L’azione della BCE e lo sforzo di consolidamento fiscale da parte di Italia, Spagna e Francia hanno migliorato il bilancio dei rischi, come dimostrano l’andamento degli spread e il successo delle aste governative condotte a ridosso del downgrade di S&P….…
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La prognosi sul secondo programma di aiuti alla Grecia dovrebbe essere sciolta a breve, rimuovendo un ulteriore elemento di rischio. Non ci aspettiamo novità dalle riunioni europee sul fronte dei meccanismi di sostegno. Un intervento del FMI per ora rimane ipotetico.
Le misure adottate dalla BCE a dicembre e lo sforzo di consolidamento fiscale messo in atto dall’Italia, e in misura minore (e per ora incompleta) dalla Spagna, hanno sensibilmente cambiato la percezione del rischio sui mercati dell’area euro. Nonostante il declassamento da parte di S&P di nove stati della zona euro e dell’EFSF, gli spread di Italia e Spagna sono calati rispettivamente sotto 500 e sotto 350; inoltre, non soltanto le aste di rifinanziamento a breve termine di Spagna, Italia ed EFSF, ma anche le emissioni a medio termine spagnole e francesi si sono concluse con rendimenti in calo rispetto alle precedenti. Ci sono tutte le condizioni perché i progressi di inizio mese si possano consolidare nelle prossime settimane, anche se persiste qualche elemento di rischio.
Un primo fattore di turbolenza è ancora rappresentato dalla Grecia. Il Paese vede in scadenza titoli per 14,5 miliardi di euro il 20 marzo che non è in grado di onorare a meno del sostegno fornito dai creditori ufficiali. Il secondo Programma di aiuti per 130 miliardi di euro è condizionato al raggiungimento di un accordo volontario sulla partecipazione dei privati al concambio del debito greco: dopo alcune incertezze, pare che l’intesa con i creditori sarà raggiunta entro la fine di questa settimana, in tempo per l’Eurogruppo di lunedì 23. Fonti anonime citate dalla stampa locale, però, affermano che il FMI avrebbe dato via libera ai negoziati per il secondo programma soltanto dopo un acceso dibattito, nel quale Brasile, Russia e India avrebbero espresso seria preoccupazione per il passo delle riforme in Grecia. Per quanto riguarda gli altri due paesi assistiti, grazie al superamento degli obiettivi fiscali 2011 l’Irlanda ha ricevuto il via libera alla nuova tranche del prestito da parte del FMI e dell’UE senza alcuna tensione. Invece, il declassamento da parte di S&P e i timori di un default disordinato in Grecia hanno fortemente penalizzato il debito del Portogallo; anche in questo caso, lo sblocco della prossima tranche di crediti appare probabile, ma il flusso di notizie sarà più contrastato.
In caso di nuova recrudescenza della crisi, l’unica istituzione in grado di intervenire in tempi rapidi è la BCE. Il FMI ha avviato il processo per incrementare le sue risorse di 500-600 miliardi di dollari, di cui 200 provenienti dalla stessa Eurozona; le altre risorse dovrebbero venire da forti contributi volontari da parte dei BRIC, del Giappone e dei grandi esportatori di petrolio. Comunque, non riteniamo che nessuno dei due grandi emittenti sotto pressione (Spagna e Italia) abbia intenzione di chiedere assistenza al FMI. Né ci aspettiamo avanzamenti nel processo di integrazione fiscale o nei meccanismi di assistenza che possano cambiare né l’assetto né la percezione sull’Unione Monetaria. L’Eurogruppo e l’Ecofin di questa settimana discuteranno la bozza del Trattato intergovernativo che recepisce “l’accordo fiscale” concluso al Summit di dicembre scorso. (Per maggiori dettagli sul nuovo accordo fiscale si veda Weekly Economic Monitor del 16.12.2011). La bozza finale dovrebbe essere approvata il 30 gennaio, e il termine per la firma è il Summit europeo di inizio marzo. I Ministri delle Finanze devono ancora finalizzare i dettagli circa l’applicazione delle sanzioni ai paesi che non recepiscono la regola di pareggio di bilancio e in particolare la concessione dell’assistenza tramite l’ESM, che potrebbe essere condizionata alla ratifica del Trattato. Inoltre, dovrà essere stabilito il numero minimo di paesi perché il Trattato entri in vigore (si parla di 12 Stati).
L’Ecofin di questa settimana e il Summit di fine gennaio dovrebbero anche definire i termini con cui si renderà operativo l’ESM. La coabitazione dovrebbe portare la capacità di prestito a 500 miliardi di euro. Tale somma potrebbe essere rivista se si dovesse trovare un consenso sul versamento di due quote anziché di una sola del capitale dell’ESM. A regime l’ESM opererà a fronte di capitale per 700 miliardi, di cui 80 miliardi versati entro cinque anni, e 620 miliardi richiamabili. La Germania si è detta disponibile a contribuire per due quote (8,6 miliardi) se gli altri paesi membri dovessero seguire l’esempio, cosa non scontata visto i problemi di cassa di alcuni stati. Le modifiche all’ESM, comunque, devono ancora essere approvate dai Parlamenti nazionali.
Date rilevanti per la crisi del debito europeo
23 gennaio Eurogruppo ed Ecofin
26 gennaio Italia asta di CTZ (previsione Intesa: 4 miliardi)
30 gennaio Italia asta di BTP (previsione Intesa: 9 miliardi)
30 gennaio Summit Europeo
14 febbraio Italia: asta di BTP (previsione Intesa: 6 miliardi (ne scadono 25,8)
21 febbraio Eurogruppo ed Ecofin
24 febbraio? G-20
29 febbraio Grecia termine per l’esborso dell’8a tranche
01-02 marzo Summit europeo firma del Trattato Intergovernativo e dettagli sull’ESM
12 marzo Eurogruppo ed Ecofin
14 marzo Italia: asta di BTP (previsione Intesa: 8,5 miliardi – ne scadono 14,8)
20 marzo Grecia: scadono 14,5 mld di titoli greci che in assenza di un accordo il paese non può ripagare
29 marzo Italia: asta di BTP (previsione Intesa: 9,2 miliardi)
30 marzo I Ministri delle Finanze dell’Unione Europea si incontrano in Danimarca
Fonte: UE, BCE, Bloomberg e Intesa Sanpaolo
(?) data da confermarsi
Nota: la Spagna conduce due aste a medio lungo-termine il primo e il terzo giovedì del mese
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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