Nonostante le voci di un imminente downgrade del debito tedesco, che hanno tenuto in ansia gli operatori sia sul mercato valutario che su quello obbligazionario,….
e l’avvenuto taglio del rating britannico da parte di Fitch, che ha fatto perdere al governo londinese la tripla A ( ora AA+), il saldo bisettimanale dei rendimenti obbligazionari governativi, ad eccezione per la Germania, ha visto un generalizzato calo sia sul fronte dei Periferici che su quello delle low-yield.
Relativamente all’Italia, l’uscita dallo stallo politico consumatosi prima con la rielezione di Giorgio Napolitano a Capo dello Stato e poi con la formazione di un nuovo esecutivo di larghe intese guidato da Enrico Letta, ha dato ulteriormente ossigeno ai rendimenti, con una fl essione sui minimi dell’ultimo biennio. Il quinquennale è sceso così sotto quota 3%, ovvero al 2,70%, segnando rispetto a quindici giorni fa un calo pari a 38 punti base, mentre il decennale è rientrato al di sotto del muro del 4%, in calo di 39 bp. Come accennato, la curva tedesca è stata l’unica a muoversi in controtendenza nella parte medio-lunga della stessa.
Il quinquennale ha registrato una salita di 20 bp allo 0,32%, così come il decennale che si è portato a quota 1,221% dai precedenti 1,132%. Il calo del rischio Paese Italia, unito alla salita dei rendimenti della curva tedesca, si è rifl esso positivamente sul differenziale di rendimento tra BTP e Bund, considerato il termometro dello stato di salute del Belpaese e più in generale dell’Eurozona da quando è iniziata la crisi dei debiti sovrani.
Stando ai correnti rendimenti lo spread si attesta oggi al 2,72% dai precedenti 3,2%, aggiornando così i minimi dagli ultimi tre mesi e proiettandosi verso i minimi in area 230-200 bp.
Fonte: RBS
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