Invesco : I dati macroeconomici pubblicati nelle ultime settimane battono in maniera sempre più consistente le aspettative del mercato e questo continua a rafforzare un contesto ciclico positivo a livello globale.
A cura di Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco
I segnali di tenuta arrivano da un range ampio di economie sia in mercati sviluppati che emergenti; consumi, esportazioni, investimenti fissi e attività delle imprese si allineano con un quadro economico sempre più resiliente ed una fase di espansione per l’attività economica globale. Questi elementi fondamentali sono sottostanti la capacità dei mercati di navigare l’elevata volatilità in arrivo da yen e JGB in Giappone, dai metalli industriali e preziosi, dalle quotazioni del comparto dei software o dalla rotazione in uscita dal fattore momentum negli Stati Uniti.
Con il rimbalzo di venerdì, le quotazioni di S&P 500 e EuroStoxx sono infatti tornate in vicinanze dei massimi storici. Per quanto portatori di volatilità, i movimenti sotto la superficie dei mercati azionari appaiono come una serie di correzioni piuttosto mirate ad alcuni dei segmenti più surriscaldati del mercato, e non un processo sistemico di riduzione indiscriminata delle posizioni degli investitori o di un movimento di de-risking allargato.
La correzione di elementi di iper-comprato su metalli preziosi, tecnologia e titoli momentum, ha avuto infatti un limitato contagio su altre asset class. I fattori che più dobbiamo monitorare in questo mercato sono quelli legati ad un possibile contagio legato al rischio di rialzo nella volatilità sui tassi d’interesse a lunga scadenza e di allargamento negli spread di credito, entrambe sembrano oggi in grado di assorbire la volatilità.
La stagione delle trimestrali negli Stati Uniti sta portando sorprese positive nella crescita degli utili; tuttavia, il ritmo delle revisioni al rialzo nelle previsioni degli analisti si sta riducendo ed il margine di errore per il settore tecnologico si assottiglia. Le aziende al cuore del AI stanno battendo le attese ma il livello di investimenti in conto capitale continua a generare incertezza nei modelli di stima degli analisti. L’industria del software affronta la competizione di piattaforme AI integrate che offrono il “sofware as a service”, cioè un’ampia gamma di software creati su misura e disponibili su un’unica piattaforma.
Un tema di cautela per il contesto macroeconomico, e ormai da qualche mese, è il mercato del lavoro americano. La settimana scorsa alcuni dati provenienti dal settore privato hanno confermato una fase di stallo per le nuove assunzioni e questa settimana avremo la pubblicazione dei dati relativi al mese di gennaio. Le attese degli economisti sono per la creazione di più di 70 mila nuovi posti di lavoro ed un tasso di disoccupazione stabile al 4.4%. Oltre alla pubblicazione dei dati saranno rese note le revisioni ufficiali per i mesi precedenti, il mercato ha già incorporato una revisione negativa al numero di occupati; l’incertezza sul mercato del lavoro non ha infatti inciso su un ulteriore upgrade alle previsioni di crescita del PIL americano per l’anno in corso. Inoltre, il dibattito sulle implicazioni del passaggio di consegne alla Fed appare sempre più incentrato sulla gestione di un possibile restringimento del bilancio Fed, mentre sul fronte dei tassi d’interesse il mercato è sempre più convinto che la Fed a guida Warsh andrà a tagliare i tassi già nel mese di giugno.
Le elezioni politiche in Giappone sembrano confermare una maggioranza alla Camera Bassa molto ampia per il partito LDP della premiere Takeichi, possibilmente oltre i due terzi da solo. Un risultato che va oltre le attese, che vedevano il raggiungimento della maggioranza assoluta del LDP. La vittoria dei due terzi crea uno scenario in cui la Premier potrà passare legislazioni anche se in prima battuta respinte dalla Camera Alta, il fatto che la coalizione di governo rimanga in minoranza nella Camera Alta viene quindi più che bilanciato dalla netta vittoria alla Camera Bassa. La reazione del mercato porterà ulteriore tensione al rialzo sui tassi dei JGB a lungo termine mentre lo yen potrebbe indebolirsi ed andare a testare ancora una volta quei livelli a cui BOJ e Fed hanno fatto presagire un possibile intervento sul mercato per calmarne la discesa; quindi, questo dovrebbe già servire come una sorta di supporto implicito ad un eventuale caduta dello yen.
La BCE ha lasciato i tassi invariati come largamente atteso, la bilancia dei rischi è ancora vista come equilibrata e la banca centrale conferma le attese di un’inflazione che si stabilizza attorno al target del 2% nel medio periodo, l’attuale politica monetaria continua ad essere descritta come “nel posto giusto”. Il comunicato ufficiale ha sottolineato alcuni temi di forza nella crescita economica dell’Area Euro, mentre la Lagarde nella sua conferenza stampa ha ridotto il focus sulla forza dell’euro come un elemento critico alle dinamiche di inflazione e crescita, allo stesso tempo ha sottolineato come il probabile passaggio al di sotto delle stime BCE nel tasso d’inflazione già dai prossimi mesi non sia di per sé un elemento di cambiamento alla politica monetaria.
Fonte: InvestmentWorld.it
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