimenti in costruzioni era invece largamente atteso, favorito da un buon rimbalzo dopo che nell’ultimo trimestre 2010 questo comparto era stato fortemente penalizzato dalle condizioni climatiche particolarmente fredde e nevose. La produzione industriale in costruzioni ha infatti registrato una forte accelerazione in Q1, a 15.7% qoq da -6.3% qoq di Q4.
Come già anticipato, anche la domanda estera dovrebbe aver dato un contributo positivo, anche se più modesto. Secondo le nostre stime, le esportazioni reali (deflazionate con i prezzi alle esportazioni) hanno infatti messo a segno una crescita del 2.0% qoq, in accelerazione dallo 0.5% qoq del quarto trimestre. Nel contempo, le importazioni reali (deflazionate con i prezzi alle importazioni) hanno registrato una crescita di 0.9% qoq, in accelerazione dal -0.5% qoq di Q4. Per i prossimi trimestri ci attendiamo un proseguimento della buona crescita delle esportazioni, soprattutto verso i Paesi emergenti, sebbene a tassi inferiori rispetto a quelli visti all’inizio della ripresa a causa della moderazione del commercio globale e dell’apprezzamento dell’euro registrato negli ultimi mesi.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Da seguire:
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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