Flash: Italia. La ripresa del PIL è attesa continuare nel terzo trimestre

Da seguire: Area Euro: Francia. La stima preliminare mostra una crescita del PIL di 0,3% t/t nel terzo trimestre dopo la stagnazione del secondo. La crescita è stata sostenuta principalmente della domanda finale interna e…


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  • dalle scorte; il contributo delle esportazioni nette è stato negativo. La variazione annua accelera a 1,2% a/a da 1,1% a/a. Nell’ultimo trimestre ci aspettiamo un’accelerazione del PIL attorno a 0,4% t/t, per una media annua 2015 attorno all’1,0%.
  • Germania Il PIL è cresciuto di 0,3% t/t nei mesi estivi dopo 0,4% del 2° trimestre. Il dato è in linea con le stime di consenso e le nostre previsioni. Sull’anno il PIL avanza di 1,7% da 1,6%. La stima preliminare non include dettagli sulle componenti di domanda ma i dati mensili indicavano una frenata del commercio estero ed una crescita ancora sostenuta dei consumi privati. Il dato per il 3° trimestre è coerente con una crescita media annua di 1,7%  (1,5% al netto degli effetti di calendario). Ci aspettiamo una crescita di 0,4% t/t a fine anno, in linea con le indicazioni sinora disponibili dalle indagini congiunturali.
  • Italia. La ripresa del PIL è attesa continuare nel terzo trimestre, ad un ritmo di 0,3% t/t, in linea con quello visto nei mesi primaverili. La crescita è spiegata dal contributo della domanda interna (sia per consumi, soprattutto di servizi, che per investimenti, con la rilevante eccezione delle costruzioni). La domanda estera dovrebbe continuare a dare un contributo negativo (ma, diversamente rispetto al trimestre precedente, si potrebbe vedere una flessione per entrambi i flussi commerciali). Il contribuito delle scorte potrebbe azzerarsi dopo essere stato molto positivo nella prima metà dell’anno. Alla formazione del valore aggiunto dovrebbero aver contribuito sia l’industria in senso stretto, che i servizi (in particolare il turismo).
  • Area euro. Le indicazioni dalle indagini congiunturali sono per una crescita del PIL di 0,3% t/t nei mesi estivi, in lieve rallentamento rispetto ai tre mesi precedenti. Su base annua il PIL dovrebbe accelerare a 1,6% da un precedente 1,5%. Per i mesi finali prevediamo una crescita marginalmente più solida (0,45%t/t). La stima preliminare non include i dettagli sui contributi alla crescita ma stimiamo che la domanda interna possa aver offerto un contributo di 0,5% t/t alla dinamica trimestrale (dopo +0,2% t/t) mentre il commercio estero potrebbe aver sottratto un paio di decimi.
  • Italia. I prezzi al consumo a ottobre dovrebbero essere confermati in aumento di due decimi secondo l’indice nazionale e di mezzo punto percentuale in base all’armonizzato UE, per un’inflazione annua in lieve salita da 0,2% a 0,3% su entrambi gli indici. L’aumento nel mese è spiegato dagli incrementi delle tariffe di elettricità e gas, oltre che dai rincari di servizi ricettivi e ristorazione, istruzione e alimentari. Ci aspettiamo un’inflazione poco variata nei prossimi mesi.

Stati Uniti

  • Le vendite al dettaglio a ottobre sono previste in aumento dello 0,3% m/m, dopo +0,1% m/m di settembre. Al netto delle auto le vendite dovrebbero crescere dello 0,4% m/m, dopo -0,3% m/m.
  • Il PPI a ottobre dovrebbe rimbalzare, dopo il calo di -0,5% m/m di settembre, con una variazione del +0,2% m/m sia per l’indice headline sia per quello core.
  • La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (prel.) dovrebbe risalire modestamente a 90,5 da 90 di ottobre.  

Ieri sui mercati

L’avvicinarsi della svolta della Fed (molti discorsi, v. sotto), ulteriore correzione del petrolio (su timori di aumento di eccesso di offerta) e risultati societari decisamente deludenti negli USA hanno pesato anche ieri sui mercati azionari. Negli Stati Uniti, il calo degli ultimi giorni è marcato (-1,4% ieri), e non è stato accompagnato da rialzi dei mercati obbligazionari. I mercati europei hanno ampliato le correzioni dopo l’apertura di Wall Street, segnando contrazioni fra l’1 e il 2%.

