Franklin Templeton – Secondo Christy Tan, Investment Strategist del Franklin Templeton Institute, i consumi interni cinesi rappresenteranno la principale opportunità di rialzo per la performance di crescita complessiva nei prossimi sei-dodici mesi.
A cura di Christy Tan, Investment Strategist del Franklin Templeton Institute
Le speranze che quest’anno la Cina raggiunga o addirittura superi il 5% di crescita reale del prodotto interno lordo (PIL) sono giustificate. Il principale promotore sarà il consumo, alimentato dall’eccesso di risparmio delle famiglie e da una politica favorevole all’economia. Ma per una ripresa più rapida e duratura saranno necessarie ulteriori misure politiche, non ancora attuate, per aumentare strutturalmente la quota dei consumi del PIL cinese. La divergenza economica della Cina rispetto al rallentamento della crescita e alla recessione del mondo sviluppato è di buon auspicio per gli utili e i flussi di cassa delle imprese cinesi, che ne fanno un’interessante fonte di diversificazione macroeconomica e una destinazione allettante per i flussi azionari e di reddito fisso per il resto del 2023.
Tre anni di isolamento: primo ad entrare, ultimo ad uscire
Ora che le restrizioni legate al COVID sono terminate, gli investitori stranieri possono prendere le redini della situazione in Cina direttamente dall’interno del Paese. Ecco tre delle nostre osservazioni che formano il triangolo dei consumi:
- I consumi interni cinesi rappresentano la principale opportunità di rialzo.
- La nuova amministrazione cinese potrebbe puntare su un modello di crescita guidato dai consumi.
- È probabile che ci sia un maggiore allineamento tra spesa pubblica e spesa per i consumi.
Regna un’atmosfera di ottimismo con una nota di prudenza
C’è grande fiducia che quest’anno la Cina raggiunga una crescita del PIL superiore al 5% e che l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) si mantenga al di sopra di 50. Tuttavia, la prudenza deriva dalla constatazione che, a seguito della pandemia, mentre i consumi interni sono saldamente al volante, il piede non è sull’acceleratore. Per dare una marcia in più ai consumi interni, i responsabili politici dovrebbero cercare di introdurre misure per gestire alcuni ostacoli lungo il percorso, tra cui in particolare:
- una propensione al risparmio a livelli massimi da 20 anni che potrebbe tradursi in un aumento dei consumi,
- incoraggiare politiche che aumentino il reddito delle famiglie e
- sostenere un’espansione costante dei gruppi con reddito medio.
Il tasso di risparmio lordo della Cina è uno dei più alti al mondo (45,5% del PIL) e i risparmi delle famiglie sono aumentati di oltre 2.500 milioni di dollari nel 2022.1 Si tratta di risparmi precauzionali durante periodi senza precedenti di politica dinamica Zero COVID che ha costretto milioni di persone a rimanere in casa, a volte per mesi interi. Il ritardo nell’acquisto di case e il ritiro dai mercati finanziari hanno portato ad accumulare risparmi a titolo precauzionale. Ritengo che questa forma di risparmio sia destinata a ridursi quando i risparmiatori avranno maggiori garanzie circa prospettive di reddito e di lavoro future.
In poche parole, i consumi interni cinesi rappresenteranno la principale opportunità di rialzo per la performance di crescita complessiva nei prossimi sei-dodici mesi. Si tratta di una tesi comprovata, come nel periodo compreso tra il 2010 e il 2019, quando:
- la quota dei consumi privati rispetto al PIL è passata dal 34% al 39%, anche se nello stesso periodo il reddito disponibile delle famiglie in rapporto al PIL è rimasto pressoché invariato.2
- la quota di risparmio delle famiglie rispetto al reddito disponibile è scesa dal 42% nel 2010 a meno del 35% nel 2019.3
In parte ciò è dovuto al rafforzamento della rete di sicurezza sociale, con il governo che spende per voci come assistenza sanitaria, servizi pensionistici e sussidi di disoccupazione, incoraggiando i cittadini a consumare invece di risparmiare per il futuro o per un’emergenza medica. In base a una recente indagine sui depositanti urbani della People’s Bank of China (PBoC) si iniziano a vedere i primi segnali incoraggianti. Sebbene molti residenti cinesi siano propensi a risparmiare di più, la percentuale è diminuita dopo la riapertura dell’economia nel dicembre 2022, mentre sono aumentati quelli che preferiscono investire.
