Analisi Weekly : Paesi e Emittenti

Estonia: E’ arrivata la risposta favorevole da parte dei ministri delle finanze dell’eurozona sulla richiesta dell’Estonia di entrare a far parte della comunità europea e di conseguenza di adottare la moneta unica, prevista per Gennaio 2011. Fattori chiave che hanno determinato l’ammissione del paese ex unione sovietica sono stati gli ottimi conti ….

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali

Abax Bank


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.

Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


pubblici migliori di molti Stati attualmente membri dell’Unione, grazie anche al continuo miglioramento ottenuto nel corso della crisi, configurandosi come esempio di efficacia nelle politiche fiscali. Dopo aver registrato un’accumulazione cumulativa per sette trimestri consecutivi del 19,6% del Pil, nel Q4 09 registra +2,5%; current account si attestano in surplus del 4,7% del Pil nel 2009 dopo aver registrato un deficit pari al 17,8% nel 2007; budget deficit pari all’1,7%, ben al di sotto del 3% richiesto da Maastricht, debito governativo pari al 7,2% del Pil, il minor livello registrato nell’area EU durante il 2009.

Da sottolineare come il governo estone non abbia obbligazioni emesse. Le motivazioni alla base di un così tardivo ingresso si possono trovare nell’applicazione del vincolo secondo cui i livelli di debito e deficit devono avere carattere continuativo e non risultare a livello occasionale. L’Estonia ha dimostrato di tenere più che saldamente tale capacità prospettica. Da molte fonti è arrivato un altro tipo di interrogativo: se l’Estonia è un paese così virtuoso perché vorrebbe entrare nell’ UE caratterizzata da forti problemi ed una moneta unica in forte svalutazione. A tale quesito ha risposto il primo ministro estone, Andrus Ansip: “nonostante la crisi greca l’appeal dell’euro non è diminuito. La quasi totalità delle esportazioni e del debito del settore privato sono denominati in euro e di conseguenza l’adozione della moneta unica migliorerà la stabilità e il commercio. Il nostro tasso di cambio è già fissato all’euro”. L’Estonia registra anche l’upgrade da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s del sovereign credit rating portato ad “A”, un notch al di sotto del rating assegnato da Moody’s che lascia intravedere futuri upgrade.

Bulgaria: Forte attenzione è stata posta dalla Commissione Europea sui conti pubblici della Bulgaria, annunciando una prossima commissione d’inchiesta. In ballo c’è l’eventuale ammissione alla Comunità Europea. A seguito dei ricorrenti errori nei conti statistici greci all’origine della crisi del debito europea, i ministri delle Finanze hanno dato il via libera a nuovi poteri di audit e di inchiesta all’Eurostat. Proprio il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn ha mostrato particolare preoccupazione circa le performance delle statistiche della Bulgaria. Il paese baltico ha rivisto le stime circa il budget deficit del 2009 al rialzo passando dall’1,9% del Pil a 3,7%. Il rapido e forte aumento, fuori dai limiti di Maastricht, del livello del deficit ricorda in modo troppo similare la Grecia e le falsificazioni che hanno gettato l’Europa nella crisi peggiore mai vissuta. La Bulgaria è stata già sotto l’attenzione della Commissione nel 2008 quando furono bloccati aiuti per Euro 500 mln a causa del forte livello di corruzione ed irregolarità mostrate dal governo. Tali considerazioni hanno avuto come conseguenza lo slittamento delle scadenze previste per l’entrata del framework pre-euro, ERM, previsto per l’anno in corso. Ricordiamo che il 55% delle esportazioni del paese baltico sono dirette nell’area Euro, il restante 45% è denominato in dollari, di conseguenza il momento di difficoltà della moneta unica attuale sta aiutando il paese dato il tasso di cambio fisso con l’Euro. Dopo le dichiarazioni dell’EconFin allarga fortemente il costo della protezione della Bulgaria, il CDS passa infatti da 250 bp di inizio mese ai 390 bp

