Inflazione ai minimi dagli anni ‘50

Dopo essere rimasti stabili a dicembre, i prezzi al consumo sono calati più del previsto a gennaio, di -0,4% m/m secondo l’indice NIC e di -2,4% m/m in base alla misura armonizzata Ue….


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo


Come al solito, la flessione congiunturale molto più ampia registrata  dall’armonizzato riflette i saldi invernali su abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto. Su base annua l’inflazione è scesa a -0,6% (da zero) sul NIC e a -0,4% (da -0,1%) sull’armonizzato. Per l’inflazione italiana si tratta di un minimo dagli anni ‘50.

Il calo dei prezzi nel mese è ampiamente spiegato dall’energia, visto che le diminuzioni più rilevanti riguardano i trasporti (-3,3% m/m: si tratta di un record da quando sono disponibili le serie ovvero almeno dal 1996; da notare che la benzina ha perso il 7,3% in un mese) e le spese per l’abitazione (-0,4% m/m, sul taglio delle tariffe di luce e gas). I prezzi sono  scesi anche in settori sensibili alla domanda come  tempo libero e cultura (-0,6% m/m) e alberghi e ristorazione (-0,1% m/m); si tratta tuttavia di cali circa in linea con la stagionalità del mese. Viceversa, si notano  rincari per alimentari (+0,6% m/m, solo di poco superiore alla stagionalità del mese: da notare il +7,1% dei vegetali freschi), spese per la salute (+0,2% m/m) e comunicazioni (+0,1% m/m: si tratta del quarto aumento di fila dopo un lungo trend di calo).

L’inflazione core (al netto di energia e alimentari) è rallentata a 0,3% da 0,6% precedente. Da notare soprattutto che l’inflazione sui beni ad alta frequenza di acquisto è crollata a -1,4% a/a  (da -0,5% precedente): si tratta di un dato che può avere ripercussioni importanti sull’inflazione percepita dai consumatori; la speranza è che, rendendo evidenti i risparmi sulla spesa, il calo di quest’indicatore possa indurre le famiglie a utilizzare parte del miglioramento del reddito disponibile per una maggiore
propensione agli acquisti.

In prospettiva,  l’inflazione a nostro avviso è destinata a rimanere in territorio negativo almeno per tutta la prima metà dell’anno. Solo successivamente, se sarà confermato il recente rimbalzo delle quotazioni internazionali dell’energia, il CPI potrebbe tornare di poco al di sopra dello zero. In ogni caso, manteniamo l’idea che un’inflazione moderatamente negativa per un periodo di tempo limitato non avrà conseguenze catastrofiche, in quanto non vi è evidenza che i consumatori stiano rimandando gli acquisti a causa di attese deflazionistiche, e anzi la bassa inflazione al momento appare un fattore positivo in quanto sostiene il potere d’acquisto delle famiglie.

Fonte : BondWorld.it


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