Sotto la lente: Inflazione o deflazione?

E’ prevista per la prossima ottava, da martedì 5 a venerdì 8 novembre salvo chiusura anticipata, la nuova emissione dei Btp Italia, il cui tasso reale verrà comunicato lunedì 4 novembre. Il lancio di questa nuova serie di Inflation linked di …

Stato, riaccende i riflettori sull’importanza della protezione del potere d’acquisto, soprattutto su portafogli con un orizzonte temporale di medio –lungo termine.
In particolare, nonostante la prospettiva sia per un prolungamento della politica monetaria di tassi di interesse su livelli eccezionalmente molto bassi ancora per lungo tempo, secondo il Fondo Monetario Internazionale un eventuale rialzo in scia ai segnali di ripresa economica avrebbe ripercussioni gravi sull’intero sistema qualora l’inflazione rimanesse sugli attuali livelli o addirittura calasse, in uno scenario di potenziale deflazione a cui l’Eurozona rischia di andare incontro secondo il Telegraph.
Uno scenario fi nora tuttavia non confermato dal grafico  dei prezzi al consumo anno su anno e dalle attese sull’inflazione europea e italiana rappresentate in tabella, che evidenziano un trend di lenta ma costante ripresa per i prossimi anni. Anche per questo motivo, all’interno di un portafoglio sufficientemente diversificato, in termini di indicizzazione si fa sentire l’esigenza di riservare quota parte degli asset ai titoli in grado di proteggere il potere d’acquisto.
Tra le obbligazioni che potrebbero tornare utili in un contesto inflattivo e che, per la loro peculiare struttura, sono oggi in grado di garantire discreti ritorni in linea con i rendimenti di mercato, all’interno del panorama delle Infl ation linked targate RBS Plc si distingue la Royal 5,5 Infl azione ( Isin NL0009289339). Il bond prevede cedole fisse  su base annuale del 5,5% fino al prossimo 11 gennaio 2014 e  successivamente, fino alla scadenza di gennaio 2020, cedole  agganciate alla variazione annuale dell’indice armonizzato  dei prezzi al consumo europei esclusa la componente  tabacco (HICP Ex – Tobacco), maggiorato di uno spread dell’1,6%. Facendo riferimento ai tassi di inflazione attesi, che rappresentano alla relativa data di valutazione l’espressione delle aspettative del mercato circa l’andamento futuro dell’inflazione, per ogni data di rilevazione sono stati interpolati i livelli dell’indice di mercato dell’obbligazione, maggiorato dello spread previsto.
Ne deriva, pertanto, che in virtù  del flusso cedolare atteso e dei correnti 101,38 euro esposti in lettera al MOT di Borsa
Italiana, il rendimento prospettato a scadenza ammonterebbe oggi al 3,534% annuo al lordo della ritenuta fiscale. Per chi guarda con particolare interesse al mercato italiano, che oggi si distingue per un tasso di infl azione più basso rispetto a quello europeo, si segnala la Royal Infl azione Italia (Isin NL0009289339) il cui rendimento, a fronte di uno yield minimo lordo su base annua del 2,5%, è agganciato alla variazione del tasso di infl azione italiano calcolato dall’Istat.
Anche in questo caso, tenuto conto sia della struttura a termine delle attese sull’infl azione italiana, che il prezzo lettera del bond (100,37 euro), se ne ricava un corrente rendimento potenziale per l’obbligazione pari al 3,089% lordo annuo. Come è facile intuire, quest’ultima proposta, per via del fl oor minimo ai rendimenti (2,5%), constatati i correnti livelli dell’infl azione sottostante, può ad oggi essere considerata a tutti gli effetti come un bond a tasso fi sso, con un rischio tassi di mercato pertanto più marcato.

Fonte: RBS

 

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