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Neuberger Berman: il conflitto in Iran allarga gli scenari possibili. L’ottimismo resta, ma con cautela

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Neuberger Berman : L’inizio del 2026 si sta rivelando più complesso del previsto. Il conflitto in corso con l’Iran ha ampliato la gamma di scenari possibili, introducendo rischi estremi che gli investitori non possono ignorare.

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Articolo creato dalla Redazione di InvestmentWorld.it


Rebekah McMillan, Associate Portfolio Manager team Multi-Asset di Neuberger Berman


Nonostante ciò, il team Multi-Asset di Neuberger Berman, attraverso l’analisi di Rebekah McMillan, Associate Portfolio Manager, mantiene un orientamento generale favorevole agli asset di rischio, pur con una maggiore prudenza.

Lo scenario macroeconomico di base della casa di gestione non ha subito variazioni significative. Le previsioni indicano ancora una crescita globale sostenuta da banche centrali che mantengono una politica accomodante, un contesto che tradizionalmente favorisce l’assunzione di rischio. Tuttavia, la volatilità emersa sui mercati impone una gestione più attenta.

Il nodo del Medio Oriente

Il primo fattore da monitorare è l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente. Lo scenario di base di Neuberger Berman prevede una durata limitata a poche settimane piuttosto che mesi. Questa ipotesi si fonda sugli incentivi economici delle parti coinvolte, in particolare sulla necessità di mantenere operativo lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il trasporto del greggio. Le recenti dichiarazioni di Teheran, che ha minacciato di colpire le infrastrutture energetiche regionali in caso di attacco ai propri impianti , confermano la fragilità della situazione ma anche la consapevolezza delle conseguenze di una chiusura prolungata.

Tuttavia, McMillan avverte che se le perturbazioni si protraessero per mesi e si estendessero dal settore energetico a quello alimentare, si potrebbe configurare una crisi commerciale più strutturale. Anche mantenendo lo Stretto aperto, eventuali danni alle infrastrutture critiche potrebbero compromettere l’approvvigionamento energetico. Un’eventualità che avrebbe ripercussioni profonde e durature sull’economia globale . In questo contesto di incertezza, la volatilità rende difficile assumere posizioni direzionali decise. Per questo motivo, il team mantiene liquidità e opzioni nei portafogli, confermando una posizione che definisce “ottimista ma cauta”.

A supporto di questa visione, un altro gestore della stessa casa, Hakan Kaya, ha recentemente sottolineato come la crisi iraniana abbia rimesso in luce il ruolo delle materie prime come strumento di diversificazione. Secondo Kaya, il petrolio era già in una fase di offerta ristretta prima del conflitto, mentre l’oro continua a essere percepito come riserva di valore. Anche il rame riflette aspettative di scarsità legate all’elettrificazione, indipendentemente dall’evoluzione del rischio geopolitico .

Macroeconomia: crescita a due velocità

Nonostante la volatilità, le prospettive macroeconomiche per l’anno restano positive. Negli Stati Uniti, la crescita del PIL di inizio anno era solida, sostenuta da una spesa per consumi resiliente. Il principale punto di attenzione rimane il mercato del lavoro, monitorato con attenzione per cogliere eventuali segnali di deterioramento.

Un fattore strutturale di sostegno all’economia statunitense rimane l’investimento in capitale fisso (capex) legato all’intelligenza artificiale. Sulla base dei risultati del quarto trimestre 2025, gli hyperscaler dovrebbero continuare a incrementare la spesa. Una dinamica confermata da analisi indipendenti, che stimano un contributo significativo di questi investimenti alla crescita del PIL USA nel 2026, sebbene con un impatto limitato sull’occupazione .

Al di fuori degli Stati Uniti, il quadro è più disomogeneo. L’Europa rimane in una situazione di stagnazione, con un andamento economico fiacco che potrebbe persistere. Questa valutazione è coerente con i dati più recenti, che mostrano un’economia dell’eurozona prossima alla stagnazione a causa del caro energia, con l’indice PMI in calo e le aspettative di inflazione in rialzo . Neuberger Berman, invece, continua a individuare opportunità nei settori ciclici a più alta crescita all’interno dei mercati emergenti.

Il cambio di regime sulla volatilità

Un aspetto che modifica il contesto di rischio complessivo è l’aumento della volatilità sui tassi di interesse. Per un certo periodo, la bassa volatilità dei tassi aveva sostenuto i mercati azionari. Questa dinamica, secondo McMillan, sta ora cambiando. Di conseguenza, anche se lo scenario macroeconomico rimane favorevole, il quadro generale per gli investitori diventa meno certo.

In sintesi, Neuberger Berman delinea un contesto in cui l’ottimismo di fondo sulla crescita globale e sulla politica delle banche centrali deve fare i conti con un allargamento degli esiti possibili legati al conflitto mediorientale. La strategia adottata punta a preservare la flessibilità, mantenendo liquidità per intervenire in caso di opportunità, pur restando strutturalmente orientata agli asset di rischio.

Fonte: InvestmentWorld.it


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