BUND: Pc 144,24 (analisi contratto giugno 2013)
Dall’inizio di giugno 2012 il Bund ha interrotto il movimento rialzista, con i corsi che si sono mossi lateralmente, con rendimenti compresi tra 1,165% e 1,710%…….
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Da inizio febbraio, dopo un test della parte alta, i rendimenti sono ridiscesi verso 1,350%, rimanendo comunque all’interno dell’ampio trading-range indicato.
Per le prossime settimane:
Il rialzo delle ultime settimane ha portato i corsi verso la parte alta del trading–range in essere da inizio giugno 2012. Sono possibili ulteriori salite, con obiettivo l’area 146-147; specularmente, i rendimenti potrebbero quindi ridiscendere verso i minimi a ridosso di 1,165%. Un segnale direzionale più forte, con ripresa del movimento rialzista dominante del Bund e nuovi minimi storici dei rendimenti, non si può escludere, anche se i margini di ulteriore apprezzamento appaiono ridotti (resistenza a 150?).
Le tensioni diminuirebbero su ridiscese dei corsi sotto 141,75-142,25 (risalita dei rendimenti sopra 1,600%). Un segnale convincente di inizio di un movimento correttivo esteso nei mesi a venire si avrebbe però solamente alla rottura di 139,50, con risalite del rendimento al di sopra di 1,710%-1,733% (improbabile).
Gli investitori rimangono saldamente investiti sul Bund, nonostante rendimenti negativi in termini reali: l’interesse per i titoli periferici dell’area euro nel semestre ago 2012 – gen 2013 sembra confermarsi come di tipo “tattico” e non ancora “strategico”, e la dinamica degli ultimi 2 mesi va in tale direzione.
Btp 3 anni (scad. 01.12.2015): Pc 100,87
Da fine giugno 2012 il titolo ha messo a segno una marcata risalita, toccando un picco a 102,598 il 10.01.2013, con un rendimento a ridosso dell’1,80%, in fortissimo calo dal picco di giugno a ridosso del 5,00% (max nov 2011 al 7,65%).
Da metà gennaio le quotazioni sono ripiegate, riportandosi verso 100,75-101, per poi rompere con forza al ribasso a fine febbraio portandosi ad un minimo il 27.02 a 99,690. Specularmente i tassi sono risaliti dall’1,80% verso il 2,65%. Nell’ultimo mese le quotazioni sono risalite verso 100,30-101, consolidando in tale intervallo.
Per le prossime settimane:
Nonostante i recenti segnali di stabilizzazione, finché i corsi stazionano al di sotto di 101,00/30 il quadro tecnico rimane incerto: un nuovo segnale di debolezza si avrebbe però solo sotto 100,00/30, per un nuovo test dei minimi a 99,69, la cui rottura spingerebbe i corsi verso 99 e quindi 98 (tensioni su risalite dei tassi sopra il 3,00/10%). Il tono migliorerebbe su pronte risalite sopra 101,30 ma un nuovo spunto rialzista si avrebbe solo al superamento di 101,70-102 (poco probabile), per un nuovo test dei massimi a 102,60-103 (rendimenti sotto 1,80%).
Btp 5 anni (scad. 01.11.2017): Pc 101,10
Il forte rally in essere da fine luglio 2012 ha portato i corsi a toccare un massimo a 103,473 l’11.01.2013. Nell’ultimo semestre 2012 i rendimenti hanno subìto una contrazione marcata, passando dal 5,55% di luglio al minimo dell’11.01 al 2,75%.
Da metà gennaio, i corsi sono ripiegati verso 100,85-101,00, per poi accelerare al ribasso a fine febbraio, toccando un minimo il 27.02 a 99,248. Specularmente i tassi sono risaliti dal 2,75% al 3,63%. Nell’ultimo mese le quotazioni sono risalite verso 101,00/20.
Per le prossime settimane:
Nonostante i recenti segnali di stabilizzazione, finché i corsi stazionano al di sotto di 101,80-102 il quadro tecnico rimane incerto: un nuovo segnale di debolezza si avrebbe però solo sotto 99,80-100, per un nuovo test dei minimi a 99,248, la cui rottura spingerebbe i corsi verso 98,00/65 e quindi 97. Il tono migliorerebbe su pronte risalite sopra 102 ma un nuovo spunto rialzista si avrebbe solo al superamento di 102,60 (prematuro), per un nuovo test dei massimi a 103,47 (rendimenti sotto il 2,75%). Tensioni su risalite dei tassi al di sopra del 4,00/15% (prematuro).
Btp 10 anni (scad. 11.01.2022): Pc 108,22
Il forte rally iniziato da fine luglio 2012 ha spinto i corsi a toccare un picco a 111,785 il 25.01.2013. Nel secondo semestre 2012 i rendimenti hanno subìto una contrazione marcata, passando dal 6,57% di fine luglio al minimo dell’11 e 25 gennaio a ridosso del 4,11%. Da fine gennaio i corsi sono ripiegati verso 107,20, per poi accelerare al ribasso a fine febbraio toccando un minimo il 27.02 a 104,64 (con risalita dei tassi verso il 4,89%). Nell’ultimo mese le quotazioni sono risalite verso 108,25.
Per le prossime sedute:
Nonostante i recenti segnali di stabilizzazione, finché i corsi stazionano al di sotto di 109,25 il quadro tecnico rimane incerto: un nuovo segnale di debolezza si avrebbe però solo su ridiscese sotto 106, per un nuovo test dei minimi a 104,64, la cui rottura (prematuro) farebbe riprendere le pressioni ribassiste con obiettivo 103,40 e quindi il forte supporto a 102. Il tono migliorerebbe su pronte risalite sopra 109,25, ma tornerebbe positivo per le settimane a venire solo al superamento di 110,50 (prematuro), per un nuovo test dei massimi a ridosso di 112 (rendimenti sotto il 4,00/10%, poco probabile). La tendenza dei corsi per le settimane a venire tornerebbe decisamente ribassista su risalite dei rendimenti al di sopra del 5,00/20% (poco probabile).
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Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
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