In questa intervisita, la dottoressa Laura Nateri – Country Head Italy di Lazard – analizza alcune delle tematiche più rilevanti e attuali che stanno plasmando i mercati finanziari globali: dalla rinascita giapponese grazie alle riforme di governance, al ruolo della robotica di fronte alla carenza di manodopera, fino alle strategie per costruire portafogli solidi in tempi d’incertezza, all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali.
Intervista a Laura Nateri, Country Head Italy Lazard AM
15 Maggio 2026 Investment World – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale
La voce di Lazard ci accompagna in un viaggio tra analisi finanziaria, spunti culturali e visione pragmatica. Scopriremo come il Giappone sta attirando capitali, come la tecnologia influenza i mercati e come orientarsi in un mondo dove l’incertezza è la regola.
Lo slancio del Giappone: riforme, inclusività e investimenti
La nuova Corporate Governance in Giappone
Il Giappone vive un momento di nuovo slancio, favorito da una serie di riforme sulla corporate governance iniziate alcuni anni fa sotto la guida di Abe. Queste riforme hanno puntato su:
- Trasparenza nei processi decisionali
- Inclusione di nuovi segmenti della popolazione nelle posizioni di rilievo, incluse le donne
- Focus sulla restituzione di valore agli azionisti
“Il Giappone finalmente beneficia ormai da qualche anno delle riforme del Senato iniziate da Abe […] bisogna sottolineare l’importanza della trasparenza nei processi corporate governance, nell’inclusione a livello di governance di più parti della popolazione, inclusa le donne sicuramente, tutti i fattori […] contribuiscono ad attrarre capitali non solo domestici […] ma anche internazionali.” – Laura Nateri
Questi fattori hanno invertito la tendenza storica in cui il capitale investito era prevalentemente “nazionale” e hanno riportato l’interesse degli investitori globali verso il mercato giapponese, spesso percepito come sottopesato nei portafogli mondiali.
Da “mercato domestico” a player globale
Se nel 2008 la percentuale di investimenti nel mercato giapponese era ai massimi, la crisi e le lunghe tre decadi di stagnazione l’avevano relegato a una posizione marginale nei portafogli globali. Oggi, invece, il Giappone si sta ritagliando un ruolo centrale, diventando una nuova asset class per la diversificazione.
Schematizzazione della governance giapponese oggi
- Consigli di amministrazione più inclusivi
- Politiche di gender diversity
- Maggiore focus sugli interessi degli azionisti
La cultura incontra la finanza: la prospettiva di Carlo Massarini
Durante la conferenza, un elemento interessante è stato l’apporto culturale di Carlo Massarini, che ha affiancato l’analisi finanziaria a spunti culturali e sociali.
L’importanza delle “contaminazioni” tra linguaggi diversi aiuta gli investitori a comprendere in profondità il contesto giapponese, andando oltre i “numeri secchi” per intuire trend di lungo periodo che nascono nella società e si riflettono anche nei mercati.
“Le contaminazioni ci aiutano sempre a ricordarci dei messaggi importanti che ci possono servire […] sarebbe impossibile pretendere che vadano a casa con tutta la mole di informazioni tecniche.” – Laura Nateri
Un esempio: la musica elettronica giapponese degli anni ‘80/’90
La rivoluzione elettronica partita dal Giappone ha fatto da apripista sia tecnologicamente che culturalmente. Così come la musica si è evoluta grazie a strumenti prodotti dalle aziende giapponesi, anche l’economia e la finanza stanno vivendo un proprio “ritorno di fiamma”, con attenzione crescente alle dinamiche sociali che alimentano innovazione e competitività.
Robotica e automazione: la risposta giapponese alla crisi demografica
Invecchiamento della popolazione e tecnologie emergenti
Il Giappone affronta una delle più gravi crisi demografiche mondiali: l’età media si aggira attorno ai 50 anni, terza solo dietro paesi minuscoli come Monaco.
“Il Giappone, che ha un problema di invecchiamento importante, sappiamo che l’età media è 50 anni […] ha un bisogno di sostituzione di forza lavoro attraverso la robotica.” – Laura Nateri
Perché la robotica è così centrale?
- Compensa la cronica carenza di forza lavoro giovane
- Consente di mantenere alto il livello produttivo
- Sostiene la crescita economica
Robotica come driver di crescita e competitività
La leadership tecnologica giapponese non nasce oggi: negli anni ’90 il paese era in assoluto all’avanguardia nell’elettronica e nella robotica. Oggi questa eredità si rinnova, offrendo soluzioni concrete a una dinamica che – in un certo senso – coinvolge anche l’Europa e soprattutto l’Italia.
Effetto sociale ed economico: la riduzione dei lavoratori disponibili, paradossalmente, aumenta il potere contrattuale e il potere d’acquisto dei lavoratori rimasti, con effetti positivi sui consumi interni, sulla domanda di beni e, di conseguenza, sull’inflazione.
“Il costo della shortage […] di forza lavoro non è necessariamente negativo: è vero che diminuisce la forza lavoro disponibile, ma questo aumenta il potere d’acquisto dei lavoratori che diventano consumatori […] una dinamica fondamentale per ritornare a crescere, creare quell’inflazione che è mancata per 30 anni.” – Laura Nateri
Scenario geopolitico e investimenti: come orientarsi?
L’attuale contesto geopolitico, segnato da tensioni commerciali e da conflitti in Iran e altre regioni, rende la tradizionale allocazione geografica sempre meno efficace.
“Parlare di geografie oramai è anacronistico, da tempo.” – Laura Nateri
Oggi, molte società ottengono la maggior parte dei loro ricavi fuori dal mercato d’origine. La vera discriminante per gli investitori è individuare le aziende “campioni”, ossia quelle che – a prescindere dalla sede – hanno leadership globale.
