Deludono i dati commerciali cinesi

Crollano le importazioni (di Peter Rosenstreich): I deludenti dati commerciali dalla Cina hanno tarpato le ali alla ripresa della propensione al rischio, notizia predominante degli ultimi giorni. Il surplus commerciale cinese è solido, ma le importazioni deboli…


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Analisi a cura di: SwissQuote


sono fonte di preoccupazione, perché mostrano che il motore della crescita economica continua a girare in prima. Il dato flebile sulle importazioni evidenzia ancora una volta che la situazione economica interna rimane fragile. Il surplus commerciale a settembre è salito a 60,3 miliardi di USD, a fronte di un temuto calo a 48,2 miliardi di USD. Nello stesso mese, le importazioni cinesi sono crollate del 20,4%, rispetto al previsto 16,0% e al deterioramento, pari al 13,8%, registrato ad agosto. Le importazioni cinesi dai paesi ASEAN sono calate del 26,6%, quelle dal Giappone hanno subito una flessione del 19,3%. Si è registrato, tuttavia, un leggero miglioramento delle esportazioni, calate solo del -3,7% a/a rispetto al -6,0% a/a previsto. Per le valute legate alle materie prime la reazione è stata chiaramente negativa. La Cina è di gran lunga la destinazione principale delle esportazioni australiane e neozelandesi, quindi il dato più debole suggerisce che il rally di ripresa in corso ha poco potenziale al rialzo. La coppia NZD/USD è scivolata da 0,6715 a 0,6657, l’obiettivo ribassista degli operatori è 0,6586. Gli operatori hanno ignorato l’indice NAB sulla fiducia delle imprese, salito a 5 punti a settembre rispetto all’1 di agosto, per concentrarsi sui risultati più deboli dalla Cina. L’AUD/USD è sceso da 0,7364 a 0,7294 in scia alla debolezza delle importazioni cinesi. Chi opera in AUD/USD ora si concentrerà sul supporto a 0,7220 (38% del ritracciamento di Fibonacci dal rally di settembre), mentre il livello a 0,7380 arginerà il rialzo. Detto questo, in un’ottica di medio periodo, le misure prese dai leader cinesi (interventi fiscali e monetari) stabilizzeranno la domanda interna, e ciò consentirà un miglioramento delle importazioni, che andranno poi a risollevare anche i partner commerciali regionali.

Previsto in calo lo ZEW tedesco (di Yann Quelenn)

In Germania le condizioni economiche sono in declino. L’indicatore sul sentiment economico ZEW, in uscita oggi, probabilmente confermerà la veridicità di questa affermazione. I dati dovrebbero essere inferiori ai 67,5 punti rilevati a settembre.

Stamattina sono stati pubblicati i dati definitivi sull’inflazione di settembre, tornata allo zero. Il calo dei prezzi dell’energia ha pesato sull’IPC. I fondamentali, però, rimangono positivi: negli ultimi tre anni, infatti, la Germania è riuscita a registrare un avanzo di bilancio. Il recente caso Volkswagen (VW), tuttavia, sta diventando sempre più problematico. Negli USA, ci sono circa 500.000 proprietari di auto VW, la cui guida su strada è illegale. Inoltre, ad agosto le esportazioni sono calate del 5,2%, perché l’industria automobilistica tedesca, che include una serie non trascurabile di fornitori, viene danneggiata da questa truffa. L’acuirsi delle preoccupazioni è giustificato.

Ciò nonostante, quella tedesca rimane l’economia europea più competitiva. Dal nostro punto di vista, la Germania è l’unico paese europeo capace di tenere sotto controllo il rapporto debito/PIL, che rimane inferiore all’80%. Altri paesi europei incontrano difficoltà perché non possono svalutare la loro valuta e assistono pertanto all’aumento del loro debito. Rimaniamo ribassisti sull’EUR/USD e prevediamo che la coppia scenderà di nuovo verso l’obiettivo posto a 1,1200.

Fonte: BONDWorld.it


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