UBP : Con il quarto trimestre del 2025 ormai alle porte e guardando al primo trimestre del 2026, manteniamo una visione costruttiva sull’EUR/USD, poiché ci aspettiamo che continui il movimento al rialzo verso livelli intorno a 1,22.
A cura di Peter Kinsella Global Head of Forex Strategy, UBP
Sono diverse le ragioni che supportano questo posizionamento.
In primo luogo, prevediamo che la Federal Reserve continuerà a tagliare i tassi, portando il tasso sui Fed Funds a circa il 2,75% entro la fine del 2026. Poiché l’inflazione headline negli Stati Uniti rimane elevata, i tassi reali corretti per l’inflazione scenderanno. L’EUR/USD mostra una forte correlazione con i differenziali dei tassi reali, pertanto gli investitori dovrebbero attendersi un apprezzamento continuo dell’euro rispetto al dollaro.
In secondo luogo, la BCE ha terminato il proprio ciclo di tagli dei tassi e mostra ora un atteggiamento leggermente più hawkish. L’euro continuerà a beneficiare del massiccio programma di stimoli fiscali della Germania, i cui effetti diventeranno sempre più evidenti nel 2026. La combinazione di una politica monetaria restrittiva e una politica fiscale espansiva tende storicamente a favorire una sovraperformance dell’euro.
Osserviamo inoltre che il surplus delle partite correnti dell’Eurozona è tornato a livelli ciclicamente elevati, rappresentando un importante sostegno alla moneta unica. Prezzi del petrolio più bassi supporteranno ulteriormente l’euro, grazie a un miglioramento della bilancia commerciale.
Infine, riteniamo che i crescenti attacchi all’indipendenza della Federal Reserve costituiscano un rischio significativo per il dollaro USA, in quanto gli investitori potrebbero rivedere al rialzo le proprie aspettative di inflazione. A nostro avviso, questo rischio è sottovalutato e pone sfide alle tradizionali scelte di asset allocation – in particolare per gli investitori obbligazionari internazionali.
In sintesi, continuiamo ad attenderci un moderato rialzo dell’EUR/USD verso l’1,20–1,22 entro il primo trimestre del 2026.
Fonte: InvestmentWorld.it
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