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IG Italia – Macro Eurozona

IG Italia : Macro Eurozona: inflazione al 6,9%, core al 5,7% a marzo, in linea con le stime preliminari

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A cura di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia


Rallentano le pressioni inflazionistiche in Europa sulla caduta dei prezzi energetici. L’inflazione rimane troppo elevata soprattutto nei paesi dell’Europa dell’est

Nell’Eurozona l’inflazione nel mese di marzo ha mostrato un vistoso rallentamento su base annuale dal +8,5% di febbraio al +6,9%. La ragione è semplice da intuire ed è rappresentata dal crollo dei prezzi dei beni energetici. A marzo 2022 i prezzi energetici avevano mostrato un rialzo del 44,3% a/a, a marzo 2023 hanno evidenziato una discesa dello 0,9% a/a (-2,2% m/m).

Il rallentamento delle pressioni inflazionistiche è generalizzato in tutta Europa anche se nei paesi dell’Europa dell’Est l’inflazione headline rimane su livelli troppo elevati (in Eurozona paesi baltici sopra il 15%, in UE Ungheria al 25,6%, Repubblica Ceca al 16,5%, Polonia al 15,2%).

Nonostante il rallentamento delle pressioni inflazionistiche generali riteniamo che l’inflazione di fondo sia ancora troppo elevata. L’indice core (esclusi energetici e alimentari) nell’Eurozona ha mostrato una costante e accelerazione al rialzo. A novembre 2022 l’indice core CPI aveva mostrato un incremento del 5%, a dicembre del 5,2%, a gennaio del 5,3%, a febbraio del 5,6%, a marzo del 5,7%. A marzo l’inflazione è soprattutto trainata dall’aumento dei prezzi degli alimentari, dei servizi e dei beni non energetici.

Una inflazione di fondo in costante crescita mantiene in allarme i banchieri centrali europei che dovranno decidere il 4 maggio le prossime misure di politica monetaria. Ricordiamo che nelle ultime stime pubblicate nel meeting dell’istituto di Francoforte a marzo gli esperti della BCE prevedevano una inflazione core al 4,6% per il 2023 e ci troviamo ampiamente al di sopra di quel target. Al momento escludiamo che la BCE possa prendersi una pausa nella lotta contro le pressioni inflazionistiche. Ci aspettiamo, invece, una BCE ancora aggressiva in politica monetaria che possa nuovamente alzare il costo del denaro anche nelle riunioni di maggio, giugno e luglio.

Il prossimo dato macro sulla stima flash sull’inflazione di aprile nell’Eurozona che sarà pubblicato il 2 maggio darà ulteriori indicazioni se il rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE possa essere di una entità pari a 25 o 50 punti base.

Fonte: BONDWorld.it


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