J.P. Morgan Asset Management

J.P. Morgan La gara al rialzo delle Banche Centrali

J.P. Morgan AM Bond Bulletin : Le Banche Centrali di tutto il mondo hanno inasprito le politiche monetarie per tutto il 2022 e in questa prima parte di 2023. Ma quando termineranno? E che cosa accadrà una volta raggiunto finalmente il traguardo?

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A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management


Fondamentali
A nostro avviso, dopo l’ultimo rialzo di 25 punti base (pb), la Federal Reserve ha raggiunto il traguardo nella corsa al rialzo dei tassi. L’inflazione ha iniziato a calare e si scorgono segnali di instabilità economica che dovrebbero consentirle di fermarsi e mettere in pausa le politiche restrittive. È possibile che nei precedenti cicli di inasprimento la Fed abbia rivendicato la pole position quale banca centrale ad interrompere per prima la stretta monetaria. Tuttavia, in quest’ultimo ciclo, la vittoria è appannaggio delle Banche Centrali dei Mercati Emergenti che hanno innalzato i tassi precocemente e in modo aggressivo a partire dal 2021 e fino al 2022. Viceversa, le Banche Centrali di altri Mercati Sviluppati sono in ritardo, ancora intente ad arginare l’inflazione. La Banca Centrale Europea (BCE) e la Banca d’Inghilterra sono ancora all’ultimo giro della corsa al rialzo dei tassi, mentre la Reserve Bank of Australia ha mancato completamente il traguardo ed è appena ripartita con nuove misure di rigore monetario. Mentre le Banche Centrali si soffermano a riflettere sugli effetti delle politiche di inasprimento, ci si comincia a domandare come affrontare la prossima sfida, quella dell’allentamento monetario. Ancora non si sa quando questa gara avrà inizio. Per gli Stati Uniti, una escalation della crisi delle banche regionali, eventuali effetti indiretti sull’economia e sul mercato del lavoro, così come un risultato confuso dei negoziati sul tetto del debito, provocherebbero una partenza anticipata. Tuttavia, se i dati economici si mantengono solidi, la Fed potrebbe riprendere fiato e attendere fin verso la fine dell’anno.

Valutazioni quantitative

Sebbene tutte le Banche Centrali siano state impegnate nella corsa al rialzo dei tassi, i loro traguardi non coincidono completamente. Al momento, il mercato sconta livelli impliciti di tassi di interesse tali da far ritenere che la Fed interrompa il ciclo di inasprimento la prossima estate, al 5-5,25%, mentre si prevede che la BCE lo concluda al 3,5%. In alcuni Mercati Emergenti come Brasile e Messico, i tassi ufficiali sono molto più elevati, rispettivamente al 13,75% e all’11%. In base alle attuali attese del mercato, la corsa al taglio dei tassi dovrebbe iniziare negli ultimi mesi del 2023 e proseguire nel 2024. Anche il podio per chi inizierà per primo il percorso di taglio e i tassi sembra essere simile a quello della corsa rialzista: alcune Banche Centrali dei Mercati Emergenti saranno le prime a ridurre il costo del denaro, seguite dalla Fed e, all’ultimo posto, dalle altre Banche Centrali dei Mercati Sviluppati.

Fattori tecnici

Al momento, mentre le Banche Centrali si avvicinano al traguardo della corsa al rialzo dei tassi, gli investitori allungano la duration dei propri portafogli. Tale dinamica trova riscontro nelle indagini di J.P. Morgan Asset Management sul posizionamento dei portafogli secondo cui, quando i mercati si avvicinano al punto di svolta dei tassi ufficiali, gli investitori cercano di mettere al sicuro questi maggiori rendimenti prima che le Banche Centrali diano il via alle politiche di allentamento monetario. Abbiamo osservato che, con una recessione all’orizzonte, gli investitori investono anche sui segmenti meno rischiosi dell’universo obbligazionario come i fondi governativi in USD, con sottoscrizioni pari al +7,1% del totale gestito nel 2023, e i fondi governativi in EUR, con afflussi del +4,4%, prendendo al contempo le distanze da settori più rischiosi, quali i fondi di prestiti in USD (-15,5%) e i fondi High Yield in USD (-3,5%), che dovrebbero sottoperformare in un contesto recessivo.

 Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

All’interno dei portafogli obbligazionari, privilegiamo i titoli delle Banche Centrali che hanno completato il ciclo di inasprimento, quali le obbligazioni dei Mercati Emergenti in valuta locale e le emissioni di alta qualità negli Stati Uniti. In questi mercati, stiamo allungando la duration per catturare questo livello di rendimenti più elevati. Nell’Eurozona, via via che la BCE si avvicina alla linea del traguardo, aumentiamo la duration nel tempo. Solitamente, le Banche Centrali riescono a far partire la corsa al taglio dei tassi prima che le rispettive economie entrino ufficialmente in recessione. Di conseguenza, monitoriamo con attenzione indicatori anticipatori, quali il mercato del lavoro, per poter gestire adeguatamente i rischi del posizionamento attivo.

Fonte: BONDWorld.it

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