Tanto nervosismo sui mercati. Appena prima della pubblicazione delle decisioni ufficiali sui tassi un tweet errato del Financial Times su tassi invariati aveva portato il cambio eurodollaro a salire improvvisamente fino a 1,0680....
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
a cura di Filippo Diodovich
Pochi minuti dopo il Consiglio Direttivo della BCE ha comunicato la decisione di un taglio di 10 punti base sul tasso sui depositi, portandoli quindi ulteriormente in territorio negativo al -0,30%. Decisione non particolarmente aggressiva tenendo conto che le attese erano fissate su un range compreso tra i 10 e 20 punti base.
Alle 14,30 Draghi ha annunciato il rafforzamento del piano di quantitative easing, estendendo la scadenza del piano da settembre 2016 a marzo 2017 (ed oltre se necessario) e allargando gli acquisti comprendendo anche le emissioni degli enti locali/regionali.
Troppo poco per le attese del mercato che scontava anche un incremento in termini di ammontare degli acquisti mensili oltre i 60 miliardi di euro attuali. Crediamo che la discussione all’interno del Consiglio Direttivo sia stata particolarmente accesa e le misure annunciate oggi confermano come l’opposizione dei falchi (guidati dal numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann) sia particolarmente agguerrita e più forte delle attese. Lo stesso governatore Weidmann aveva più volte dichiarato nelle scorse settimane come fosse necessario attendere parecchio tempo prima di osservare gli effetti delle misure espansive sull’economia reale.
Il nervosismo della vigilia ha portato a una reazione eccessiva sia dei mercati valutari che di quelli azionari. Il cambio eurodollaro si è portato quasi a toccare la quota di 1,09 per poi stabilizzarsi attorno ad area 1,08, evidenziando nella seduta odierna oscillazioni che non si vedevano dal 18 marzo. Lo stesso indice tedesco Dax è sceso da 11200 punti a 10750 punti per poi recuperare.
Riteniamo che tali movimenti così forti siano legati a riposizionamenti degli operatori sulla scia delle forti attese in merito alle decisioni di Draghi. Troppi investitori si erano infatti posizionati “short” sul cambio eurodollaro in attesa del meeting del Consiglio Direttivo.
Ci aspettiamo che il cambio eurodollaro, nelle prossime settimane, possa tornare a scendere gradualmente sulla scia delle aspettative degli operatori sulle divergenti politiche monetarie da parte delle rispettive banche centrali. La BCE manterrà la propria “stance” accomodante ancora per un prolungato periodo di tempo, la FED è ormai quasi “vincolata” al rialzo dei tassi il 16 dicembre.

Fonte: BONDWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




