Scherrmann Christian DWS

DWS – Mercati obbligazionari: scossi, ma non disancorati

DWS : I mercati stanno scontando un aumento dei rischi inflazionistici nel breve periodo, mentre le aspettative di lungo termine restano relativamente stabili.

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Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di DWS


Uno dei segreti di James Bond è che l’agente 007 non dichiara mai prematuramente conclusa una missione. I mercati obbligazionari, tuttavia, non sono sempre così pazienti. Il nostro Chart of the Week confronta le modalità con cui i mercati prezzano l’inflazione nei prossimi anni con le aspettative relative a orizzonti temporali più lunghi. Quando lo spread tra le aspettative di lungo e di breve termine diventa negativo, i mercati stanno scontando un rischio inflazionistico maggiore nei prossimi cinque anni rispetto al quinquennio successivo.

È quanto si è verificato a seguito dello shock legato all’Iran. In seguito all’escalation del conflitto, le aspettative di inflazione implicite di breve termine sono aumentate in modo marcato. Al contrario, la misura delle aspettative di inflazione di lungo periodo è rimasta relativamente stabile. In altri termini, i mercati sembrano prezzare un pass-through energetico di breve periodo più che un cambiamento strutturale nella parte lunga della curva dei rendimenti. Per il momento, la curva appare “scossa” sul tratto breve, ma non “agitata” su quello lungo.

Quanto possono essere rassicurati gli investitori da questa dinamica? Non necessariamente molto, se si guarda all’esperienza inflazionistica del 2021–2022. In quella fase, i colli di bottiglia post-pandemia stavano già spingendo i prezzi al rialzo prima che l’invasione russa dell’Ucraina trasformasse un contesto già complesso in uno shock inflazionistico più ampio. Il tratto breve della curva si è mosso per primo, ma l’errore è stato ritenere che lo shock sarebbe stato transitorio. In realtà, si è trasmesso a salari, servizi e politica monetaria. Solo successivamente anche la parte lunga della curva si è adeguata in modo più significativo. Le banche centrali, a differenza degli spettatori cinematografici, non apprezzano i finali sospesi.

Una delle difficoltà nelle fasi di crisi è che tendenze già in atto diventano evidenti solo ex post. I dati recenti suggeriscono che l’economia statunitense fosse in condizioni migliori di quanto molti investitori ritenessero a febbraio. Questo potrebbe contribuire a spiegare il ritorno di una relativa calma sia sui mercati obbligazionari sia su quelli azionari.

Come osserva Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di DWS: “Il tratto breve si è mosso, ma il tasso di inflazione di lungo periodo è rimasto relativamente stabile. Per ora, questo appare più come uno shock energetico che come un cambiamento duraturo delle aspettative inflazionistiche”.

Finora, la parte lunga della curva non ha reagito nello stesso modo. Ma i film di Bond sono ricchi di apparenti punti di svolta che si rivelano temporanei. L’attuale dinamica di mercato ricorda una scena classica di Goldfinger: mentre il laser si avvicina a 007, la minaccia immediata è evidente; se diventerà letale dipenderà da ciò che accadrà dopo. Lo stesso vale oggi: la prima reazione del mercato è chiara, ma resta da capire se resterà circoscritta.

Fonte: InvestmentWorld.it


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