Circa 18 mesi fa avevamo cominciato a pubblicare un indice (denominato JCI Index) sull’andamento delle aste dei titoli di stato italiani. L’obiettivo era misurare il livello di “stress” dei mercati, ovvero misurare l’extra rendimento che lo Stato italiano era …
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costretto a concedere per garantire il collocamento dei titoli. Oggi quell’indice, seppure ancora calcolato, è decisamente poco interessante, visto che l’extra rendimento è ormai da molti mesi vicino allo zero, indicando quindi una piena fiducia degli investitori nello Stato italiano (e forse nel ruolo protettivo della BCE).
È un altro l’indicatore che sta segnalando un ritorno alla normalità dopo oltre 4 anni è quello delle correlazioni, con l’andamento di altri valori finanziari.
Prendiamo innanzitutto i mercati azionari; questi normalmente salgono nelle fasi di ottimismo e scendono in quelli di pessimismo e nervosismo. I mercati dei titoli governativi invece si comportano di solito all’opposto, dato che rappresentano gli investimenti con il minore livello di rischio.
È quindi considerato normale che in concomitanza di azioni in rialzo, scendano i prezzi dei titoli di stato (e quindi salgano i rendimenti).
Chiaramente, durante il periodo 2010-2012 i titoli di stato italiani tendevano a comportarsi più come azioni che come i titoli di stato dei paesi più “sicuri” (come ad es. ovviamente la Germania).
Il grafico successivo mostra la correlazione tra i movimenti giornalieri dell’Eurostox 50 e quelli del rendimento del BTP decennale. Inoltre vengono anche indicati il numero di giorni nei quali l’indice azionario europeo e il rendimento del BTP si sono mossi con lo stesso segno (entrambe positivi o entrambe negativi).
Entrambe i valori sono sulla media annuale a partire dal 2006, quindi ad es. il dato grafico di inizio 2008 prende in considerazione tutto il 2007 e cosí via.
Eurostoxx 50 Vs Rendimenti BTP decennale
Elaborazione: JCI-Capital Ltd
In situazioni normali, a fronte di un rialzo dell’indice azionario europeo, si dovrebbe registrare un rialzo anche dei rendimenti dei BTP (quindi un ribasso dei prezzi) e viceversa. La correlazione quindi dovrebbe essere positiva. Inoltre, la percentuale di giorni con movimenti dello stesso segno dovrebbe essere elevata.
In effetti i dati di inizio 2008, che rappresentano la media del 2007, segnalavano una situazione di assoluta normalitá che poi si é via via deteriorata nei due anni successivi.
La correlazione é passata da +0,60 a -0,60 e i giorni con movimenti dello stesso segno sono passati dal 70% al 30%. Nel periodo 2010 – 2012 i BTP sono passati dall’essere considerati un investimento sicuro a uno rischioso, visto che si sono mossi in maniera simile alle azioni (ricordiamo che la correlazione é sui rendimenti dei BTP che si muovono in maniera inversa ai prezzi).
La buona notizia é che la tendenza sembra essersi invertita negli ultimi tre mesi; graficamente il movimento sembra ancora minimo, ma i valori su medie annuali si muovono ovviamente con una certa lentezza.
Molto più evidente è il recupero rispetto al Bund tedesco.
Rendimento Bund decennale VS Rendimento BTP decennale
Elaborazione: JCI-Capital Ltd
Anche in questo caso si va da correlazioni e percentuali estremamente elevate di inizio 2008 a valori parecchio negativi fino a inizio 2013, poi il cambio di direzione é decisamente più marcato rispetto al grafico precedente.
I BTP stanno tornando a muoversi sempre più come i Bund tedeschi, segno che gli investitori stanno tornando a valutare investimenti a basso rischio e questo é certamente un buon segnale per il nostro paese.
Il rischio é che se lo scenario economico dovesse migliorare e azioni e tassi dovessero tornare a salire, i BTP seguiranno a rialzo i rendimenti dei titoli dei paesi “core” generando minusvalenze per tutti gli investitori obbligazionari.
Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management
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