Flash: La Germania colloca 6 miliardi del Bund 07/2020

Da seguire: – Aste – La Germania colloca 6 miliardi del Bund 07/2020; in Portogallo, asta di carta a breve termine

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(scad. Febbraio 2011) per 0,5-0,75 miliardi di euro.

Stati Uniti

– Il CPI ad aprile dovrebbe registrare un aumento dello 0,1% m/m sia per l’indice generale sia per quello senza alimentari ed energia (core). La variazione tendenziale dell’indice core dovrebbe scendere ancora all’1% a/a dall’1,1% a/a di marzo, toccando il minimo da gennaio 1966. Il trend dell’inflazione sottostante è al ribasso, con un ampio insieme di categorie che registrano stagnazione dei prezzi, oltre all’abitazione che pesa in modo preponderante sull’indice. L’abbigliamento potrebbe vedere un rientro della deflazione recente su livelli meno marcati dopo due mesi di ampie correzioni di prezzo. Le voci che registrano una dinamica sostenuta, guidate da rincari legati alla politica fiscale, continueranno sul trend elevato: sanità, per il rialzo delle polizze legato alla riforma sanitaria e alla stretta statale, istruzione, trasporti pubblici; le auto dovrebbero avere ancora un sentiero sostenuto di rialzi dei prezzi, guidato dal comparto auto usate, ma in graduale moderazione nel corso dell’anno. L’energia dovrebbe contribuire negativamente con la benzina in aumento nel mese, ma in calo dopo correzione stagionale e il gas naturale in calo. Gli alimentari dovrebbero invece dare un contributo positivo all’indice.

– I verbali della riunione del FOMC di fine aprile. La revisione delle previsioni macroeconomiche dovrebbe vedere un modesto aumento delle proiezioni di crescita e indicazioni sui prezzi circa invariate. I verbali dovrebbero mostrare ancora divergenze di opinione sui tempi dell’uscita con diverse voci in linea con le opinioni di Hoenig. Si dovrebbe mantenere però il tono di preoccupazione per il proseguimento del trend disinflazionistico in atto. Sulla strategia di politica monetaria si manterrà un atteggiamento attendista, nonostante i segnali di ripresa più consolidata. I verbali dovrebbero sottolineare le attività di preparazione per l’exit strategy, con eventuali indicazioni di avanzamento nella definizione delle procedure per il varo del programma dei depositi a termine e per la prosecuzione dei test sulle operazioni di drenaggio. Alla luce dei dissensi all’interno del Comitato e dei segnali favorevoli sulla crescita (nonostante il perdurare di freni significativi), il Comitato potrebbe iniziare a preparare la strada per la rimozione del riferimento al periodo esteso. Da notare comunque che, a partire da giugno, il baricentro del Comitato dovrebbe spostarsi a favore delle colombe per via del probabile inserimento nel Board dei candidati nominati dall’Amministrazione.

Ieri sui mercati

Netto calo dei rendimenti dei titoli di stato tedeschi e soprattutto statunitensi, con appiattimento della curva. La chiusura degli indici azionari statunitensi è stata in netto ribasso (circa -1,5%), mentre gli indici europei erano precedentemente rimbalzati. L’euro è tornato a cedere terreno dopo i modesti recuperi di lunedì, toccando nelle ultime ore un minimo di 1,2146 dollari. Molto debole anche la sterlina, scambiata a 1,43 dollari. In Germania, la Bafin ha vietato fino al marzo 2011 la vendita allo scoperto di azioni delle prime 10 società tedesche, di titoli di stato dell’eurozona e CDS. Il Financial Times riferisce che alla riunione della task force dei ministri delle finanze, venerdì 21, l’Austria proporrà di estendere il divieto a tutta Europa.

Area euro

L’asta di titoli spagnoli ha avuto un esito insoddisfacente: nonostante il forte aumento dei rendimenti (1,59% sul 12 mesi, 1,951% sul 18 mesi), il Tesoro spagnolo ha collocato soltanto 6,436 miliardi, contro i 6,5-7,5 pianificati.

La prima asta di depositi settimanali organizzata dalla BCE ha drenato i previsti 16,5 miliardi, con un tasso medio di 0,28% (tasso massimo 0,29%).

L’inflazione europea è stata confermata all’1,5% a/a ad aprile. Sul mese, i prezzi al consumo sono saliti di 0,5%m/m. Al netto di energia, alimentari e tabacchi. L’inflazione ha frenato a 0,8% a/a da un precedente 1,0%. Sul mese i prezzi al netto delle componenti volatili sono avanzati di 0,3% m/m.

Germania. Si fa sentire l’effetto Grecia sulla fiducia. In linea con le attese, l’indice ZEW ha perso quota ed è scivolato a 45,8 da un precedente 53.0. Il pessimismo interessa per il momento le attese e non la situazione corrente che è migliorata sensibilmente a -21,6 da un precedente -39,2. E’ possibile che anche gli altri indici di fiducia, in uscita da giovedì, mostrino un rintracciamento delle attese per effetto della turbolenza sui mercati europei delle ultime settimane. La ripresa della domanda mondiale e il calo del cambio offriranno sostegno all’export ed all’economia europea.

Stati Uniti

Il PPI ad aprile scende di -0,1% m/m, dopo +0,7% m/m (+5,5% a/a da +6% a/a di marzo). L’indice core aumenta di 0,2% m/m (+1% a/a). Al netto dell’energia i prezzi aumentano di 0,1% m/m. La componente prezzi dell’ISM rimane su un trend verso l’alto e segnala ulteriori aumenti dei prezzi alla produzione.

I nuovi cantieri ad aprile sono aumentati a 672 mila da 635 mila del mese precedente, una variazione di +5,8% m/m. L’aumento è concentrato sulle unità mono-familiari (+10,2% m/m), a fronte di un calo nel comparto multifamiliare (-18,6% m/m). i dati chiudono il differenziale che si era aperto con le licenze nei mesi precedenti. Tuttavia i dati sulle nuove licenze sono negativi, con una netta inversione di tendenza, con un calo a 606 mila ad aprile da 685 mila di marzo, un ritorno poco sopra i livelli di novembre 2009. I dati di licenze e cantieri indicano che con la fine degli incentivi per l’acquisto di case il settore dell’edilizia residenziale tornerà ad indebolirsi, anche se il trend rispetto ai minimi di aprile 2009 (498 mila) rimane verso l’alto.


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