Tema Caldo: Euribor inchiodato dalla Bce

La politica monetaria accomodante della BCE che, secondo quanto espresso anche recentemente dal presidente Mario Draghi potrebbe tenere a freno i tassi su livelli storicamente molto bassi ancora per lungo tempo, continua a pesare…

sulla ripresa del tasso Euribor, ovvero il benchmark dei tassi interbancari dell’area Euro.

Guardando al grafico delle attese di mercato, ovvero la curva forward, essa si attesta sui minimi dell’ultimo mese, con un tasso interbancario sulla scadenza trimestrale atteso oltre quota 0,50% solo oltre gli inizi del 2015, e oltre area 1,5% verso la fi ne del secondo trimestre del 2015.  Tale scenario continua a pesare in maniera negativa sul comparto delle obbligazioni a tasso variabile, molto spesso indicizzate proprio all’Euribor e di contro contribuisce a mantenere su livelli elevati, in relazione alle alte cedole erogate, le obbligazioni di tipo inverse floater, quelle dove la componente variabile decurta di fatto un facciale fisso assai corposo. In tale trade-off vi è sostanzialmente l’esposizione al rischio tassi, molto basso sulle obbligazioni a tasso variabile e di contro discretamente alto sulle inverse floater.
A metà strada tra le due differenti tipologie di bond, si posizionano due strutturate, ovvero la RBS Obiettivo 6% e la RBS Obiettivo 8%. Per le potenzialità in termini di rendimento, si segnala in particolare la seconda delle due proposte, caratterizzata da una scadenza fi ssata per il 15 luglio 2021. Nel dettaglio, ogni trimestre verrà rilevato il valore dell’Euribor trimestrale e se questo si troverà entro il range compreso tra l’1% e il 4,5%, il bond distribuirà una cedola pari all’8% annuo. Pertanto, se nel breve-medio termine le probabilità che possa venir erogata la cedola sono comprensibilmente molto basse, qualora si analizzasse tale proposta lungo tutta la sua durata il rendimento potenziale salirebbe sensibilmente. In base alle correnti stime del mercato, infatti, il bond potrebbe iniziare a pagare la cedola dell’8% annuo a partire dal 15 luglio 2016 fi no alla sua naturale scadenza (15 luglio 2021). Pertanto in base ai correnti 92,46 euro, il rendimento potenziale annuo ammonterebbe ad oggi al 6,23% lordo.
In conclusione, per chi avesse un orizzonte temporale di medio-lungo termine, anche in ottica di diversifi cazione, tale obbligazione rappresenta ad oggi un valido strumento in grado di migliorare il rendimento medio di portafoglio.

Fonte: RBS

 

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