AcomeA SGR : La Bce, come atteso, ha deciso di tenere i tassi di riferimento di politica monetaria fermi, il Deposit Facility Rate rimane quindi al 2%.
Martina Daga, Macro Economist, AcomeA SGR
La Bce, come atteso, ha deciso di tenere i tassi di riferimento di politica monetaria fermi, il Deposit Facility Rate rimane quindi al 2%. La decisione ha avuto il supporto di tutti i membri del Consiglio governativo. Lagarde continua ad indicare che sono in una buona posizione, questo vuole dire che nell’attuale situazione non reputano necessario alcun aggiustamento ai tassi di riferimento. Le porte rimangono aperte sia a rialzi sia a tagli, ma non ora, in futuro. In questo momento la Bce è sicura del fatto che l’inflazione si stabilizzi intorno al target del 2% e non reputa necessario alcun aggiustamento.
Nelle proiezioni macroeconomiche la Bce rivede marginalmente al rialzo le stime di crescita economica, per il prossimo anno si aspettano una crescita del Pil all’1,2%, sostanzialmente in linea con il consenso di mercato. Lagarde riconosce che quest’anno l’economia è stata più resiliente delle attese, prima di tutto sostenuta dagli investimenti delle società in intelligenza artificiale, ma anche dalla componente delle esportazioni, che ha avuto un contributo migliore rispetto alle attese. Per il futuro la Bce si aspetta che le tariffe imposte dagli Stati Uniti inizino a pesare sulle esportazioni e che il principale motore di crescita economica in eurozona siano i consumi privati. La Bce rivede al rialzo le aspettative di inflazione per il 2026, e prevede che la crescita dei prezzi al consumo rimanga sostanzialmente intorno al target del 2% da qui al 2028. Negli ultimi dati di inflazione la componente legata ai servizi rimane piuttosto sostenuta (a novembre +4,5% rispetto ad un anno fa), tuttavia Lagarde cita alcuni indicatori prospettici che mostrano che la crescita dei salari, particolarmente rilevante per i prezzi dei servizi, dovrebbe rallentare dei prossimi mesi.
In questa situazione, la Bce è in una buona posizione, indicando che non ha motivo in questo momento di spostarsi. Lagarde, commentando le dichiarazioni rilasciate da Schnabel nei giorni scorsi – secondo cui la prossima mossa sarebbe un rialzo – ha ribadito che le porte restano aperte sia a rialzi sia a tagli, ma non nell’immediato.
La Bce ha raggiunto una situazione consistente con il proprio mandato di stabilità dei prezzi. L’outlook rimane piuttosto incerto, alla luce di una guerra commerciale in corso, di tensioni geopolitiche in diverse aree geografiche e della rivoluzione legata all’intelligenza artificiale. Ma, per il momento, e se la situazione macroeconomica dovesse evolvere in linea con le proiezioni, la Bce non è incline a modificare la propria posizione.
Fonte: InvestmentWorld.it
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