I mercati obbligazionari sono stati marginalmente positivi in Europa, prevalentemente sul tratto lungo (Bund 10 anni a 0,61% da 0,62%). Il BTP a due anni tratta in area 0,03%, poco mosso rispetto alla chiusura precedente, mentre il nuovo decennale di riferimento scende di qualche punto base e si riporta sul livello di 1,6% con lo spread in parziale restringimento a 100pb. Da ieri il titolo di riferimento per la scadenza a 10 anni passa ad essere il BTP 12/2025 che offre un premio di circa 10pb rispetto al precedente, il BTP 06/2025. Sono pertanto da addebitare al cambio di riferimento sia l’incremento del rendimento generico sulla scadenza sia l’allargamento dello spread tra titoli italiani e tedeschi su quel periodo. Positivo il collocamento dell’asta a medio-lungo termine, con rendimenti in discesa al minimo storico per il BTP 3 anni, a 0,11% dallo 0,25% del collocamento precedente.

Sui mercati valutari, ulteriore modesta correzione del dollaro, con l’euro a 1,078 e lo yen a 122,5.

Area Euro

Portogallo. Il Presidente Silva ha iniziato oggi le consultazioni politiche con i vari partiti per scegliere il nuovo Primo Ministro dopo che il Governo di Passos Coelho è stato sfiduciato martedì.

BCE Draghi, durante la testimonianza al Parlamento Europeo come presidente dell’ European Sistemic Risk Board, ha ribadito che la “BCE riesaminerà l’adeguatezza della politica monetaria alla riunione di dicembre“.  Riguardo i possibili interventi Draghi ha ripetuto che “il QE è un programma flessibile” e che la “BCE può alterare la dimensione, la composizione e l’orizzonte del EAPP “ ed ha specificato che il programma “potrebbe continuare oltre settembre 2016, se necessario”.  Draghi inoltre ha ripetuto che ”potrebbero essere attivati altri strumenti per potenziare l’impatto del programma”.  Draghi ha riconosciuto che tassi bassi hanno un effetto sui bilanci delle banche ma anche aggiunto che “la BCE non può preoccuparsi della redditività degli istituti di credito”.

Area euro La produzione industriale è calata di 0,3% m/m a settembre due decimi in meno rispetto al previsto (-0,1% m/m). Su base annua la produzione continua a crescere (+1,7%a/a) anche se meno rispetto al mese precedente (+2,2%a/a). Lo spaccato settoriale indica che il calo è ampiamente spiegato dal comparto dei beni di consumo durevoli dove l’output si è contratto di 3,9% m/m, su scia di un crollo di oltre il 7% in Germania. La contrazione della produzione di beni di consumo durevoli dovrebbe essere un fenomeno temporaneo. Il dato di settembre lascia la produzione in media nei mesi un decimo al di sotto del livello primaverile ma segna un’entrata piuttosto della produzione industriale nel quarto trimestre.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 7 novembre sono rimasti stabili a 276 mila, confermando che il mercato del lavoro rimane solido.

Nuovi interventi dal FOMC compongono il mosaico delle opinioni sulla svolta a dicembre, con un peso preponderante di posizioni favorevoli a un rialzo alla prossima riunione. Fischer (Board) ha detto che la debolezza della crescita internazionale e l’apprezzamento del dollaro sono stati shock forti, ma l’economia americana li ha superati piuttosto bene. Riguardo alle prospettive, Fischer ha citato  il segnale del FOMC, secondo cui una svolta a dicembre “può essere appropriata”. Bullard (St Louis Fed) ha detto che i tassi a zero non sono più necessari, con l’economia vicina alla normalità, il tasso di disoccupazione sulla soglia del pieno impiego e l’inflazione al netto del petrolio solo poco al di sotto dell’obiettivo del comitato. Lacker ha detto che la politica monetaria mantiene la sua efficacia sul fronte del controllo dell’inflazione, mentre non può influenzare la crescita potenziale, dato che non ha effetti sulla produttività o sulla crescita della popolazione. Yellen in un intervento di aperture a una conferenza della Fed, ha evitato di toccare lo scenario di politica monetaria, ma ha detto che la politica monetaria agisce attraverso nuovi canali nella nuova era di politiche non convenzionali. Evans (Chicago Fed, votante) ha fatto invece commenti molto cauti, dicendo di preferire una svolta più avanti nel tempo rispetto a molti suoi colleghi, segnalando che potrebbe votare contro un rialzo a dicembre, anche se a ottobre ha votato con il consenso per una discussione della svolta alla prossima riunione.

 

Fonte: BondWorld.it


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