H – Commento sull’attuale momento di mercato

Downgrade USA

: – Il taglio del rating USA a AA+ non ha avuto un impatto significativo sui Treasuries. Il rischio di downgrade era già stato paventato (quando S&P aveva annunciato i futures negativi sul rating americano) e i mercati erano consapevoli del deterioramento generale delle finanze statunitensi così come del rischio della situazione politica. Inoltre, l’azione intrapresa da Standard&Poor’s…

Commento a cura di Nicholas Cowley, gestore del fondo Henderson Horizon American Equity


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potrebbe servire a rendere i policymakers americani più decidi nell’intraprendere le azioni necessarie. Tuttavia, la preoccupazione è che gli investitori sensibili al rating potrebbero essere portati a ridurre le loro posizioni. Si consideri che sia Fitch che Moody’s hanno mantenuto il rating tripla A per gli Stati Uniti, e questo dovrebbe servire a limitare la pressione selling che si basa sul rating. Bisogna notare che i rendimenti USA a due anni hanno toccato i loro minimi (0,25%) questa mattina, dal momento che gli investitori continuano a considerare il dollaro come una moneta sicura.
– Nel più lungo termine, ci aspettiamo una domanda più sostenuta per le obbligazioni governative con rating tripla A, cosa che potrebbe favorire i rendimenti dei gilts UK, i bond Australiani, i bund tedeschi – in qualità di obbligazioni con rating AAA che offrono la possibilità di diversificare l’esposizione e di rifuggire l’ulteriore deteriorarsi delle posizioni US.
– Per quanto riguarda il credito, il downgrade per gli Stati Uniti ha portato ad altri declassamenti simili che hanno coinvolto le securities emesse dalle due principali agenzie specializzate in mutui, Freddie Mac e Fannie Mae, strettamente legate al supporto del governo. In passato il rating delle banche è stato guidato verso l’alto dal sostegno governativo, ma riteniamo comunque che il rischio di downgrade del rating per principali banche statunitensi sia basso, dal momento che le modifiche normative ne hanno indebolito il legame con il governo. Fonte di maggiore preoccupazione è che il downgrade faccia impennare i costi di finanziamento per le banche – in particolare, nel mercato dei pronti contro termine. Continueremo a monitorare la questione con attenzione.


Crescita globale

– La recente debolezza dei dati macroeconomici (nonostante l’ultimo report sull’occupazione negli USA sia stato al di sopra delle aspettative) ha aumentato la domanda per le obbligazioni governative più sicure.
– In generale, il rallentamento della crescita richiederà nel breve termine che i tassi di interesse rimangano più bassi più a lungo sia per i mercati maturi che per quelli in via di sviluppo. Riteniamo che una seconda recessione globale sarà evitata (sebbene alcuni Paesi dovranno lottare duramente contro la recessione – come per esempio i paesi dell’Europa periferica), e l’attuale momento di debolezza generalizzata si dimostrerà temporaneo, con un ritorno ad un trend regolare di crescita. Con i nuovi minimi raggiunti dalle obbligazioni governative nell’ultimo mese, propendiamo sempre più verso posizioni short, ma abbiamo comunque bisogno di vedere una maggiore stabilità nei mercati e nei dati macroeconomici prima di assumere una posizione concretamente ribassista.

Crisi europea del debito sovrano

– La decisione della Banca Centrale Europea di usare il Secuities Foreign Program (SMP) per comprare titoli di Spagna e Italia rappresenta un passo significativo per ridurre il rischio di contagio nell’Eurozona e per mantenere i costi di salvataggio per queste due grandi economie nel limite della sostenibilità. Riteniamo che l’acquisto dei bond per “tranquillizzare” il mercato rispetto a Spagna e Italia sia stata una misura comprensibile e necessaria, considerando le misure inefficaci e una certa retorica a cui spesso si è assistito nelle scorse settimane.
– Questo provvedimento dovrebbe aiutare il mercato a stabilizzarsi nel breve termine ma non ci aspettiamo che la BCE possa continuare ad acquistare titoli dei paesi a tempo indefinito. Il risultato immediato è la significativa riduzione dei rendimenti obbligazionari ma ci si chiede quanto questo possa essere sostenibile per la BCE, considerando l’entità dei bond italiani e spagnoli.
– Le implicazioni politiche di questi provvedimenti sono alte. Salvare I paesi meno virtuosi va contro I principi alla base del l’Unione Europea. Infine, la Banca Centrale Europea chiede che i governi usino invece la EFSF per salvare i paesi altamente indebitati (sembra che i membri UE tedeschi e di altri paesi si siano opposti all’acquisto di bond portoghesi e irlandesi). Se gli acquisti attuati dalla BCE sono da considerarsi un “ponte” verso un maggiore finanziamento da parte del fondo europeo di salvataggio, quest’ultimo così com’è sarebbe troppo ridotto e, certo, la ratifica di un suo ampliamento non sarebbe procedimento semplice. Il downgrade degli Stati Uniti fa pensare che il rating di altre grandi economie europee come la Francia potrebbe essere sotto pressione, e quindi che non convenga premere ulteriormente sul fondo di salvataggio perché questo potrebbe aumentare le pressioni sui rating.
– Nel medio termine le sfide principali sono due, (i) la necessità di bilanci in pareggio (l’Italia non ha una grande margine di manovra considerando l’alto rapporto deficit/PIL) e (ii) mettere in atto una crescita significative che possa erodere il debito nel tempo. Sebbene le azioni della Banca Centrale tentino di mitigare le preoccupazioni attuali delle nazioni europee più virtuose trascinate in una crisi di liquidità, rimane comunque il problema della futura crescita anche in questi paesi, considerando la necessità di maggiore austerità fiscale.
– Attualmente, le fonti maggiori di criticità sono l’inerzia a livello politico e lo scarso tempismo, che rivelano quanta poca importanza si stia dando alla rapidità con la quale l’incertezza agisce sui mercati finanziari. Questo purtroppo lascia poco spazio alla fiducia nella gestione prossima di questa crisi e intensifica la probabilità di errori a livello politico.

Fonte: BONDWorld – Henderson Global Investors


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