Da seguire: Stati Uniti: – Il CPI dovrebbe essere invariato, l’indice core è previsto in aumento di 0,1% m/m come a maggio. L’indice headline dovrebbe essere frenato dal calo del prezzo della benzina, che con le correzioni stagionali dovrebbe però avere effetti modesti. Nel mese di maggio l’indice core aveva risentito del rimbalzo di due voci volatili, l’abbigliamento ….
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(in crescita di 0,2% m/m, dopo 4 mesi di ampi cali consecutivi) e gli alberghi (“lodging away from home”). Da dati pubblicati dalla società Mannheim Auctions emerge qualche rischio verso il basso sui prezzi delle auto usate. I prezzi al consumo a luglio risentiranno dell’attuazione di rialzi di tariffe e imposte indirette da parte di molti stati: imposte sul tabacco e sulle vendite spingeranno verso l’alto il CPI, senza segnalare peraltro un’inversione del trend di ridotto pricing power delle imprese.
– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (preliminare) dovrebbe scendere a 75 da 76 di giugno. La fiducia rilevata dal Conference Board ha registrato un ampio crollo a giugno, ma l’indice settimanale ABC nella parte finale di giugno e nella prima settimana di luglio ha indicato un miglioramento rispetto alla parte centrale del mese scorso. L’indice del Michigan aveva già subito un calo a giugno, pertanto la correzione a luglio non dovrebbe essere molto ampia.
Ieri sui mercati
Ancora dati americani inferiori alle attese, che estendono il calo degli indici azionari e dei rendimenti sui titoli di stato americani. Modesto, e all’insegna del bear flattening, è stato invece il movimento dei rendimenti sui titoli tedeschi. Il peggioramento dei differenziali di tasso fra dollaro ed euro spinge quest’ultimo al rialzo fino a massimi di 1,2955, dai quali si è sviluppata oggi una marginale correzione. Il peggioramento del clima di fiducia sui mercati azionari fa salire lo yen, scambiato a 87,15 sul dollaro e 112,45 sull’euro. Gli spread dei Btp sui titoli tedeschi sono calati sulle scadenze corte e medie, mentre sono rimasti pressoché stabili su quelle lunghe. La Spagna ha collocato 3,8 miliardi di titoli a 15 anni a un rendimento medio di 5,116%, prevedibilmente più alto del 4,43% pagato il 22/4, data della precedente asta; la domanda è stata pari 2,57x l’offerta e secondo una fonte anonima raccolta da Reuters “oltre il 50%” è da parte di non residenti.
Stati Uniti
Il PPI a giugno è sceso più di quanto atteso, con un calo di -0,5% m/m, il PPI core aumenta di 0,1% m/m, in linea con il consenso.
L’indice Empire della NY Fed scende più di quanto atteso, passando da 19,6 di giugno a 5,08 di luglio. Le componenti dell’indagine sono in calo, ma complessivamente danno un quadro meno negativo di quanto emerge dalla correzione di 14,5 punti dell’indice di attività corrente.
L’indice della Philadelphia Fed scende per il secondo mese consecutivo, passando a 5,1 a luglio da 8 di giugno, contro attese di un modesto aumento. Lo spaccato dell’indagine è debole.
La produzione industriale a giugno aumenta di 0,1% m/m (attese di consenso: -0,1% m/m), dopo +1,3% m/m a maggio. L’aumento della produzione è guidato dalle utilities per via di temperature particolarmente elevate rispetto alla media stagionale. La produzione nel settore manifatturiero scende di 0,4% m/m, spinta verso il basso dalla contrazione nel settore auto (-1,9% m/m).
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 10 luglio scendono a 429 mila da 458 mila della settimana precedente, toccando il minimo dal 22/8/2008.
Il presidente della Commissione Bancaria del Senato ha detto che la votazione in aula sulla nomina dei tre candidati alle posizioni vacanti nel Board della Fed potrebbe slittare fino a settembre.
Il Congresso ha approvato la legge di riforma della finanza.
Area euro
Grecia – le negoziazioni salariali nel settore privato si sono chiuse senza aumenti nel 2010 e con la prospettiva di incrementi allineati all’inflazione europea nel 2011.
Certificazione degli analisti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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