Il Punto: La Fed di Yellen all’insegna della continuità.

Il tapering prosegue. In arrivo in tempi brevi una nuova forward guidance, più qualitativa, che leghi il sentiero dei tassi a inflazione e risorse inutilizzate, misurate con la distanza fra tasso di disoccupazione effettivo e di lungo termine….

Nella sua prima audizione da presidente della Fed, J. Yellen ha iniziato con una premessa, cioè l’impegno a continuare il lavoro di Bernanke, che ha contribuito a “rendere più forti l’economia e il sistema finanziario e ad assicurare che la Federal Reserve sia trasparente e pubblicamente responsabile” (“accountable”). I punti principali dell’audizione sono di 2 tipi.

In primo luogo c’è una caratterizzazione “metodologica” della strategia: la politica monetaria sarà definita da una “grande continuità”, sarà guidata dall’impegno a “raggiungere entrambe le parti del nostro mandato duale” della Fed (massima occupazione e stabilità dei prezzi); sarà improntata a grande collegialità (Yellen ha usato una formula che dà peso al gruppo: “i miei colleghi nel FOMC e io prevediamo”).

In secondo luogo, ci sono i punti sostanziali, cioè le linee guida dell’azione della Fed nel futuro più e meno vicino. In termini congiunturali, Yellen dà una valutazione positiva dello scenario, sottolineando l’accelerazione della crescita e il conseguente ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro nella seconda metà del 2013. Tuttavia, come atteso, Yellen afferma che l’aggiustamento del mercato del lavoro “è lontano dall’essere concluso”, e su questo fronte c’è ancora lavoro da fare, con il tasso di disoccupazione ancora al di sopra del livello di lungo termine, e una quota molto ampia di disoccupati da più di 6 mesi e di occupati part-time per motivi economici. Yellen ribadisce la necessità di guardare altri indicatori oltre al tasso di disoccupazione per valutare adeguatamente le condizioni del mercato del lavoro.

Per quanto riguarda lo scenario della crescita, è molto importante per Yellen la minore restrizione fiscale rispetto agli anni passati, che contribuisce al sentiero di espansione positivo di consumi e investimenti non residenziali. Le previsioni restano quindi di crescita moderata nel 2014-15, con disoccupazione in calo e inflazione in graduale ritorno verso il 2%; la recente volatilità sui mercati finanziari non viene al momento considerata un “rischio sostanziale” per gli USA.

Per quanto riguarda la politica monetaria, Yellen sottolinea che ci sarà continuità nell’approccio del FOMC. Il tapering proseguirà: solo modifiche veramente radicali allo scenario porterebbero a un cambiamento di rotta su QE3. Il programma di acquisti verrà ridotto con altri “passi misurati”, se il miglioramento del mercato del lavoro e la normalizzazione dell’inflazione proseguiranno. Sul fronte dei tassi e della guidance, Yellen ripete che il superamento di una delle soglie (in particolare il 6,5% per il tasso di disoccupazione) non implica che il FOMC alzi i tassi, ma solo che inizi a considerare l’opportunità di un rialzo. Inoltre, Yellen ripete che il FOMC probabilmente riterrà opportuno mantenere i tassi fermi anche molto dopo il raggiungimento del tasso di disoccupazione del 6,5%, soprattutto se l’inflazione attesa resterà al di sotto del 2%.

La riformulazione della guidance è certamente il primo punto dell’agenda del FOMC ora, e si potrebbero vedere indicazioni su questo tema già nei verbali della riunione di gennaio, in pubblicazione la prossima settimana. Prevediamo che alla riunione di marzo, con conferenzastampa, venga presentata una nuova formulazione più qualitativa, con un ridimensionamento del ruolo del livello assoluto del tasso di disoccupazione. La guidance potrebbe rinforzare il peso di un’inflazione sempre al di sotto del 2% e includere riferimenti espliciti ad altri indicatori del mercato del lavoro. In particolare, oltre a durata della disoccupazione, misure di sotto-occupazione e informazioni sui flussi, il FOMC potrebbe dare peso esplicito alla distanza fra il tasso di disoccupazione effettivo e quello di lungo termine (stimato ora fra 5,2% e 5,8% dalla Fed). La nuova guidance della Fed potrebbe quindi essere simile a quella presentata questa settimana dalla BoE, che lega ora il sentiero dei tassi all’ampiezza delle risorse inutilizzate e ad altri indicatori del mercato del lavoro oltre alla disoccupazione, in un contesto di inflazione bassa. Prevediamo che le indicazioni del FOMC siano ancora molto “dovish” suitassi, pur in presenza di ulteriori rapidi cali del tasso di disoccupazione.


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