La nuova amministrazione cinese potrebbe puntare su un modello di crescita guidato dai consumi
Alcuni segnali indicano che la nuova amministrazione potrebbe rinnovare l’attenzione su un modello di crescita guidato dai consumi, che richiederà l’espansione del reddito disponibile delle famiglie e un ulteriore rafforzamento della rete di sicurezza sociale.
La Cina ha appena annunciato che quest’anno ridurrà gli oneri fiscali e le commissioni per le imprese di 261,6 miliardi di dollari e che estenderà le politiche preferenziali esistenti in materia di oneri e spese che dovrebbero ridurre i costi delle imprese di altri 173 miliardi di dollari.4 In questo modo, Pechino ha prorogato i tagli fiscali pari all’1% del PIL fino al 2024, con la parte relativa ai consumatori che rappresenta quasi la metà (circa lo 0,4% del PIL), con un ampio margine di manovra per un’ulteriore espansione.5
Inoltre, il nuovo regime pensionistico privato lanciato nel 2022 rappresenta un’iniziativa importante che offrirà interessanti opportunità di crescita a lungo termine ai gestori patrimoniali con una presenza onshore in Cina. Prevediamo che il mercato azionario di Hong Kong beneficerà dei potenziali flussi di asset diretti a sud attraverso lo Stock Connect. Le opportunità di crescita sono inequivocabili e si prevede che il mercato delle pensioni private passerà dagli attuali 300 miliardi di dollari a 1.700 miliardi di dollari entro il 2025.6 Con la crescita del mercato, i prodotti pensionistici privati in Cina investiranno sempre più in azioni di Hong Kong attraverso lo Shanghai-Shenzhen-Hong Kong Stock Connect.
Secondo la nostra analisi, gli investitori a lungo termine dovrebbero trovare interessanti le opportunità di investimento in aziende che guidano l’automazione. Quest’ultima può contribuire ad affrontare l’aumento dei costi salariali e l’invecchiamento della popolazione.
Allineamento tra spesa pubblica e spesa per i consumi
In un contesto di stress per gli istituti di credito negli Stati Uniti e in Europa e di camicia di forza della politica monetaria delle banche centrali delle economie sviluppate, la Cina si distingue come relativo “porto sicuro”, caratterizzato da un premio per la crescita, da rischi sistemici minimi all’interno del settore bancario e immobiliare nazionale e da un nuovo gruppo dirigente guidato dal premier Li Qiang che dovrebbe essere favorevole all’economia. Per questo motivo, nei prossimi mesi si attendono iniziative politiche a favore delle imprese, del settore privato e degli investimenti diretti esteri (foreign direct investment, FDI).
I bilanci delle famiglie sono in ripresa, ma le società di sviluppo sono ancora alle prese con i rischi di demolizione
Oltre al possibile triangolo dei consumi, gli investitori sono ben consapevoli degli altri elementi noti e ignoti legati all’impatto dell’offerta e dei prezzi delle abitazioni sia sulla percezione del rischio da parte delle famiglie sia sulla politica macroeconomica cinese. Noi siamo meno preoccupati in quanto la percentuale di abitazioni in rapporto al patrimonio netto delle famiglie cinesi è scesa dal 60% nel 2000 al 49% nel 2019.7 Secondo i nostri calcoli, il patrimonio netto delle famiglie rimarrebbe intatto se i prezzi delle case dovessero scendere del 20% rispetto ai livelli del 2019.8 Inoltre, recenti indicatori hanno dimostrato che in Cina lo scenario di tassi di interesse in calo ha spinto a rimborsare anticipatamente i mutui ipotecari invece di effettuare nuovi acquisti. I proprietari di casa hanno preso in prestito beni di consumo più economici per ridurre i mutui ipotecari contratti a tassi di interesse più elevati. Nonostante la riduzione dei tassi ipotecari, i mutui in essere si sono stabilizzati su circa 5.700 miliardi di dollari nel 2022.9
La Cina potrebbe trovarsi in una posizione privilegiata per alleggerire ulteriormente i criteri normativi delle “tre linee rosse” per le società di sviluppo immobiliare, anche se non è prudente farlo. Questi regolamenti rappresentano un boccone amaro da ingoiare per ridurre i rischi di indebitamento delle società real estrate e, accompagnati da altre misure di sostegno, promuovere la transizione del settore verso un modello di sviluppo più stabile. Ciò detto, anche se l’immobiliare rimarrà uno dei pilastri fondamentali del modello di crescita cinese e nonostante il settore stia toccando il fondo, alcuni dei recenti default nelle obbligazioni cinesi in dollari ad alto rendimento (dominate da società immobiliari) hanno fatto aumentare la prudenza tra gli investitori stranieri. Tuttavia, è importante fare una distinzione tra società private di sviluppo immobiliare e imprese costruttrici di proprietà del governo. Le prime affrontano il rischio maggiore che la ripresa dei prezzi e delle vendite immobiliari non riesca ad alleviare la crisi di liquidità.
