Nella ricerca del rendimento tra i mercati obbligazionari europei diamo uno sguardo oggi non tanto ad un’area o a un paese in particolare, quanto piuttosto ad un tratto di curva che ha performato meno bene rispetto al classico decennale e…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
che fornisce pertanto, a nostro avviso, ancora interessanti opportunità di investimento. Dopo l’ampio ribasso verificatosi lungo la curva dei rendimenti, in particolare nel tratto tra i 5 e i 10 anni, guardiamo oggi a scadenze più a lunghe.
In questa nostra analisi guarderemo ai trentennali italiani e spagnoli, nonché al 2037 portoghese, essendo questo il titolo a più lunga scadenza che Lisbona ha presente sul mercato.
Partendo da casa nostra possiamo verificare che, al contrario del Btp a 10 anni che si trova vicinissimo ai minimi storici di rendimento, il trentennale presenta ancora spazi interessanti.
Il grafico sottostante mette infatti in luce possibili nuovi obiettivi di ribasso verso 4,2% e al di sotto in direzione di 3,95% fino ai minimi assoluti del 2005 a 3,77%.
Fonte: Bloomberg. rendimento del trentennale italiano dal 2000 ad oggi.
Ricordiamo che per un titolo trentennale con duration attualmente di circa 16,4 il calo in termini di rendimento si traduce in una crescita del prezzo di oltre sedici volte dunque. Pertanto, per fare un esempio, ogni 10 punti base di calo del rendimento si traducono in un rialzo del prezzo di 160 punti base. Qualora quindi si verificasse per ipotesi una flessione dello yield fino ai minimi assoluti a 3,75%, avremmo un ribasso del rendimento di 65 punti base, corrispondente ad una crescita del prezzo di 1066 punti base. Questo ovviamo nel migliore tra gli scenari.
Passando ora ad analizzare invece il corrispondente spagnolo, possiamo verificare immediatamente che lo spazio per raggiungere i precedenti minimi è decisamente più ridotto di quello che presenta il titolo italiano.
Come si vede infatti nel grafico sottostante il percorso in discesa effettuato dal bonos è molto simile a quello impostato dal cugino italiano. I prossimi obiettivi, vicinissimi , sono in area 4,08%, sotto il quale si aprono spazi per flessioni in direzione di 3,88% e poi di 3,65% fino a concludersi verso i minimi precedenti a 3,50%
Fonte: Bloomberg. Rendimento del trentennale iberico dal 2000 ad oggi.
In caso dunque di scenario particolarmente favorevole con il trentennale iberico in raggiungimento dei propri minimi storici di rendimento, lo spazio di riduzione dello yield sarebbe di 75 punti base dai livelli attuali. Visto che la duration del titolo di aggira intorno ai 15,2, l’impatto sul prezzo di tale calo sarebbe di circa 1140 punti base.
Da ultimo consideriamo anche un titolo portoghese: in assenza di scadenze trentennali, abbiamo qui preso in considerazione il titolo più lungo esistente sul mercato con scadenza 2037. Questo infatti è l’unico titolo con tale scadenza emesso da Lisbona e l’unico a cui fare riferimento anche per l’andamento passato, per poter ritrovare livelli di rendimento confrontabili.
Come si vede dunque dal grafico sottostante, il rendimento di tale titolo ha visto minimi inferiori a quelli attuali in anni antecedenti il 2009, con livelli importanti a 4,45% e sotto in direzione di un rotondo 4%, toccato a fine 2008 e prima anche nel 2006. Riteniamo inoltre, per inferenza con i casi italiano e spagnolo, che qualora il titolo fosse stato presente negli anni precedenti, questo avrebbe probabilmente avuto un rendimento inferiore, ma in ogni caso, anche senza spingersi nel ragionamento, riusciamo comunque ad individuare obiettivi di calo interessanti.
Fonte: Bloomberg. rendimento del titolo portoghese 2037 dal 2006 ad oggi.
Ritenendo nello scenario positivo il 4% come obiettivo di approdo della flessione possiamo calcolare che anche qui vi sono 75 punti base possibili di calo che, con una duration pari a 13,7 implicano un impatto al rialzo sul prezzo di 1000 punti base.
Segnaliamo che l’approccio a titoli di così lunga scadenza implica rischi decisamente più elevati rispetto ai decennali: l’impatto sul prezzo infatti, sia in senso positivo che negativo, è molto più ampio per minime variazioni del rendimento proprio per effetto della duration. È per questo che vanno approcciati con prudenza e sempre per percentuali consone al proprio portafoglio complessivo e al proprio livello di rischio.
Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


