Da seguire: Area Euro: Germania. L’indice ZEW aspettative è visto stabile a luglio a 29,8 dopo il calo dei sei mesi precedenti, le misure BCE annunciate a giugno scorso ed il deprezzamento del cambio che ne è seguito potrebbero aver contribuito a stabilizzare il morale degli analisti. A…
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dicembre l’indice era 62,0. L’indice sulla situazione corrente è atteso ritracciare l’aumento di giugno e tornare a 62 ancora ampiamente al di sopra della media di lungo periodo.
Stati Uniti
- Le vendite al dettaglio a giugno sono previste in aumento di 0,6% m/m, dopo +0,3% m/m a maggio, spinte da un ampio incremento delle auto e da prezzi della benzina in crescita sostenuta. Le vendite al netto delle auto dovrebbero aumentare di 0,5% m/m. I consumi dovrebbero crescere nel 2° trimestre a un ritmo vicino al 2,8% t/t ann.
- L’indice Empire della NY Fed a luglio è previsto a 16,8 da 19,3 di giugno.
- I prezzi all’import sono attesi in aumento di 0,5% m/m, spinti dal rimbalzo del prezzo del petrolio legato alle tensioni in Iraq. Al netto del petrolio, i prezzi all’import dovrebbero aumentare modestamente, a +0,1% m/m.
- Janet Yellen testimonia di fronte alla Commissione Bancaria del Senato e presenta il Monetary Policy Report. L’audizione dovrebbe confermare le informazioni emerse dai verbali della riunione di giugno e sottolineare che i tempi della svolta sui tassi saranno dipendenti dall’evoluzione dei dati. Yellen dovrebbe ribadire che gli sviluppi congiunturali sono complessivamente positivi, ma c’è ampia incertezza sullo scenario economico, e quindi sul sentiero della politica monetaria.
Ieri sui mercati
Area euro
Area euro. La produzione industriale si è contratta dell’1,1% m/m a maggio da 0,7% m/m (rivisto al ribasso di un decimo), peggior calo da settembre 2012. Il mese di maggio aveva visto il calo della produzione in tutte le principali economie europee (-1,4% m/m in Germania, -1,7% m/m in Francia, -1,2% m/m in Italia, -0,9% m/m in Spagna in termini destagionalizzati), solo l’Olanda registrava un aumento dell’1,1% m/m in termini destagionalizzati. La produzione di beni intermedi è calata del 2,4% m/m, quella dei beni di consumo non durevoli del 2,2% m/m, quella dei beni di consumo durevoli dell’1,8% m/m e infine quella dei beni capitali dello 0,5% m/m, mentre solo la produzione di energia è aumentata del 3,0% m/m. La variazione annua evolve a -0,2% da 1,5%. Con le indagini di clima che indicano un possibile proseguimento della debolezza a inizio estate, l’output rimane in rotta per un calo dello 0,3% t/t a giugno dopo essere aumentata di 0,2% t/t a marzo. I rischi alla crescita del PIL nel secondo trimestre (0,3% t/t) sono verso il basso.
Giappone
La riunione della BoJ si è conclusa senza novità in termini di policy, ma con una modesta limatura verso il basso delle proiezioni di crescita per il 2014. Sulla base delle proiezioni macroeconomiche invariate per l’inflazione, che dovrebbe raggiungere il 2% nel 2015, la BoJ potrebbe mantenere lo stimolo invariato anche per il 2015. Tuttavia le indicazioni dei dati più recenti mostrano una debolezza maggiore delle attese nel 2° trimestre e un possibile picco per l’inflazione ad aprile (al netto del rialzo dell’imposta): con le nuove proiezioni macro di fine ottobre la BoJ potrebbe rivedere nuovamente lo scenario verso il basso e aumentare gli acquisti di JGB a inizio 2015.
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