GM: Il Governo tedesco ha annunciato, attraverso le parole del proprio ministro delle finanze, Rainer Bruederle, di aver rigettato la richiesta di General Motors di garanzie pubbliche per un ammontare superiore a Eur 1,1 mld volto alla ristrutturazione di Opel. Secondo le dichiarazioni del CEO di GM, Reilly, i quattro stati tedeschi (North Rhine- Westphalia, Hesse, Rhineland-Palatinate e Thuringia) in cui si trovano gli impianti industriali di Opel avrebbero già accettato di garantire metà dell’ammontare. Gm sta anche valutando la possibilità di ricorrere agli aiuti stanziati dal

governo tedesco per la ricerca e sviluppo di tecnologie verdi. Probabile fattore che ha determinato il cambio di intenzioni da parte del governo può essere ricercata nel forte piano di ristrutturazione delle finanze pubbliche deciso per il rientro nel limite del 3% del deficit, attualmente al 5%. Preoccupazioni sorgono ora sul numero di posti di lavoro che GM taglierà nel piano di ristrutturazione. Se da un iniziale previsione di 10.000 tagli si è passati a 8.300, di cui 4.000 in Germania, adesso tale cifra potrebbe essere modificata. GM ha accesso a fondi messi a riserva, il cui utilizzo potrebbe incontrare forti critiche da Washington, dato che buona parte dei fondi arrivano dal salvataggio governativo di $ 50 mld

SoGen: nei giorni del processo dell’ex trader Kerviel, Societe Generale, la seconda maggior banca francese per capitalizzazione di mercato, ha pubblicato le proprie stime sui profitti per il 2012. Secondo le dichiarazioni del gruppo, il target per il 2012 è pari ad Euro 6 mld. Tale target verrà raggiunto grazie alle performance della unit di Corporate & Investment Banking che da sola dovrebbe portare nelle casse del gruppo una cifra compresa tra i 2,3 e 2,8 mld di Euro. Particolare rilevanza ed attenzione è stata data allo sviluppo della Russia che secondo le stime dovrà diventare il maggior contributor retail fuori dal territorio nazionale entro il 2015. Nel primo trimestre dell’anno in corso, SoGen ha registrato un incremento delle entrate pari al 74% a 2,14 mld Euro con un utile netto di 541 mln, vs una perdita netta pari a 171mln del Q1 09. Risultato ottenuto anche per merito delle politiche di ridimensionamento del livello di rischio oltre che a un generalizzato miglioramento delle condizioni economiche


DISCLAIMER
Il presente materiale informativo non è destinato a clienti al dettaglio o potenziali clienti al dettaglio, ma è rivolto unicamente a investitori professionali quali: 1) banche; 2) imprese di investimento; 3) imprese d’assicurazione; 4) società di gestione collettiva del risparmio. In nessun caso il presente materiale informativo potrà essere distribuito a soggetti diversi da quelli sopra indicati.
Il presente materiale informativo è il prodotto di un desk di vendita/trading e non del dipartimento ricerca. Le opinioni espresse possono differire da quelle di altre divisioni di AbaxBank, incluso il dipartimento ricerca. AbaxBank può effettuare operazioni di trading su qualsiasi dei nominativi menzionati nel documento e potrebbe avere accumulato posizioni lunghe o corte negli strumenti stessi o in strumenti derivati.

Abaxbank pertanto non assume alcuna responsabilità nel caso in cui tale documento sia in qualunque modo messo a disposizione di un soggetto diverso da quelli sopra indicati. Le notizie di cui al presente documento hanno una finalità puramente informativa e non si propongono in alcun modo di sostituire l’autonomo giudizio degli investitori professionali cui le notizie medesime sono destinate. In particolare, tali notizie non costituiscono una proposta di contratto, né,
tantomeno, offerta o sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Eventuali generiche indicazioni circa l’andamento dei tassi di cambio e/o di altri indicatori finanziari oggetto di analisi, benché siano fornite in buona fede sulla base dei dati disponibili, non costituiscono in alcun modo quotazioni operative ai fini della conclusione di operazioni su strumenti finanziari.
Il presente materiale informativo non costituisce, altresì, prestazione di attività di consulenza da parte di Abaxbank. L’opinione e le indicazioni espresse da Abaxbank nel presente documento potrebbero, infatti, variare nel tempo, senza necessità di comunicazione da parte di Abaxbank. Abaxbank non fornisce, dunque, alcuna garanzia sul risultato di eventuali investimenti negli strumenti finanziari/tassi di cambio che sono oggetto dell’analisi.

Pertanto né Abaxbank, né alcuno dei suoi rappresentanti, amministratori e dipendenti potrà essere ritenuto in alcun modo responsabile per le perdite o i danni a chiunque derivanti in conseguenza dell’uso, a qualsivoglia titolo, delle notizie contenute nel presente documento.

Fixed Income Area & OFP




Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.