Il Punto sui mercati: dal meeting della BCE è scaturito un nulla di fatto sul fronte tassi

A poche ore dallo scadere dell’ultimatum lanciato da Obama ai repubblicani, l’accordo sull’innalzamento del tetto del debito non è stato ancora trovato. Nonostante l’ottimismo mostrato dal democratico Harry Reid, manca infatti il via libera del leader della maggioranza repubblicana…

Mitch McConnell per porre fi ne allo shutdown e scongiurare un default tecnico che avrebbe conseguenze incalcolabili sull’intero sistema fi nanziario globale. Mentre il dialogo prosegue ad oltranza,  sul mercato valutario il dollaro segna il passo raggiungendo i minimi a un anno contro l’euro, in area 1,36.
Con l’attenzione rivolta Oltreoceano, in Eurolandia si inizia a lavorare al fine di riconquistare rapidamente la credibilità dei tassi di riferimento di importanza sistemica ponendo rimedio a carenze signifi cative del quadro di governance. La BCE è intenta quindi ad intraprendere fermamente le iniziative del mercato fi nalizzate a individuare tassi di riferimento maggiormente basati sulle transazioni, che potrebbero integrare in maniera effi cace o in casi estremi a portare a sostituire l’Euribor.
Rimanendo nell’Eurozona, dal meeting della BCE è scaturito un nulla di fatto sul fronte tassi, che rimangono dunque fermi allo 0,50%. La decisione, attesa dagli analisti, è in linea con il quadro economico dell’area che inizia a mostrare timidi segnali di ripresa e che per il mese di settembre ha visto il tasso di infl azione arrestarsi all’1,1%, un livello che secondo le stime dovrebbe confermarsi anche per i mesi successivi.  In questo contesto la politica monetaria rimane accomodante, allo scopo di promuovere la stabilità dei prezzi e sostenere una graduale ripresa nell’economia.
Sul fronte dei rendimenti, il saldo bisettimanale ha mostrato una generalizzata riduzione degli yield dei Periferici. Il decennale italiano è in calo a quota 4,26% dai precedenti 4,52%, mentre la scadenza quinquennale viene rilevata a quota 2,91%, in ribasso di 43 punti base.
Discorso diametralmente opposto, in linea con la tendenza dell’ultimo periodo, per le curve low-yield. Il Bund decennale tedesco sale così a quota 1,859% dai precedenti 1,515%, mentre i Treasury americani vedono il decennale a quota 2,841% dai precedenti 2,609%. Tale movimento non può che giovare a favore dello spread di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi. Dopo che ad inizio ottava, le tensioni politiche italiane avevano nuovamente spinto il differenziale a contatto con i massimi di periodo a quota 280 punti base, il superamento della crisi di governo ha riportato lo spread verso i minimi a quota 240 bp.

Fonte: RBS

 

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