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Oddo BHF AM : Rivoluzione energetica: non perdiamoci nella transizione

Oddo BHF AM : Oggi ogni conversazione sembra ruotare attorno all’impatto dirompente dell’intelligenza artificiale.


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A cura di Laurent Denize, Global Co-CIO, ODDO BHF


Ed è giusto così. Stiamo assistendo a una profonda rivoluzione tecnologica che ha il potenziale di trasformare non solo la nostra vita quotidiana, ma anche il modo in cui investiamo, allochiamo il capitale e costruiamo i portafogli. Ma sotto la superficie della narrativa sull’AI sta prendendo forma un’altra grande trasformazione, destinata a rivelarsi altrettanto significativa: la rivoluzione energetica. L’impennata della domanda di elettricità alimentata dalla crescita dei data center sta creando sfide importanti, ma allo stesso tempo apre straordinarie opportunità di investimento. Vale quindi la pena approfondire questo tema, soprattutto in un momento in cui gran parte del mondo è colpita da ondate di calore estreme e si confronta con la realtà di un aumento strutturale delle temperature globali.

L’elettrificazione: una nuova dimensione della sicurezza energetica

Storicamente, il concetto di sicurezza energetica è stato sinonimo di accesso affidabile ai combustibili fossili attraverso importazioni stabili e fonti di approvvigionamento diversificate. Gli sviluppi geopolitici degli ultimi anni – in particolare la dipendenza dell’Europa dal gas russo prima del 2022 – hanno però evidenziato i limiti e le vulnerabilità di questo modello. L’interruzione delle forniture di gas ha provocato un forte aumento dei prezzi, ha compromesso la competitività dell’industria europea, imponendo altresì una costosa riorganizzazione delle catene di approvvigionamento energetico. Soprattutto, ha dimostrato quanto sia strategico controllare il sistema energetico, piuttosto che limitarsi a diversificare le fonti di energia.

Di conseguenza, l’elettrificazione – oltre a essere uno degli elementi chiave della transizione energetica – è oggi considerata anche un vero e proprio imperativo strategico. La produzione domestica di elettricità da fonti rinnovabili e nucleari rafforza infatti la sovranità energetica dei Paesi, riducendo la dipendenza dai combustibili importati e dalla volatilità dei mercati delle materie prime. Questa trasformazione porta però con sé nuove sfide – visto che, a differenza del petrolio e del gas, l’elettricità non può essere immagazzinata né trasportata facilmente su lunghe distanze. La sicurezza energetica dipende quindi sempre di più dalla resilienza e dall’efficienza di un’infrastruttura altamente interconnessa, che comprende produzione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.

Le sfide infrastrutturali diventano opportunità di investimento

L’aumento della domanda di elettricità sta ridisegnando i sistemi energetici a livello mondiale. La crescita è alimentata dall’espansione dei data center, dalla diffusione dei veicoli elettrici, dall’elettrificazione del riscaldamento e dalla più ampia trasformazione dei processi industriali. Parallelamente, le fonti rinnovabili rappresentano ormai la quota largamente predominante della nuova capacità di generazione elettrica installata.

Le reti elettriche, tuttavia, faticano a tenere il passo. Gran parte delle infrastrutture esistenti è stata progettata decenni fa attorno a un modello di produzione centralizzato e oggi deve affrontare una duplice sfida: soddisfare una domanda in continua crescita e integrare fonti rinnovabili caratterizzate da produzione intermittente. La situazione è ulteriormente aggravata dall’invecchiamento delle infrastrutture e dagli insufficienti investimenti nelle reti.

Ne deriva un interessante paradosso: da un lato, l’elettrificazione rafforza l’indipendenza energetica di lungo periodo; dall’altro, aumenta la dipendenza da infrastrutture complesse e ad alta intensità di capitale. Di conseguenza, la creazione di valore si sta progressivamente spostando dal possesso delle risorse energetiche alla capacità di gestire e ottimizzare in modo efficiente i sistemi elettrici.

Per gli investitori, le opportunità vanno ben oltre la semplice produzione di energia. Coinvolgono infatti l’intero ecosistema necessario per garantire una distribuzione affidabile dell’elettricità: reti di trasmissione e distribuzione, apparecchiature elettriche, sistemi di accumulo dell’energia e piattaforme software in grado di gestire reti sempre più complesse. Si tratta inoltre di investimenti destinati a rimanere essenziali – indipendentemente dai cicli politici o dai cambiamenti normativi. Le reti elettriche devono continuare a funzionare in modo sicuro, efficiente e affidabile. In definitiva, la competitività economica e la resilienza dei Paesi dipenderanno sempre più dalla solidità e dall’autonomia delle infrastrutture elettriche.

Come dovrebbero posizionarsi gli investitori?

La mia raccomandazione è relativamente semplice. Nell’attuale contesto di mercato, le strategie di investimento altamente concentrate su pochi titoli sono diventate sempre più difficili da gestire. Nel breve periodo, l’andamento di molti titoli appare meno legato ai fondamentali rispetto al passato. La volatilità delle singole azioni continua ad aumentare e abbiamo assistito numerose volte a movimenti superiori al 20%, sia al rialzo sia al ribasso, dovuti soprattutto ai flussi di mercato, al posizionamento degli investitori o a dinamiche speculative, piuttosto che all’effettiva evoluzione del business aziendale. La crescente diffusione di strategie d’investimento a leva amplifica ulteriormente queste dinamiche.

In un simile contesto, la diversificazione rappresenta semplicemente una scelta di buon senso. Gli investitori dovrebbero ampliare l’esposizione non solo a un maggior numero di società, ma anche a diversi settori, sottosettori e aree geografiche, così da ridurre il rischio specifico. Da questo punto di vista, gli ETF e i fondi a gestione attiva costituiscono strumenti particolarmente efficaci per investire nei grandi temi strutturali di lungo periodo.

Quando si parla di elettrificazione, tuttavia, ritengo opportuno andare oltre la semplice esposizione passiva agli indici e privilegiare la gestione attiva. Come illustrato in precedenza, l’universo di investimento è estremamente ampio e articolato: comprende la proprietà degli asset, l’efficienza operativa, lo sviluppo delle infrastrutture, la produzione di apparecchiature, le soluzioni software e i sistemi di accumulo energetico. Cogliere le opportunità più interessanti richiede quindi un approccio selettivo e flessibile che i grandi indici di mercato non sempre sono in grado di offrire.

I grandi temi di investimento continuano a rappresentare alcuni dei più potenti motori della performance di lungo periodo, che si tratti di intelligenza artificiale, elettrificazione, o della più ampia trasformazione infrastrutturale che tali fenomeni stanno rendendo possibile. Più in generale, l’economia mondiale sembra entrare in una nuova fase, meno trainata dai consumi e sempre più sostenuta dagli investimenti e dalla spesa in conto capitale.

Gli investitori devono adattarsi a questo nuovo scenario, e il loro successo dipenderà dalla capacità di individuare i temi strutturali più promettenti, allocare il capitale nelle aree geografiche più interessanti, selezionare i settori destinati a beneficiarne maggiormente e, infine, scegliere le aziende dotate dei vantaggi competitivi più solidi. Si tratta senza dubbio di una sfida impegnativa – ma è proprio questa la sfida che affrontiamo ogni giorno.

Fonte: InvestmentWorld.it


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