I mercati valutari: Euro: il rischio di sprofondamento sotto 1,40 dovrebbe potersi considerare scampato

Euro: il rischio di sprofondamento sotto 1,40 dovrebbe potersi considerare scampato. In caso di revisione del PIL del 1° trimestre, la sterlina dovrebbe assumere una direzionalità settimanale più marcata. Yen a range stretto: indispensabili dati statunitensi molto positivi per portare l’USD/JPY sopra 82,00…


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EUR – Questa settimana l’euro ha recuperato buona parte di quanto aveva perso la precedente. Le tensioni legate ai problemi del debito sovrano della Grecia si sono per ora ridimensionate. Il caso greco infatti resta sotto l’esame congiunto di IMF e Commissione Europea, mentre l’Ecofin ha elaborato, come da attese, il piano di aiuti per il Portogallo. E così sono tornati in primo piano i dati e il tema dei rialzi dei tassi BCE e Fed. Questi stessi punti dovrebbero dominare la settimana prossima. Il calendario dati/eventi non parrebbe segnalare una preferenza netta a favore dell’euro o del dollaro, per cui il cambio dovrebbe restare all’interno del range 1,40-1,45 EUR/USD. Complessivamente, comunque, il rischio di un calo adesso sotto 1,40 dovrebbe potersi considerare scampato. All’opposto, qualora dai primi dati di maggio – ovvero dai PMI area euro e IFO – dovessero emergere indicazioni particolarmente positive, l’euro potrebbe tentare di portarsi sopra 1,4500.

GBP – La sterlina si è indebolita ulteriormente, ma non troppo, perché i segnali, come ha ammesso la stessa BoE, restano discordanti. L’inflazione è salita molto, i dati sul mercato del lavoro invece sono stati molto negativi, mentre le vendite al dettaglio hanno sorpreso in positivo. I verbali, infine, hanno rivelato che il numero dei falchi all’interno della Banca centrale non è aumentato. Il tutto depone a favore del mantenimento di una posizione di wait and see da parte della BoE, che anche a giugno lascerà i tassi invariati. La prossima settimana il dato più importante sarà la seconda stima del PIL del 1° trimestre, con il dettaglio per componenti. A nostro avviso dovrebbe venire confermata la stima preliminare di 0,5% t/t. Eventualmente, potrebbe esserci un rischio verso il basso (un decimo di punto percentuale in meno). Se così fosse la sterlina proseguirebbe il calo intrapreso bucando verso il basso 1,6000 GBP/USD. Qualora invece ci fosse a sorpresa una revisione verso l’alto, la sterlina rimbalzerebbe verso 1,64- 1,65 GBP/USD. In entrambi i casi la direzionalità dovrebbe tendenzialmente essere la stessa contro euro.

JPY – Yen a range stretto tra 80 e 82 USD/JPY. Sarebbero necessari dati statunitensi molto positivi per portare e mantenere il cambio al di sopra di 82,00 USD/JPY.


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