A livello globale, d’ora in poi la strada è in discesa, ma è la pendenza che conta
Mentre la Cina spinge la crescita dei consumi interni, potenzialmente nei servizi (53,5% del PIL10), gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali stanno precipitando verso la recessione nel giro dei prossimi 12 mesi. Da un punto di vista economico, il commercio rimane il canale più evidente attraverso il quale l’indebolimento della domanda esterna può avere un impatto sull’economia cinese. Da un’analisi delle esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti risulta che tutte e tre le recessioni americane dell’ultimo ventennio – nel 2001 dopo lo scoppio della bolla delle dotcom, nel 2008-2009 durante la crisi subprime e all’inizio del 2020 subito dopo lo scoppio della pandemia – hanno coinciso con un forte calo delle spedizioni cinesi verso gli Stati Uniti.
Alcuni scenari da considerare: in caso di rallentamento della crescita (ma non di recessione) negli Stati Uniti e in Europa, le esportazioni cinesi verso questi due mercati registreranno di conseguenza tassi di crescita più bassi. Il contributo delle esportazioni alla crescita del PIL si dimezzerà, attestandosi intorno al 10% del PIL del 2021.11 Qualora le due economie dovessero entrare in una lieve recessione, la contrazione delle esportazioni cinesi potrebbe ridurre il PIL dello 0,3 per cento nei prossimi 12 mesi.12 Ma se gli Stati Uniti e l’Europa precipitano in una recessione profonda, il solo shock delle esportazioni potrebbe ridurre il PIL cinese del 2023 di un punto percentuale.13
Come nel caso delle passate recessioni statunitensi, vi sono ragioni per ritenere che le aziende e le economie nazionali guidate dalla domanda, Cina e società cinesi comprese, siano più resilienti. Alla base delle stime ufficiali di crescita del PIL del 5% relative a quest’anno ci sono forti stime di crescita degli utili societari nell’indice MSCI China (20,7%) e nello Shanghai Composite (26,8%).14 Pertanto, a nostro avviso, la divergenza economica della Cina rispetto al rallentamento della crescita e alla recessione in altri paesi è di buon auspicio per fare della Cina un’interessante fonte di diversificazione macroeconomica e una destinazione allettante per i flussi azionari e di reddito fisso per il resto del 2023.
Un’ultima considerazione sul rischio di recessione è che un shock rilevante dell’economia globale indurrà il governo cinese ad attuare una forte risposta di politica fiscale per sostenere la domanda aggregata. Questo ci riporta al triangolo dei consumi e all’importanza di rafforzare la domanda interna fino a raggiungere una posizione di ragionevole forza, dato che la crescita globale sembra destinata a entrare in un gelido inverno.
Note finali
- Fonti: Banca Mondiale, a fine 2021. PBoC, a fine 2022.
- Fonte: National Bureau of Statistics
- Fonte: Ibid.
- Fonte: Ibid.
- Fonte: Ministero delle Finanze.
- Fonte: Reuters.
- Fonte: The Center for National Balance Sheets.
- Sulla base dei dati sui depositi delle famiglie della PBoC di febbraio 2023 e dell’aumento del 56% dei risparmi, ipotizzando che le attività e le passività delle famiglie indicate dal Center for National Balance Sheets non subiscano variazioni, è possibile calcolare il “nuovo patrimonio netto presunto” e confrontarlo con quello del 2019.
- Fonte: National Bureau of Statistics, 2022.
- Fonte: National Bureau of Statistics, 2021.
- Sulla base dei dati TiVA (Trade in Value Added) dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che tracciano la reale esposizione all’esportazione di un Paese rispetto a un altro, aggiustata per gli effetti della catena di approvvigionamento.
- Ibid.
- Ibid.
- Fonte: Consensus di Bloomberg. L’Indice MSCI China è una rappresentazione delle azioni cinesi di classe A, azioni H, azioni B, Red chip, P chip e listini esteri (es. ADR). L’Indice Shanghai Composite è un indice del mercato azionario che comprende tutti i titoli (azioni A e azioni B) negoziati alla Borsa di Shanghai. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. Comunicazioni e condizioni importanti dei fornitori di dati sono disponibili sul sito web www.franklintempletondatasources.com. Non vi è alcuna garanzia che un’eventuale stima, proiezione o previsione si realizzi.
Fonte: BONDWorld
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




