Vontobel – Guerra, avversione al rischio e rialzo del petrolio hanno fornito un sostegno al dollaro, che appare tuttavia di natura più tattica che strutturale.
A cura di Christopher Koslowski Senior Fixed Income & FX Strategist, Multi Asset Boutique, Vontobel
Con l’attenuarsi delle tensioni geopolitiche, i fondamentali deboli, in particolare il saldo esterno e il quadro fiscale statunitense, potrebbero tornare a esercitare pressioni al ribasso. L’attuale contesto macro ha messo in discussione la view ribassista sul dollaro per il 2026, perché le tensioni geopolitiche e il rialzo del petrolio hanno reintrodotto due importanti fattori di supporto. Da un lato l’avversione al rischio ha rilanciato l’attrattiva del dollaro come bene rifugio. Dall’altro, i rincari energetici hanno aumentato i rischi d’inflazione inducendo i mercati a rivedere al ribasso le attese sui tagli della Fed.
Questo contesto ha sostenuto i rendimenti USA a breve termine e il dollaro, nonostante i segnali di rallentamento della crescita. Finché l’incertezza e i prezzi del petrolio resteranno elevati, la Fed avrà margini limitati per tagliare i tassi, favorendo così l’USD nel breve periodo. Si tratta tuttavia di una dinamica ciclica, legata all’attuale contesto di rischio più che a un rafforzamento dei fondamentali. La posizione fiscale degli USA resta fragile, l’offerta di Treasury elevata e i saldi con l’estero non sono migliorati, fattori che tendono a pesare maggiormente quando i mercati escono dalle fasi di crisi.
Continuiamo quindi a propendere per un indebolimento del dollaro nel medio periodo. Anche il franco svizzero ha continuato a beneficiare della domanda di beni rifugio, ma a differenza del dollaro si confronta con crescenti vincoli di politica monetaria che potrebbero limitarne ulteriori apprezzamenti a breve. Storicamente, nei periodi di crisi il franco ha registrato performance solide, e il contesto attuale non fa eccezione. Il surplus delle partite correnti della Svizzera, una politica fiscale disciplinata e un’inflazione contenuta rappresentano un ancoraggio fondamentale per la valuta, sostenendola in misura superiore rispetto a molte controparti. Al contempo, la sua solidità sta diventando un problema per la Banca Nazionale Svizzera (BNS). Con un tasso di riferimento già a zero, un ulteriore apprezzamento rischia di inasprire le condizioni finanziarie e ridurre ancora l’inflazione. La BNS ha già segnalato maggiore disponibilità a contrastare movimenti eccessivi attraverso interventi sui cambi, suggerendo un orientamento più restrittivo. A nostro avviso il franco rimarrà supportato finché i rischi geopolitici resteranno elevati, ma il ritmo di apprezzamento potrebbe calare se la BNS intensificherà gli interventi.
Fonte: InvestmentWorld.it
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