Retail sales di maggio

Le vendite al dettaglio per il mese di maggio mettono a segno il primo calo congiunturale da un anno. Infatti, scendono dello 0.2% mom dopo che il dato di aprile è stato rivisto al ribasso a 0.3% mom da 0.5% mom originariamente rilevato. Sebbene il calo sia modestamente più …


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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


contenuto di quanto ci aspettassimo, ciò che risulta preoccupante è che la debolezza non è confinata alla componente Auto, impattata dalle mancate forniture dal Giappone, ma diffusa a diverse componenti. Al netto della componente Auto il risultato è stato positivo, in rialzo dello 0.3% mom dopo il +0.5% mom registrato ad aprile e rivisto oggi al ribasso da 0.6% originariamente rilevato. Le vendite al netto di Auto risultano in rallentamento negli ultimi mesi. Uguale il risultato delle vendite al netto sia di Auto che di Gas Stations, in rialzo dello 0.3% mom, stesso risultato di aprile, rivisto oggi al rialzo da 0.2% mom originariamente rilevato.
Su base tendenziale vi è un miglioramento oggi, con le vendite al dettaglio che salgono del 7.7% dopo il 7.3% di aprile, favorite da un effetto confronto favorevole (a maggio 2010 erano scese dello 0.7% mom). Al netto delle vendite di auto le vendite al dettaglio sono in rialzo dell’8.2% yoy, in accelerazione dal 6.8% yoy di aprile, grazie ad un forte effetto confronto favorevole (a maggio 2010 le vendite al dettaglio al netto di auto erano scese dell’1% mom).

La debolezza del comparto auto è risultata particolarmente pronunciata oggi, a causa del venire meno delle forniture dal Giappone, come accennato in precedenza. Infatti, la componente Auto registra un calo (-2.9% mom da -0.7% mom) in linea con il risultato delle vendite di auto nel mese (a 9.2 mln le domestiche e a 11.8 mln le totali). Si tratta del terzo calo congiunturale consecutivo in questa componente. Su base tendenziale le vendite di auto registrano una crescita del 5.4% dal 9.5% yoy di aprile, penalizzato da un effetto confronto sfavorevole.

Un rialzo più debole delle nostre attese viene dalle vendite nelle Gas Stations, salite oggi dello 0.3% mom, mentre il prezzo della benzina nel mese è salito mediamente del 2.8% mom. Il fattore di stagionalità per maggio anticipa un rialzo nel prezzo della benzina mediamente del 6% mom.

Una crescita generalmente debole viene dalle categorie di spesa più discrezionale, che hanno almeno in parte risentito del rincaro della benzina delle settimane passate, che ha lasciato minore reddito a disposizione per gli altri acquisti. Infatti, General Merchandise risulta in calo dello 0.1% mom, con un -0.7% mom nei Deparment Store ed uno 0.2% mom nei Super Store.

Un dato migliore viene dal rimbalzo nella voce Ristoranti, in rialzo dello 0.6% mom dopo il -0.8% mom di aprile. Le categorie housing related mostrano risultati complessivamente negativi. Solamente la componente Building Materials mette a segno un rialzo, salendo dell’1.2%mom dopo lo 0.5% mom di aprile. In calo invece la componente Elettronica, scesa dell’1.3% mom dopo il -1.2% mom di aprile, e la componente Arredamento, scesa dello 0.7% mom dopo il -1.2% mom di aprile. Il Retail Control Group (Retail Sales ex auto ed ex building materials) risulta oggi in rialzo dello 0.2% mom dopo lo 0.5% mom di aprile. Alla luce del dato odierno ci attendiamo un dato di Personal Spending nominale a maggio flat in termini congiunturali. Prevedendo un deflatore anch’esso flat mom, in linea con le nostre attese per il dato del CPI di domani, ci attendiamo un PCE in termini reali flat mom a maggio. Se questa previsione sarà verificata i consumi reali dovrebbe quindi vedere un ulteriore rallentamento temporaneo rispetto al 2.2% qoqa registrato in Q1. Per Q2 infatti ci aspettiamo una crescita dei consumi fra 1.0% e 1.5% qoqa, per un GDP che oggi confermiamo fra 2.0% e 2.5%.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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