Si allenta il clima di incertezza sui mercati dell’area Euro, con l’azionario che conferma l’impostazione rialzista e i mercati obbligazionari che seguono il contesto di risk-on con una diminuzione dei rendimenti sui Periferici e un restringimento degli spread verso le curve low-yiend, Bund in primis…..
Nonostante ciò, è chiaro che per l’economia dell’Eurozona permangono rischi di ribasso che derivano dalla debole situazione globale ma anche da insufficienti riforme strutturali nei paesi della moneta unica. Per quanto riguarda la politica monetaria, permane la “forward guidance” indicata da tempo dal Presidente Draghi, con tassi ridotti per un lungo periodo di tempo. Durante l’ultimo meeting, infatti, sono stati confermati tassi fermi al minimo storico dello 0,25%, visti addirittura più bassi per lungo periodo, stante anche il periodo prolungato di inflazione debole, con la BCE che si è dichiarata pronta ad intervenire con nuovi “accorgimenti” non convenzionali qualora fosse necessario.
Prosegue intanto l’iter per l’unione bancaria, nonostante il mercato guardi ormai a fine gennaio dove la BCE fornirà presumibilmente i dati ufficiali in merito alle AQR (Asset quality review) e stress test sul settore.
Sul fronte italico, il quinquennale viene rilevato al 2,43% mentre il decennale a quota 3,88%, costantemente al di sotto del muro del 4% ormai da diversi giorni. Analogamente lo spread verso il Bund tedesco sulla scadenza a 10 anni si attesta al 2,07% e, dopo aver violato un importante supporto sembra avere ancora strada da percorrere.
Tra gli appuntamenti in calendario, da non dimenticare l’imminente avvicendamento alla guida della FED che si materializzerà a fine gennaio, con il passaggio di testimone alla Yellen.
Fonte: RBS
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