Zangana Azad Schroders

Schroders: previsioni Pil globale riviste al rialzo, guidate da Usa ed Europa

Schroders – Il termine “disinflazione immacolata” è stato coniato dagli economisti nel 2023 per descrivere uno scenario di rischio, in cui l’inflazione si ridimensiona mentre l’attività economica continua a crescere e la disoccupazione resta bassa.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da Investment World iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


A cura di Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist, e George Brown, Senior US Economist, Schroders


Tale scenario sembra si stia attualmente manifestando: dopo aver sovraperformato le aspettative, le prospettive per l’economia mondiale appaiono più rosee e l’inflazione è scesa bruscamente nell’ultimo anno, tornando vicina al target delle banche centrali. Tutto questo è troppo bello per essere vero?

L’inflazione è calata molto nel 2023, ma c’è ancora strada da fare

Sebbene la maggior parte delle banche centrali abbia ancora del lavoro da svolgere, è corretto affermare che le pressioni causate da un’inflazione elevata sembrano essersi ridimensionate. I prezzi dell’energia, in particolare del gas, sono calati in modo sostanziale e l’inflazione dei prezzi alimentari è destinata a seguire la stessa dinamica, dopo il calo dei prezzi all’ingrosso.

Tuttavia, l’inflazione core (inflazione headline esclusi alimentari ed energia) rimane elevata. Ciononostante, le banche centrali hanno progressivamente modificato il tono delle loro comunicazioni, abbandonando i segnali aggressivi e ponendo maggiore enfasi sui rischi al ribasso per la crescita. Si tratta di un chiaro segnale di svolta della politica monetaria in relazione a un probabile taglio dei tassi d’interesse.

Le nostre previsioni

Nel complesso, le nostre previsioni di base hanno ipotizzato un significativo miglioramento della crescita globale, con una riduzione delle attese sull’inflazione verso la fine dell’orizzonte previsionale. L’incremento del Pil globale è stato rivisto al rialzo per quest’anno, dal 2,2% al 2,6%. La maggior parte delle regioni ha registrato dei miglioramenti, ma il maggiore contributo è giunto dall’economia statunitense. Anche le previsioni globali per il 2025 sono state riviste al rialzo, dal 2,2% al 2,7%, soprattutto grazie ai miglioramenti per le prospettive degli USA.

Allo stesso tempo, le previsioni sull’inflazione globale per il 2024 restano invariate. Si ipotizza che l’inflazione si ridimensionerà ulteriormente, passando dal 4,4% del 2023 al 2,9% di quest’anno. Tuttavia, l’assenza di cambiamenti cela una riduzione delle previsioni per i mercati emergenti, compensata da una piccola revisione al rialzo per le economie avanzate.

Si ipotizza che l’inflazione scenderà ulteriormente al 2,5% nel 2025, in calo rispetto alla precedente previsione del 3%. Sebbene diverse regioni abbiano registrato una revisione al ribasso delle rispettive previsioni sull’inflazione, il contributo negativo giunge principalmente dai mercati emergenti.

Stati Uniti: previsioni al rialzo

La crescita del Pil statunitense per il 2024 è stata rivista al rialzo, passando dall’1,3% al 2,7%, un valore nettamente superiore alla previsione di consenso del 2,1%. Si ipotizza quindi un rallentamento della crescita all’1,9% nel corso del 2025, anche in questo caso in netto rialzo rispetto alla precedente previsione dello 0,8%. Prevediamo inoltre che l’inflazione CPI rallenterà dal 4,1% del 2023 al 2,7% quest’anno, per poi attestarsi mediamente al 2,1% nel 2025.

Naturalmente, le elezioni che si terranno alla fine di quest’anno attireranno una grande attenzione. A questo punto, la competizione è incredibilmente serrata e troppo difficile da prevedere. Queste previsioni sono state formulate assumendo che il Presidente Joe Biden torni in carica. Si presume che nel Congresso la maggioranza sarà risicata, il che limiterà la capacità del Presidente di attuare riforme radicali sul piano della politica interna. Tuttavia, sfruttando gli ordini esecutivi, c’è chiaramente un maggiore spazio per una politica più attiva sul fronte internazionale.

Europa verso la ripresa nel 2024

Le previsioni di base per l’Europa hanno subito solamente lievi revisioni. Partendo dal valore aggregato della zona euro, la crescita del Pil è prevista in leggero aumento, passando dallo 0,5% nel 2023 allo 0,7% nel 2024, prima di tornare a una crescita superiore al trend nel 2025, con un valore dell’1,8% per l’intero anno. Stiamo parlando di mezzo punto percentuale in più rispetto alle previsioni di consenso.

Le società attive nella produzione pesante, guidate dalla Germania, sono in difficoltà. L’economia tedesca ha subito una contrazione dello 0,1% l’anno scorso e ora è probabilmente in recessione. Secondo le previsioni, quest’anno la crescita si attesterà solo allo 0,2% (ed è stata rivista al ribasso dallo 0,7%), anche se si prevede una ripresa più ampia nel 2025, con una crescita media dell’1,7%.

Si prevede che Francia, Spagna e Italia faranno meglio della Germania, soprattutto grazie alla maggiore quota di attività correlate ai servizi nelle rispettive economie, ma anche a una politica fiscale meno rigida. Sia la Spagna sia l’Italia hanno beneficiato di sostegni più ampi da parte dei fondi Next Gen dell’Unione Europea. Di contro, il governo di coalizione tedesco è stato costretto a revocare alcuni dei suoi piani d’investimento pubblico a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale tedesca, secondo la quale l’utilizzo dei fondi accantonati per far fronte alla pandemia è stato considerato una violazione delle norme fiscali.

Dopo aver raggiunto un picco del 10,6% a ottobre 2022, l’inflazione HICP nell’eurozona ha registrato un costante calo, attestandosi mediamente al 5,4% nel 2023. L’ultimo dato di gennaio ha mostrato un calo dell’inflazione al 2,8% su base annua e si prevede che, nei prossimi mesi, scenderà al di sotto del target del 2%. È probabile che il miglioramento della domanda interna faccia aumentare nuovamente le pressioni inflazionistiche nell’ultima parte delle previsioni. Si prevede che l’inflazione salirà dal 2,1% nel 2024 al 2,8% nel 2025, un valore che non verrà visto di buon occhio dai policymaker.

Fonte: InvestmentWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.