J. Safra Sarasin: il boom dell’AI in Asia orientale compensa lo shock della Cina

J. Safra Sarasin: Corea del Sud, Malesia, Singapore e Taiwan continuano a beneficiare del boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale (AI). 

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A cura di Mali Chivakul Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin


Le previsioni di consenso sulla crescita del PIL sono state riviste significativamente al rialzo, poiché la domanda di chip e di altri prodotti elettrici ed elettronici correlati, utilizzati per la realizzazione dei data center, continua a crescere rapidamente. La crescita delle esportazioni e i surplus commerciali sono aumentati significativamente in tutti questi Paesi, mentre gli investimenti in nuova capacità produttiva hanno registrato un’accelerazione. Poiché si prevede che gli investimenti globali nelle infrastrutture legate all’AI proseguiranno anche nel prossimo anno, questi Paesi dovrebbero continuare a beneficiare di questa fase favorevole.

Per Corea del Sud, Singapore e Taiwan, l’aumento del surplus commerciale dovuto alla forte domanda di chip e di altri prodotti legati all’AI ha mascherato una performance relativamente debole della maggior parte dei settori esportatori. Le esportazioni della Corea del Sud, al netto dei chip e delle altre apparecchiature ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), sono rimaste stagnanti dal 2023. Le esportazioni di autoveicoli, uno dei settori chiave del Paese, non sono cresciute nel 2024 e sono aumentate solo del 3% nel 2025. Le esportazioni di macchinari industriali, un’altra categoria importante, sono diminuite del 12% tra il 2023 e il 2025. Taiwan e Singapore hanno registrato una performance migliore, con una crescita rispettivamente del 9% e del 3% delle esportazioni non-ICT e non petrolifere nello stesso periodo. In entrambi i Paesi, le apparecchiature legate all’AI rappresentano una componente predominante delle esportazioni. La Malesia è l’unico Paese tra i principali Paesi della catena di approvvigionamento dell’AI a registrare una solida crescita delle esportazioni non-ICT.

Il boom dell’AI ha un impatto leggermente diverso su Malesia e Thailandia rispetto a Corea del Sud, Singapore e Taiwan. Sebbene anche le esportazioni di prodotti elettronici siano aumentate significativamente, le importazioni di componenti elettronici sono cresciute altrettanto rapidamente, poiché i due Paesi hanno attratto ingenti investimenti nei data center. I bassi costi dell’elettricità in Malesia, la disponibilità di acqua e la vicinanza a Singapore rendono il Paese particolarmente competitivo per la realizzazione di data center. Si prevede che la capacità complessiva dei data center aumenterà da circa 1 GW nel 2025 a 3-4 GW entro il 2029. Il Board of Investment thailandese ha approvato progetti di data center per oltre 2 GW. L’elevata componente di importazioni associata agli investimenti nei data center ha ridotto il surplus commerciale della Malesia nel 2025 e ha portato la bilancia commerciale della Thailandia in deficit nel 2026, ancor prima di considerare l’impatto degli elevati prezzi del petrolio.

La concorrenza della Cina, sia nei mercati domestici sia nei mercati di Paesi terzi, rappresenta un fattore importante alla base della crescita relativamente stagnante delle esportazioni non-ICT. Il cosiddetto “China shock 2.0” sta interessando sia i produttori dei settori a bassa tecnologia sia quelli ad alta tecnologia, poiché la Cina ha compiuto significativi progressi lungo la scala tecnologica. Le importazioni della Corea del Sud dalla Cina, al netto dei carburanti, sono aumentate da circa il 25% delle importazioni totali nel 2015 a circa il 30% oggi. Per Taiwan, la stessa quota è attualmente pari a circa il 20%, leggermente al di sotto del picco del 25% raggiunto durante la pandemia. Per i Paesi dell’ASEAN, la Cina rappresenta sia un concorrente sia un fattore che ha contribuito ad attrarre maggiori investimenti diretti esteri (IDE) nei settori non-ICT. La diversificazione delle catene di approvvigionamento, o la cosiddetta strategia “China+1”, ha sostenuto le esportazioni della Malesia al netto dei prodotti ICT. In una certa misura, anche la Thailandia ha beneficiato di questa tendenza, sebbene l’impatto negativo della concorrenza cinese rimanga significativo.

Il boom dell’AI contribuisce a guadagnare tempo per consentire a questi Paesi di rafforzare la propria tecnologia e competitività. Il governo sudcoreano, ad esempio, sta investendo ingenti risorse nella ricerca e sviluppo nel campo dell’AI e dei semiconduttori. Il piano nazionale di sviluppo di Taiwan fino al 2028 è incentrato sul potenziamento dell’industria attraverso l’AI e sulla trasformazione digitale. Sebbene la stagnazione delle esportazioni non-ICT possa destare preoccupazione nel medio termine, altri fattori dovrebbero continuare a sostenere queste economie, anche se la Cina ha iniziato a recuperare terreno nel settore dei semiconduttori e in altre tecnologie avanzate. L’evoluzione geopolitica in corso rappresenta uno di questi fattori. Un buon esempio è il settore della cantieristica navale sudcoreana, che negli anni 2010 è stato fortemente penalizzato dalla concorrenza cinese. Anche quando la Corea del Sud ha orientato la propria produzione verso segmenti navali a maggiore valore aggiunto, le esportazioni sono diminuite per tutto il decennio. La ripresa successiva alla pandemia è stata sostenuta dalla cooperazione con gli Stati Uniti. Le esportazioni di navi registrano tassi di crescita a doppia cifra dal 2024.

Fonte: InvestmentWorld.it

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