MC : Lo spread BTP/Bund a 10Y torna sopra i 390 pb

Sul monetario, l’Euribor resta stabile sulle scadenze a 1 e 3 mesi, mentre evidenzia movimenti di segno opposto per i contratti a 6 mesi (in calo) e 12 mesi (in rialzo); salgono tutti i tassi Libor, con quello ad 1 mese allo 0,276%…..


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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Nella prima asta di rifinanziamento in dollari a 3 mesi della BCE con le nuove regole e un tasso allo 0,59%, la domanda delle banche è stata di circa $50Mld.

In Area Euro, flettono i rendimenti tedeschi, dopo il soddisfacente esito dell’asta di Bund a 5 anni; la domanda (8,67Mld euro) ha superato ampiamente il massimo del target di vendite (5Mld) e l’importo collocato (4,09Mld) ha spuntato un rendimento dell’1,11%, in linea con il dato sul secondario di ieri. Negli USA, i rendimenti evidenziano una limatura su tutte le scadenze (tranne quella a 30Y), dopo che, ieri sera si era confermata forte la domanda di titoli di stato; l’emissione di titoli a breve ad un mese da 35Mld$ ha registrato, infatti, una domanda record, pari ad oltre 7,5 volte l’offerta. In Italia, rendimenti in rialzo (tranne il 3Y), subendo il nuovo peggioramento del clima di fiducia; il decennale torna sopra al 6% e lo spread con il corrispondente Bund risale sopra i 390 bp. In risalita anche gli spread degli altri periferici, con eccezione del Portogallo. Salgono anche i CDS a 5Y degli stessi Paesi, con quello italiano su di 20 bp.

Anche la moneta europea risente dell’odierno andamento dei mercati, scendendo sotto quota 1,34 nei confronti del dollaro e deprezzandosi anche verso la sterlina, sino al livello 0,85.

In calo il prezzo di tutte le commodities, con eccezione dell’oro, cha sale quasi a quota 1730$ per oncia, riflesso anche ciò di un nuovo prevalere di paure e incertezze; le flessioni maggiori dei prezzi riguardano oggi il frumento (-2,5%) e il gas (-1,3%), ma scendono anche i listini del petrolio, il Brent dell’1% e il WTI dello 0,8%, dopo l’annuncio che, nell’ultima settimana, le scorte strategiche USA di petrolio sono aumentate di 1,3 mln di barili, in linea con le previsioni degli analisti.


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