CFA Society Italy : CFA Italy Radiocor Sentiment Index Settembre 2026

Il sondaggio condotto tra gli analisti di CFA Society Italy : Prevale la stabilità ma gli analisti di CFA SI restano cauti sulla crescita economica

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Migliora la percezione del quadro economico attuale. Sentiment sostanzialmente invariato sull’Italia, mentre aumenta la prudenza sull’Eurozona. Attese di inflazione e tassi ancora orientate al rialzo.

La situazione economica attuale viene percepita come sostanzialmente stabile, ma le prospettive per i prossimi mesi continuano a essere improntate alla cautela. È questa la fotografia che emerge dall’ultima rilevazione del CFA Society Italy-Radiocor Financial Business Survey, condotta tra il 19 e il 31 agosto tra i soci di CFA Society Italy.

L’indagine segnala innanzitutto un lieve miglioramento della valutazione del quadro corrente. Il 68,2% degli intervistati giudica infatti stabile l’economia italiana, mentre il 9,1% esprime una valutazione positiva e il 22,7% una negativa. Il saldo tra giudizi positivi e negativi risale così a -13,6 punti, recuperando rispetto alla rilevazione precedente e confermando come, nonostante le tensioni geopolitiche e le incertezze sul ciclo economico globale, gli operatori non vedano un peggioramento significativo della situazione presente.

Diverso il discorso quando lo sguardo si sposta sui prossimi sei mesi. Il CFA Society Italy-Radiocor Sentiment Index, che misura la differenza tra aspettative di miglioramento e di peggioramento dell’economia italiana, si attesta a -22,7 punti, un livello sostanzialmente allineato a quello del mese precedente. Tra gli intervistati, il 18,2% prevede un miglioramento delle condizioni macroeconomiche, mentre il 40,9% si aspetta una situazione invariata e una quota analoga ritiene più probabile un peggioramento.

La cautela appare ancora più marcata per l’Eurozona, dove il saldo delle aspettative scende a -18,2 punti, mentre sugli Stati Uniti resta prevalente una visione prudente, con un indice di -27,3 punti, seppure in lieve recupero rispetto alla precedente rilevazione.

Sul fronte dei prezzi, gli analisti continuano ad attendersi un’inflazione in moderata crescita sia in Italia sia nell’Eurozona, dove il saldo tra attese di aumento e diminuzione dei prezzi si attesta in entrambi i casi a 18,2 punti. Più netto il cambiamento osservato negli Stati Uniti: qui il saldo balza a 50 punti, segnalando un deciso rafforzamento delle aspettative inflazionistiche e una crescente attenzione all’evoluzione della dinamica dei prezzi.

Le aspettative sull’inflazione continuano a riflettersi anche sulle previsioni relative alla politica monetaria. Per i tassi d’interesse a breve termine prevale infatti l’attesa di ulteriori rialzi, con un saldo di 45,5 punti in Italia e di 36,4 punti sia nell’Eurozona sia negli Stati Uniti. Analoga impostazione emerge per i rendimenti a lungo termine: il saldo si attesta a 40,9 punti in Italia, 36,4 punti nell’Eurozona e raggiunge 63,6 punti negli Stati Uniti, evidenziando una significativa revisione al rialzo delle aspettative sul mercato obbligazionario americano.

Per quanto riguarda i mercati azionari, il giudizio resta moderatamente favorevole per l’Europa e per Piazza Affari. Il saldo relativo al FTSE MIB si mantiene positivo a 9,1 punti, mentre per il FTSE STAR prevale una visione sostanzialmente neutrale. Positivo anche il sentiment sull’Euro Stoxx 50, con un saldo di 4,5 punti. Più prudente invece la valutazione sul mercato statunitense, con l’S&P 500 che torna in territorio negativo a -9,1 punti.

L’analisi settoriale conferma la preferenza degli operatori per i comparti considerati più difensivi. In testa alle aspettative si collocano le utilities, con un saldo di 30 punti, seguite dal settore bancario (26,3 punti), dal comparto assicurativo e dalle telecomunicazioni (entrambi a 22,2 punti) e dal settore petrolifero (21,1 punti). Restano invece deboli le prospettive per l’industria automobilistica (-55 punti), la meccanica (-50 punti) e le costruzioni (-44,4 punti).

Sul mercato valutario si rafforza ulteriormente l’aspettativa di un indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro. Il saldo scende a -28,6 punti, a indicare una netta prevalenza di operatori che prevedono un deprezzamento della valuta statunitense. Rimane invece positiva la visione sullo yen giapponese, per il quale il saldo si attesta a +15 punti.

Infine, tornano a rafforzarsi le aspettative sul prezzo del petrolio. Il 31,8% degli intervistati prevede quotazioni in aumento nei prossimi sei mesi, contro il 27,3% che si attende un calo, mentre il 40,9% stima prezzi sostanzialmente invariati. Il saldo si attesta a +4,5 punti, riflettendo l’attenzione degli operatori all’evoluzione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Fonte: InvestmentWorld.it


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