Banche centrali in azione: anche la BoJ offre un programma “illimitato” e si impegna a mantenere lo stimolo in atto fino alla fine della deflazione……
La riunione della BoJ ha segnato una svolta importante nella strategia della politica monetaria giapponese, annunciando un ampliamento del programma di acquisto titoli, l’introduzione di prestiti a 3 anni per un ammontare illimitato e condizionando lo stimolo alla fine della deflazione. Nel breve termine il problema principale in Giappone è però il raggiungimento del limite del debito.
La riunione della BoJ si è conclusa con l’introduzione di una serie di misure espansive non solo mirate ad aumentare la dimensione dello stimolo ma anche a renderlo più efficace. La Banca centrale ha deciso di muoversi su più fronti, senza limitarsi agli acquisti titoli, spostandosi su un terreno simile a quello della Fed sul fronte della comunicazione. Ci sono tre linee di azione.
1. Aumento della dimensione del programma di acquisto titoli da circa 80 tln a circa 91 tln di yen. L’incremento è suddiviso fra: +5 tln di JGB, +5 tln di T-bills, oltre a 1 tln allocato fra carta commerciale, corporate bond, ETF e J-REIT.
2. Istituzione di un fondo per fornire finanziamenti a lungo termine alle istituzioni finanziarie, a bassi tassi di interesse, per un ammontare determinato sulla base delle richieste delle banche ed equivalente all’aumento netto dei prestiti. Il fondo non ha un limite superiore. I prestiti possono essere su scadenze fino a 3 anni, estendibili fino a 4 anni.
3. Alla luce degli sviluppi congiunturali e delle previsioni di inflazione, ancora inferiori all’obiettivo dell’1% sull’orizzonte al 2014 (v. sotto), si apre un nuovo capitolo di cooperazione fra Banca centrale e Governo. Nella lotta alla deflazione il comunicato afferma che Governo e Banca centrale devono svolgere i “rispettivi ruoli”, con stimolo monetario aggressivo e misure fiscali mirate a rafforzare la crescita potenziale. Per questo viene emesso un comunicato congiunto da BoJ e Governo (“Misure per vincere la deflazione”), mirato a rendere più efficaci gli interventi delle Autorità. Nel comunicato, fra le altre dichiarazioni, si afferma che lo stimolo monetario verrà mantenuto fino a quando non sarà finita la deflazione e che la Banca centrale riporterà regolarmente lo scenario dei prezzi al “Consiglio Ministeriale per l’Uscita dalla Deflazione”.
Nello “Scenario per Attività e Prezzi”, che contiene l’aggiornamento semestrale delle proiezioni macroeconomiche, la BoJ riconosce le difficoltà sul fronte della crescita generate dall’indebolimento del ciclo internazionale e dall’aspettativa di consolidamento fiscale domestico. La previsione è di crescita molto modesta nel 2013, in miglioramento nel 2014 al netto del rialzo dell’imposta sui consumi previsto nell’aprile 2014. Tuttavia, tenendo conto dell’effetto del rialzo dell’imposta, la crescita nel 2014 dovrebbe essere circa nulla. Sui prezzi le proiezioni vengono fatte al netto dell’imposta e mostrano un’inflazione allo 0,8% nel 2014.
In conclusione, la BoJ in questa riunione si è sforzata di rendere più aggressivo ed efficace lo stimolo monetario, introducendo un programma di prestiti alle banche fino a 3 anni, senza limiti dimensionali, aprendo una nuova fase di cooperazione con il Governo e segnalando che lo stimolo resterà in atto fino a quando non sarà stata vinta la deflazione. La reazione di apprezzamento dello yen dopo la pubblicazione dei comunicati non indica però convinzione da parte del mercato sull’efficacia delle misure: forse il mercato si aspettava un ampliamento maggiore degli acquisti di JGB. Bisognerà monitorare l’andamento dei prestiti per valutare gli effetti delle nuove misure.
Dal lato della politica fiscale, crescono i rischi legati al raggiungimento del limite delle emissioni nette. L’opposizione (che controlla la Camera Alta) ha bloccato l’aumento delle emissioni nette, necessario per garantire la solvibilità del Tesoro. Il Governo ha detto che in assenza dell’aumento, sarà necessario cancellare le aste da fine novembre e bloccare l’erogazione di spese previste dal budget. C’è poco tempo per negoziare un accordo, senza il quale potrebbe aprirsi una fase di pericolosa volatilità sul mercato dei JGB.
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