Cirdan Capital : Dopo gli ultimi dati economici rilasciati in Europa, tre punti chiave sembrano emergere per gli investitori.
A cura di Marco Oprandi, Head of Cross Asset Solutions, Cirdan Capital
In primis, l’inflazione si sta raffreddando rapidamente e nell’ultima rilevazione è stato indicato un livello inferiore rispetto a quanto atteso dal mercato, sia per l’indicatore generico sia per quello cosiddetto core. Guardando a quest’ultimo su base sequenziale mensile, a novembre il livello è stato pari a zero. Questa indicazione è molto importante perché significa che nel penultimo mese dell’anno i prezzi non sono aumentati.
La decelerazione è stata ampia, coinvolgendo ora anche i prezzi dei servizi. Di conseguenza, abbiamo ridotto la nostra previsione sull’inflazione al 2,3% anno su anno a metà 2024, rispetto al 2,7% stimato in precedenza, prospettiva che implica una quasi normalizzazione verso il target del 2%.
Il secondo punto chiave è che la crescita dei salari è ancora solida, con un aumento del 5% su base nominale e su base annua. Allo stesso tempo, la produttività non sembra incrementare e dunque il costo del lavoro per le aziende è in crescita.
Terzo, sul piano dell’attività economica i dati rimangono deboli ma stanno iniziando a migliorare. Riteniamo che il PIL del quarto trimestre sarà piatto e a crescita zero, ma è interessante notare che alcuni indicatori di lungo periodo stanno iniziando a salire, come gli ordinativi, le aspettative dei consumatori e delle imprese. Questi indicatori tendono ad anticipare i trend economici, quindi le previsioni potrebbero essere superate.
Coerentemente con la riduzione dell’inflazione, il mercato inizia a prevedere tagli dei tassi di interesse. È interessante notare come la comunicazione dalla BCE sia stata molto cauta, in primis da parte di Christine Lagarde. Secondo molti però, un taglio nel secondo trimestre 2024 è del tutto possibile.
Crediamo che i tagli saranno costanti e graduali, pari a 25bps per trimestre, per poter tenere sotto controllo gli impatti sull’economia. Assegniamo a questo scenario una probabilità del 40% e allo stesso tempo stimiamo una probabilità del 30% di tagliare 25 punti ad ogni meeting, a partire da aprile, arrivando quindi al 2,5% entro la fine del 2024.
Nonostante si stia normalizzando sensibilmente, l’inflazione resta centrale per le scelte di politica monetaria e monitorarla nei prossimi mesi sarà cruciale per cogliere con anticipo il percorso che la BCE intenderà intraprendere.
Fonte: InvestmentWorld.it
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