Esempio pratico: revenue breakdown delle multinazionali
- Un’azienda quotata a Milano può generare il 90% del fatturato fuori dall’Italia
- Le “Mag7” statunitensi non sono forti solo perché “americane”, ma perché sono campioni globali nei rispettivi settori
Geopolitica e inflazione: la guerra ha reso più difficile prevedere i trend macro, ma una certezza rimane l’inflazione alta. Questo è un elemento essenziale per guidare le scelte di portafoglio.
“…l’inflazione rimarrà un problema e rimarrà alta dappertutto. Questo è un segnale che dobbiamo interpretare e che dobbiamo usare per allocare i nostri investimenti nei posti giusti.” – Laura Nateri
Intelligenza Artificiale nella gestione degli investimenti
Realismo tra aspettative e risultati
Uno dei temi più caldi degli ultimi anni è sicuramente l’intelligenza artificiale (AI). Ma è solo una moda, è già una realtà o solo una promessa per il futuro?
Blocco evidente
“Lazard ha dichiarato di voler integrare l’AI nei processi di investimento. State vedendo risultati misurabili o il mercato sta ancora apprezzando aspettative più che dati concreti?” – Laura Nateri
La risposta, secondo Laura Nateri, è che l’integrazione è già avvenuta, in modo trasversale e strutturale, molto prima che diventasse argomento “pop” per i media.
Esperienza di Lazard: AI oltre il semplice “trend”
Dal 2005 Lazard ha un team quantitativo a Boston, che lavora con strumenti di intelligenza artificiale già da quasi vent’anni. L’AI viene utilizzata per:
- Avere una visione ampia e granulare dei fondamentali aziendali
- Rafforzare sia le analisi fondamentali che quelle quantitative
- Integrarsi nei processi commerciali e di previsione macroeconomica
“Non è una novità per noi e sicuramente l’accelerazione di questo ultimo periodo ci impone di aggiungerla a tutti i processi, non solo quelli di investimento ma anche quelli commerciali […]” – Laura Nateri
Questa propensione all’innovazione permette a Lazard di non vedere l’AI come nemica, ma come strumento da abbracciare e valorizzare.
Costruire un portafoglio per il futuro: strategie e idee chiave
La parte centrale e più operativa dell’intervista riguarda le strategie concrete da adottare oggi per navigare i mercati volatili, in particolare nell’allocazione di portafoglio per investitori italiani e internazionali.
Come affrontare l’inflazione persistente
Punto di partenza: l’inflazione rimarrà alta per un periodo non breve. Da qui, la strategia migliore è affidarsi a strumenti con gestione flessibile della duration nel comparto obbligazionario.
- L’oscillazione di tassi e spread richiede una flessibilità operativa
- Le strategie obbligazionarie “rigide” rischiano di generare sottoperformance
Tabella: Confronto tra strategie obbligazionarie rigide vs. flessibili
Scelte su obbligazionario e azionario
Nel comparto obbligazionario:
- Selezionare emittenti solidi
- Valutare i subordinati finanziari per lo yield più alto
Nell’azionario:
- Cercare mercati con valutazioni ancora “a sconto” (es. small cap USA)
- Puntare su mercati in risveglio strutturale come il Giappone, tradizionalmente sotto-esposto nei portafogli internazionali
“Andiamo a cercare quei mercati che per motivi diversi possono ancora offrire dei rendimenti interessanti: le small cap americane, il Giappone interessato da un risveglio di lungo periodo […]” – Laura Nateri
Approccio raccomandato: gestione attiva, selezione attenta delle società, attenzione all’indebitamento e alla solidità finanziaria.
Il ruolo delle infrastrutture e dei mercati emergenti
Investire in infrastrutture: tra rinnovamento, digitalizzazione e nuove costruzioni, il tema infrastrutturale è destinato a essere centrale. Grazie ai prodotti “liquidi”, anche i piccoli investitori possono oggi accedere a questa asset class.
“Le infrastrutture anche liquide consentono a tutti gli investitori, non soltanto quelli grandi che possono accedere ai mercati private, di partecipare a questo tema. E come questi ce ne sono altri.” – Laura Nateri
Mercati emergenti: la Cina e l’India non possono essere ignorate. Le opportunità sono ancora molte, a patto di avere un orizzonte temporale medio-lungo e la disciplina nella diversificazione.
Conclusioni: idee operative e visione di lungo termine
Concludendo, Laura Nateri traccia alcune semplici ma fondamentali regole d’oro per chi affronta oggi l’asset allocation:
Le regole d’oro per navigare l’incertezza
- Costruire portafogli diversificati
- Mantenere una certa liquidità per approfittare di eventuali correzioni di breve periodo
- Privilegiare la gestione attiva
- Selezionare società solide e meno indebitate, meglio posizionate in caso di inflazione prolungata
- Non dimenticare i mercati emergenti, ma inserirli con una logica di lungo periodo
- Rimanere aperti alle nuove opportunità, sia settoriali (tecnologia, infrastrutture) sia geografiche (Giappone, USA, Emerging Markets)
“Basta avere un orizzonte un po’ più lungo, costruire dei portafogli diversificati e anche mantenere un po’ di cash per accumulare nei periodi di correzione che ovviamente potrebbero arrivare a questi livelli di valutazione.” – Laura Nateri
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Nota:
Questo articolo si basa sull’intervista realizzata da InvestmentWorld.it con il dott. Ergis Luga ed è stato redatto per offrire una panoramica informativa e didattica. Non rappresenta consulenza finanziaria
Fonte: Investment World – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale
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