Il Punto: BCE ha lasciato invariato per il sedicesimo mese consecutivo, all’1%, il tasso refi

La BCE ha annunciato una proroga della piena allocazione sulle operazioni di rifinanziamento fino al gennaio 2011, tre nuove aste trimestrali (a ottobre, novembre e dicembre) e tre operazioni di fine-tuning alla scadenza delle aste a 1 anno e a 6 mesi residue…..


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La decisione non sorprende, visto che, anche un falco come Weber aveva dichiarato, il 20 agosto, che sarebbe stato “saggio” mantenere il full allotment su tutte le operazioni di rifinanziamento per lo meno fino al 1° trimestre del 2011.

Come ampiamente atteso, la BCE ha lasciato invariato per il sedicesimo mese consecutivo, all’1%, il tasso refi. Il Consiglio direttivo ha anche deciso di prolungare fino al 18 gennaio prossimo le aste principali di rifinanziamento a tasso fisso e ammontare di liquidità illimitato. Nel comunicato introduttivo la BCE ha precisato che ci saranno tre aste trimestrali aggiuntive rispetto a quanto stabilito finora, (il 28 ottobre, il 25 novembre e il 23 dicembre), condotte a un tasso pari a quello medio delle aste marginali effettuate nel periodo di riferimento. Si tratta del medesimo meccanismo adottato per le ultime aste a 3 mesi, preferito perché più neutro rispetto alle opzioni di politica monetaria. Inoltre, verranno condotte altre tre operazioni di “fine-tuning” in coincidenza con la scadenza di aste a 6 mesi e a 1 anno.

Pur ripetendo che le misure di emergenza hanno natura temporanea, Trichet non ha fornito alcuna indicazione sulla eventuale intenzione da parte della BCE di mantenere il meccanismo di piena allocazione oltre il 18 gennaio. A specifica domanda, tuttavia, Trichet ha risposto che mentre la decisione sui tassi è stata presa all’unanimità, quella di introdurre ulteriori operazioni di rifinanziamento è stata presa a maggioranza e quindi non è stata unanime. Trichet ha voluto comunque precisare che la “exit strategy” della BCE è un processo graduale che verrà protratto fin quando necessario e sarà completato “accompagnando” la normalizzazione dei mercati. Il Governatore della BCE ha ripetuto che le decisioni sui tassi e quelle sulle misure non convenzionali si muovono su due binari diversi e quindi la BCE potrebbe apportare modifiche ai tassi prima che alla liquidità o viceversa.

Circa la valutazione dello scenario macroeconomico, secondo Francoforte, i più recenti dati dalla congiuntura dell’Eurozona “sono più positivi del previsto” e la ripresa proseguirà anche nei prossimi mesi. Tuttavia, la crescita continuerà a essere “moderata e dominata dall’incertezza” con un rallentamento nella seconda parte dell’anno che è ritenuto fisiologico dopo il “boom” del trimestre primaverile, e che sarà abbastanza modesto da mantenere la crescita su livelli più alti di quanto si stimava solo pochi mesi fa. In ogni caso, gli sviluppi più positivi avutisi principalmente nel 2° trimestre hanno portato la BCE a rivedere al rialzo la previsione sul PIL 2010, in un intervallo tra l’1,4% e l’1,8% (dallo 0,7-1,3% precedente). A differenza di quanto atteso da molti la BCE ha rivisto al rialzo anche la stima 2011, a 0,5-2,3% da un precedente 0,2- 2,2%. Trichet ha precisato però che la revisione dipende principalmente da un effetto di trascinamento rispetto all’anno in corso. La BCE ha rivisto (più moderatamente, di appena un decimo sia per quest’anno, che per il prossimo) verso l’alto anche le previsioni di inflazione, vista comunque su livelli assolutamente moderati, all’1,5-1,7% nel 2010 e all’1,2-2,2% nel 2011. I rischi (rispetto allo scenario-base, di crescita e inflazione moderata) sono leggermente verso il tasso sulla crescita e lievemente verso l’alto sull’inflazione (tra i rischi sulla crescita, possibili sviluppi avversi sui mercati finanziari). Le nostre attuali stime sono esattamente in linea con il valore centrale dei nuovi intervalli di stima comunicati dalla BCE, eccezion fatta per il PIL 2011, per il quale siamo più ottimisti (in forza di un rafforzamento della domanda domestica e del mantenimento di uno scenario internazionale favorevole), all’1,7% contro l’1,4% della BCE. A maggior ragione condividiamo l’opinione della BCE secondo cui la probabilità di una ricaduta recessiva è bassa (ed è in via di diminuzione).

Trichet ha poi fatto un accenno al fatto che la moderazione salariale è importante e non a caso gli unici due Paesi in cui, dall’inizio della crisi, la disoccupazione è scesa anziché salire sono Germania e Austria, che negli ultimi anni hanno puntato decisamente sul contenimento del costo unitario del lavoro. Si tratta di una risposta più o meno esplicita alla richiesta di aumenti salariali del 6% fatta dal sindacato tedesco IG Metall.

Infine, in merito a eventuali divergenze con la Fed circa l’opportunità di alzare i target delle banche centrali sull’inflazione, Trichet ha risposto che né la BCE né la Fed hanno intenzione di modificare i propri obiettivi inflazionistici né tantomeno di creare inflazione per alleviare il problema del debito pubblico. D’altra parte, Trichet ha detto di condividere l’analisi della Fed sull’economia americana, dicendosi non (troppo) deluso degli sviluppi recenti. In sintesi, quanto emerso dalla conferenza-stampa conferma l’intenzione della BCE di mantenere ancora a lungo il meccanismo di “piena allocazione” su tutte le operazioni di rifinanziamento, che è la principale determinante del livello “schiacciato” dei tassi di mercato a breve termine. La decisione non sorprende, visto che, anche un falco come Weber aveva dichiarato, il 20 agosto, che sarebbe stato “saggio” mantenere la piena allocazione su tutte le operazioni di rifinanziamento per lo meno fino al 1° trimestre del 2011. Continuiamo a ritenere che il ritiro di tale meccanismo almeno su una parte delle aste sia propedeutico ad ogni eventuale decisione di rialzo del refi, che dunque non ci aspettiamo nella prima metà del 2011.


Fonte: Intesa San Paolo Spa


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