Flash: L’ISM del settore non manifatturiero a luglio dovrebbe correggere

Area Euro Le vendite al dettaglio sono viste in calo dello 0,6% m/m a giugno. Il dato di maggio è stato rivisto di un decimo al ribasso (a +0,1% m/m). Sull’anno le vendite tornerebbero in territorio negativo a -0,5% a/a (da un precedente +0,2% a/a)….


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Il trimestre chiuderebbe con una flessione di -0,5% t/t dopo due trimestri sopra lo zero, segnalando rischi al ribasso sul dato dei consumi di contabilità nazionale per il 2° trimestre. Il dato dovrebbe confermare che la ripresa non si è ancora riflessa in un apprezzabile miglioramento della spesa dei consumatori.

Stati Uniti

La stima ADP degli occupati non agricoli del settore privato dovrebbe segnalare un aumento modesto dell’occupazione, dopo l’indicazione di +13 mila vista a giugno. Negli ultimi mesi l’indicatore ha sottostimato la crescita effettiva dei posti nel settore privato.

L’ISM del settore non manifatturiero a luglio dovrebbe correggere a 52 da 53,8 di giugno. Il settore non manifatturiero è stato meno dinamico in questo ciclo rispetto ad altre fasi di ripresa. Il traino del commercio estero e della ricostituzione delle scorte sul settore manifatturiero è stato l’elemento principale del ritorno della crescita, mentre i servizi hanno avuto un ruolo più contenuto. Nonostante i segnali di rallentamento visti con i dati di maggiogiugno, non ci sono indicazioni per una correzione dell’ISM non manifatturiero al di sotto di 50.

Ieri sui mercati

Dopo gli elevati guadagni messi a segno lunedì, i mercati azionari chiudono in negativo, anche a causa di dati statunitensi peggiori del previsto che mantengono le incertezze sulla ripresa dell’economia statunitense. In calo i principali indici statunitensi: Dow Jones a -0,4%, S&P e Nasdaq a -0,5%. Sui mercati obbligazionari il rendimento del Treasuries a 2 anni tocca il minimo storico a 0,5% ed il titolo a 10 anni scende di 6 punti base a 2,9%. Il Bund tedesco cala di circa 6 punti base a 2,9%. Sul mercato delle materie prime il prezzo del petrolio sale ancora e tocca un nuovo massimo negli ultimi tre mesi a 82 dollari al barile.

Stati Uniti

Non positivi i segnali provenienti dai dati statunitensi. Il reddito personale a giugno è rimasto invariato rispetto al mese precedente, ma il tasso di crescita ha mostrato un forte rallentamento dallo 0,3% di maggio (rivisto al ribasso di un decimo a 0,3% m/m). Sull’anno si è registrata una variazione di +2,6% a/a. Le retribuzioni da lavoro hanno registrato un calo di salari e stipendi di 0,1% m/m. Il reddito disponibile è rimasto stabile in termini reali ed è cresciuto di 0,2% m/m in termini nominali. Al netto dei trasferimenti, il reddito disponibile è aumentato di 0,1% m/m rallentando però dal +0,4% m/m precedente. In generale, nonostante il dato abbia mostrato solo una stabilizzazione, la crescita del reddito personale ad aprile (+0,3% m/m) e maggio (+0,4% m/m) lascia la media del 2° trimestre a livelli analoghi al 1° trimestre 2010. La spesa per consumi è rimasta stabile sul mese e il dato di maggio è stato rivisto verso il basso di un decimo a 0,1% m/m. In termini reali la spesa cala di 0,1% m/m. Sull’anno la spesa è cresciuta dell’1,7% a/a in termini nominali e dell’1,4% a/a in termini reali. Il tasso di risparmio è cresciuto ancora a 6,4% m/m, da un precedente 6,3%, e ha toccato così un massimo dal 1993.

Per quanto riguarda i prezzi, il deflatore dei consumi totali rallenta a 1,9% m/m da un precedente 2,1% m/m (dato rivisto verso l’alto). Al netto di alimentari ed energia, il delatore resta stabile sul mese da un precedente 0,1% m/m (riletto al ribasso di un decimo). Su base tendenziale il deflatore core rallenta a 1,4% a/a, da 1,5% a/a di maggio (rivisto verso l’alto dalla precedente stima di 1,3% a/a).

Le vendite di autoveicoli a luglio sono aumentate a 11,8 milioni di unità ann., da 11,1 milioni di giugno collocandosi al di sopra della media degli ultimi 6 mesi (11,2 milioni).


Certificazione degli analisti

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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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